Dalla selce alla pelle, come ci si vestiva nella preistoria? Lo si scopre a Terramara
Cosa indossavano, come si proteggevano, cosa usavano per trasportare cibo e attrezzi gli abitanti della pianura padana tremila anni fa? Domenica 11 maggio il Parco archeologico della Terramara di Montale apre uno squarcio sul passato più remoto con una giornata speciale dedicata alla lavorazione della pelle, attività fondamentale nella vita quotidiana dell’età del bronzo.
A raccontare i segreti di quest’arte è l’archeologo Luca Pellegrini, esperto dello staff del Parco, mostrando dal vivo le tecniche di conciatura usate nell’antichità, rese sempre più efficaci dall’introduzione di strumenti in metallo e dall’impiego sapiente di utensili in corno di cervo e selce. Una vera e propria archeologia sperimentale per osservare da vicino come si realizzavano abiti, calzature, finimenti per cavalli, contenitori e accessori, partendo dal pellame ottenuto tramite caccia e allevamento.
Per i piccoli esploratori dai 6 ai 13 anni, è previsto un laboratorio creativo dove ciascuno può costruire il proprio contenitore in pelle, mettendosi nei panni — anzi, nelle pelli — di un artigiano della Preistoria. Un’occasione per tutta la famiglia, dove storia, natura e manualità si intrecciano in un’esperienza coinvolgente.
Nella campagna modenese, a 11 chilometri dalla città, la Terramara di Montale è un esempio unico di archeologia vivente: un villaggio dell’età del bronzo ricostruito sul luogo esatto del ritrovamento, grazie agli scavi del Museo Civico di Modena. Tutte le visite al Parco, in programma domeniche e festivi fino all’8 giugno, sono guidate da archeologi e accompagnate da dimostrazioni tematiche sempre diverse.
Orari di visita: dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19 con ultimi ingressi alle 11.45 e 17.30. Le visite sono guidate con partenza ogni 45 minuti.
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