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03 Maggio 2026
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Ecco le nuove Primarie di Medicina Legale, Oncologia di Prossimità, Medicina Riabilitativa, Medicina di Laboratorio e Nefrologia e Dialisi

Prosegue il lavoro di rafforzamento delle reti di assistenza e cura, con la definizione dei vertici di alcune dei principali servizi dell’Azienda USL di Modena a valenza provinciale.

Negli ultimi mesi sono stati infatti nominate dalla Direzione Generale dell’Ausl cinque nuove Direttrici,  le dottoresse Federica Bovolenta per la Medicina Riabilitativa, Simonetta Cimino per la Nefrologia e Dialisi, Maria Cristina Davolio per la Medicina Legale, il dottor Tommaso Fasano per la Medicina di Laboratorio e la dottoressa Claudia Mucciarini per l’Oncologia di prossimità.

Un segnale forte nella direzione del potenziamento dei nuovi modelli organizzativi che sono sempre più parte del sistema sanitario di oggi, con lo sguardo rivolto al domani: prossimità, trasversalità, capillarità della presenza sul territorio e collaborazione multiprofessionale, multidisciplinare e interaziendale sono le parole chiave che devono guidare i servizi sanitari, che a fronte di nuovi bisogni devono innovarsi e sfruttare tutte le potenzialità di oggi in termini di conoscenza, tecnologia e capacità organizzativa.

Questa mattina i cinque nuovi Direttori si sono presentati alla stampa, nel corso di una conferenza che ha visto la partecipazione del Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Modena Massimo Mezzetti e dei due Direttori Generali Mattia Altini (Ausl Modena) e Luca Baldino (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena).

 

“Auguro buon lavoro ai nuovi direttori che ringrazio per il loro impegno quotidiano – sottolinea Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Modena Massimo Mezzetti –. La fase che attraversa la nostra sanità è particolarmente importante perché dobbiamo mantenere qualità delle prestazioni unite a una nuova visione dei modelli organizzativi di cui i direttori generali ci hanno fornito le linee strategiche. Saranno quindi mesi di lavoro intensi ed è fondamentale che i servizi vedano i loro vertici insediati e pienamente all'opera”.

 

“L’aumento dei bisogni sanitari e delle cronicità – afferma il Direttore Generale Ausl Mattia Altini – e la conseguente necessità di miglioramento della presa in carico dei pazienti, è una sfida che accomuna gran parte dei servizi e in particolare quelli di cui oggi presentiamo i Direttori, in un approccio integrato tra professionisti, sia ospedalieri sia territoriali, e tra aziende sanitarie. La definizione dei vertici delle strutture complesse è un passaggio fondamentale per garantire visione strategica e continuità di azione nei vari percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali, che vedono come parte attiva fondamentale anche la Medicina generale. Il capitale umano è il nostro bene più prezioso per lavorare su modelli organizzativi innovativi, capaci di rispondere a questo momento delicato della nostra sanità, caratterizzato da bisogni infiniti e risorse sempre più limitate. Se vogliamo una sanità che funziona davvero, per oggi e per il futuro, dobbiamo investire in equità, efficienza, appropriatezza delle cure rispetto ai bisogni dei cittadini. Un mandato impegnativo anche per i nuovi Direttori, a cui auguro buon lavoro. Un grande ringraziamento per l’instancabile lavoro quotidiano che, insieme a tutti i loro collaboratori, svolgono con impegno e professionalità”.

 

Desidero innanzitutto dare il benvenuto ai nuovi primari – dichiara il Direttore Generale Ing. Luca Baldino – queste nomine rappresentano un tassello fondamentale nel rafforzamento della qualità e dell’efficienza dei servizi sanitari offerti su tutto il territorio, garantendo trasversalità e potenziamento delle reti cliniche assistenziali fornendo così, una sanità pubblica sempre più vicina ai bisogni dei cittadini. Auguro pertanto un buon lavoro ai nuovi Direttori”.

Le nuove Direttrici

 

Federica Bovolenta (Medicina Riabilitativa) - Specializzata in Medicina Fisica e Riabilitazione all’Università di Parma, Bovolenta ha iniziato il suo percorso professionale presso l’Ausl di Modena nel 2007. Nel corso della sua carriera si è occupata del percorso di presa in carico dei pazienti riabilitativi in tutti i setting assistenziali (dalla fase acuta ospedaliera alla fase territoriale, ambulatoriale e domiciliare) e in diversi ambiti assistenziali della provincia, compreso l’Ospedale civile di Baggiovara e i Distretti sanitari di Modena, Castelfranco Emilia, Carpi, Pavullo e Sassuolo. Dal 2018 al 2022, la dottoressa Bovolenta ha lavorato presso la Direzione Generale dell’Ausl all’interno dell’Unità Operativa Complessa Gestione delle attività di Specialistica Ambulatoriale. Nel 2021 ha conseguito inoltre il Master di II° Livello in Funzioni Direttive e Gestione dei servizi sanitari presso l’Università di Bologna.

La Medicina Riabilitativa non è solo un insieme di prestazioni specialistiche, ma è un complesso di interventi multiprofessionali volti ad ottimizzare la funzione e a ridurre la disabilità in individui con problemi di salute (acuti o cronici, congeniti o acquisiti), nel corso dell'arco della loro vita e in relazione al loro ambiente di vita, in cui l’aspetto informativo ed educativo assume un ruolo essenziale. La Medicina Riabilitativa dell'Azienda USL di Modena, avvalendosi di un’équipe formata da diverse professionalità, tra cui fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e attraverso la continua collaborazione con specialisti di altre branche, eroga prestazioni nei diversi contesti assistenziali, ospedaliero e territoriale (ambulatoriale e domiciliare) e si sta integrando con le nuove strutture territoriali quali Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali, perseguendo obiettivi di equità, prossimità e di innovazione.

Tra i principali campi di intervento, si annoverano le patologie muscolo-scheletriche, neurologiche, reumatologiche, e la riabilitazione oncologica, cardiologica e respiratoria.

 

Simonetta Cimino (Nefrologia e Dialisi) - In Azienda USL dal 2001, Cimino si è specializzata in Nefrologia presso l’Università degli studi di Modena. Dopo alcune esperienze nei reparti di Nefrologia al Policlinico di Modena, agli Spedali Civili di Brescia e all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, approda all’Ausl di Modena, dapprima all’Ospedale Estense nel reparto di Medicina e poi, già dal 2002, alla Nefrologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi. Nel corso degli anni assume diversi incarichi, sempre più qualificati, fino al ruolo di responsabile dell’unità operativa semplice di Nefrologia del Ramazzini nel 2021. Da gennaio 2024 viene scelta come Direttrice facente funzione della Rete Nefrologica provinciale, incarico che viene confermato attraverso la nomina ufficiale a seguito della procedura concorsuale nell’agosto dello stesso anno. Cimino, membro del Consiglio Nazionale della Società scientifica di Nefrologia, ha inoltre partecipato in qualità di relatore a diversi convegni e corsi di formazione.

Il percorso professionale le ha permesso di essere tra i protagonisti della nascita della Rete Nefrologica provinciale, il cui progetto condiviso tra Ausl e AOU è stato avviato già nel 2016. Anche in questo caso la prossimità di cura è tra le parole chiave dell’attività del servizio, messa in pratica progressivamente con l’attivazione di ambulatori in ogni distretto: oggi sono 8 le sedi nefrologiche gestite dall’Ausl. Già nel 2021 è stato avviato a Pavullo un ambulatorio per la dialisi peritoneale, un altro è in programma a Sassuolo nel prossimo autunno. Nel 2023 la rete nefrologica provinciale si è strutturata in maniera integrata, con la condivisione dei percorsi e delle piattaforme per gli accessi vascolari. La collaborazione tra le due aziende della provincia è evidente anche nei percorsi di inserimento in lista d’attesa per il trapianto, con la presenza di un Day service interaziendale che mira alla riduzione dei tempi di esecuzione di visite ed esami per la verifica dell’idoneità. Importante anche l’attività di follow-up post trapianto che viene garantita da un ambulatorio di secondo livello, che ha preso in carico sinora circa 50 pazienti afferenti all’Area Nord.

 

Maria Cristina Davolio (Medicina Legale e Risk Management) - Da 17 anni in Azienda USL, Davolio ha conseguito la specializzazione in Medicina Legale all’Università di Modena e Reggio Emilia. Dopo le prime esperienze lavorative presso il Policlinico di Modena, l’Arcispedale di Reggio Emilia, approda in Ausl, dove assume diversi incarichi professionali fino al ruolo di responsabile della struttura semplice “Disabilità”. In questo ambito si sviluppano alcune delle progettualità più significative, come l’esperienza, unica in Italia, dei percorsi di accertamento della disabilità su pazienti fragili, prima dedicato esclusivamente agli oncologici e nel tempo esteso anche ai pazienti con patologie ematologiche, reumatologiche e neurologiche. Nel corso della carriera professionale Davolio ha svolto anche attività di docenza, non solo su tematiche propriamente medico legali, ma anche su temi etici, apportando il proprio contributo nell’ambito del Master di II livello all’Università di Modena e Reggio Emilia in Cure palliative precoci e simultanee.

La Medicina Legale contribuisce alla tutela e al sostegno delle fasce deboli della popolazione, assicura il corretto svolgimento di tutte le attività certificative medico-legali collegiali (commissioni di accertamento della disabilità; commissione medica locale per le patenti di guida; collegio medico per porto d’armi; ecc) e individuali (idoneità psico-fisica alla guida di veicoli e natanti, idoneità al porto d’armi, all’adozione, ecc…) con presenza di sedi nei diversi distretti sanitari per un'azione trasversale e capillare sul territorio provinciale. Importante anche il supporto alla Direzione Aziendale nello sviluppo di strategie volte alla promozione della sicurezza delle cure attraverso un approccio integrato alla gestione del rischio e del contenzioso con l’obiettivo di definire e monitorare nel tempo l’efficacia delle azioni di miglioramento intraprese. Laddove il rischio si concretizzi in un evento avverso, garantisce l’integrale presa in carico delle conseguenze sul paziente, in termini sia fisici che relazionali nonché di risarcimento del danno. A questo si aggiunge l’attività di consulenza e tutela dei professionisti sanitari, nonché le progettualità sulla vulnerabilità, in particolare dedicate alle donne vittime di violenza e ai migranti vittime di tortura. Sono oltre 50mila le prestazioni erogate ogni anno dal Servizio, nei molti ambiti di intervento, sviluppati con un approccio integrato con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ospedale di Sassuolo e attraverso una stretta collaborazione con gli enti locali.

 

Tommaso Fasano (Medicina di Laboratorio) - Delegato regionale della società scientifica SIBioC - Medicina di Laboratorio per la Regione Emilia-Romagna, si è formato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dove ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, la specializzazione in Patologia Clinica e il dottorato di ricerca in Medicina Molecolare e Rigenerativa. Dal 2007 al 2008 ha svolto una fellowship presso l’Imperial College – MRC Clinical Sciences Centre - Hammersmith Hospital di Londra occupandosi di difetti genetici del metabolismo del colesterolo. Nel 2009 ha ricevuto l’Attestato di Benemerenza dall’Università di Modena e Reggio Emilia per meriti nell’ambito della ricerca nazionale ed internazionale. Vincitore del Bando PRICARD Giovani 2010-2012 indetto da CONACUORE (Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore) con un progetto sul rischio cardiovascolare nei deficit familiari di HDL. Dal 2010 al 2022 ha lavorato presso l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria Nuova” – IRCCS di Reggio Emilia in seguito AUSL di Reggio Emilia – IRCCS, divenendo responsabile di struttura semplice in “Biochimica ed Automazione di Laboratorio”. Dal 2022 al 2024 ha svolto il ruolo di direttore della Struttura Complessa di Patologia Clinica dell’AUSL Romagna.  Ha maturato un forte interesse all’applicazione di nuove tecnologie in ambito biomedico riguardanti soprattutto l’utilizzo di test diagnostici innovativi per la comprensione dei fenomeni patologici. Impegnato nella ricerca biomedica, è autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.

La Medicina di Laboratorio dell’Azienda USL di Modena, attraverso l’attività dei laboratori con sede all’Ospedale di Baggiovara e al Policlinico di Modena, ha erogato circa 15 milioni di esami nel 2024, una mole di lavoro che la pone ai vertici nazionali per potenzialità analitica. Cuore pulsante dell’attività è il Laboratorio BLU, rinnovato di recente con tecnologie avanzate, spazi all’avanguardia e nuove attività specialistiche. Altissimo il livello di automazione, che consente di ridurre al minimo gli errori e i tempi di refertazione, dando risposta a tutte le richieste provinciali di attività specialistiche di diagnostica di laboratorio. Tra le sfide del prossimo futuro, il miglioramento della rete provinciale, che vede la presenza di laboratori dislocati a Carpi, Pavullo e Mirandola, ricorrendo ove necessario a strumenti di prossimità come i POCT (Point of Care Testing), proseguendo nel percorso di formazione del personale e garantendo il corretto flusso dei dati grazie a un efficiente sistema informatico. Già oggi l'organizzazione della rete provinciale consente di recapitare presso il Laboratorio BLU i prelievi effettuati in qualsiasi punto prelievi della provincia di Modena in un tempo corretto per garantire la qualità del campione, elemento imprescindibile per il risultato finale, ovvero un referto di laboratorio accurato che risponda alle esigenze dei cittadini modenesi.

 

Claudia Mucciarini (Oncologia di Prossimità) - Già in servizio da circa due anni nello stesso ruolo in qualità di facente funzione, nel marzo scorso ha ricevuto l’incarico ufficiale a seguito della procedura di selezione. Di origine bolognese, si è laureata nell’Ateneo del capoluogo felsineo nel 2000; nel 2004 ha conseguito la specializzazione in Oncologia Medica presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Nel 2004 inizia a lavorare per l’Azienda USL di Modena, entrando da subito a far parte del team medico dell’Oncologia e acquisendo progressivamente incarichi professionali sempre più importanti, fino alla nomina a Direttrice.

L’Oncologia di prossimità rappresenta il sistema di cure diffuso in tutta la provincia, adottato per venire incontro alle esigenze dei pazienti oncologici di trovare risposta vicino ai luoghi di vita per quanto riguarda i trattamenti a basso impatto. Delocalizzare, tramite l’attivazione di ambulatori per le terapie orali, intramuscolo e sottocute, che ormai rappresentano più della metà dei trattamenti attivi utilizzati in Oncoematologia, significa limitare gli spostamenti delle persone con patologia oncologica, mantenendo negli hub ospedalieri tutto quello che riguarda l’alta complessità. Un nuovo approccio che vede una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, insieme alle figure imprescindibili del Medico di medicina generale e dei medici palliativisti, per le terapie di supporto. Due le mission principali dell’Oncologia di Prossimità, struttura nata di recente in seno al nuovo Dipartimento integrato interaziendale oncologico ed onco-ematologico: una è la capillarità sul territorio, consolidando ed espandendo la rete del trattamento a basso impatto all’interno delle Case della Comunità, avvalendosi delle competenze dei professionisti presenti, rafforzando il ruolo dell’Infermieristica di Comunità e ricorrendo ai vantaggi che la tecnologia sanitaria sta apportando, come la telemedicina. La seconda mission riguarda l’appropriatezza prescrittiva, con un’attenta analisi del rapporto costi-benefici. Inoltre sono tanti i progetti in corso, tra cui la cartella informatizzata condivisa, lo sviluppo della ricerca, l’umanizzazione dei luoghi di cura e la revisione dei percorsi di follow up.

da sin .Baldino, Mezzetti, Altini

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