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03 Maggio 2026
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Cessione di Aimag a Hera, da sinistra Avs chiede di fermare l’accordo

L'accordo tra Hera e Aimag perla cessione del controllo della multinazionale della Bassa alla spa bolognese continua a far discutere. Stavolta a dire la loro sono i politici di Alleanza Verdi-Sinistra Unione Terre d’Argine, con una richiesta netta: quell'accordo è da fermare. "Si fermi l'iter di approvazione della partnership", è l'appello, e si riparta daccapo con un "confronto vero, trasparente, partecipato" Ecco il loro comunicato stampa:

All’interno di Alleanza Verdi-Sinistra dell’Unione delle Terre d’Argine si è aperto, nelle ultime settimane, un confronto approfondito sulla proposta di rafforzamento della partnership industriale tra AIMAG e Hera. La rilevanza politica, economica e sociale della questione ci ha portato a superare un approccio basato sulle singole realtà comunali, per assumere una posizione condivisa e unitaria a livello di Unione. Riteniamo infatti che questa proposta non rappresenti semplicemente un'operazione societaria, ma una scelta strategica che influenzerà il futuro dei nostri servizi pubblici locali, a partire dalla gestione dell’acqua, un bene comune essenziale.

AIMAG ha sempre rappresentato un modello virtuoso. Nata a Mirandola nel 1964, ora società mista pubblico-privata col 65% di partecipazione azionaria di 21 comuni soci, ha raggiunto l’eccellenza regionale nel servizio di gestione dei rifiuti urbani, sia in termini di qualità sia di rapporto qualità/tariffe e possiede un ottimo posizionamento nella gestione del servizio idrico integrato. La recente espansione della rete di vendita del gas, inoltre, promette importanti ricavi nei prossimi anni. Tuttavia, improvvisamente, i Consigli Comunali dei comuni soci vengono informati  che AIMAG versa in condizioni finanziarie critiche, tali da non riuscire nemmeno più ad accedere al credito; contestualmente, viene presentata una proposta che prevede la riduzione delle quote azionarie dei comuni dal 65% al 51%, la crescita di quelle del socio Hera dal 25% al 41% e che comporta, secondo l’Antitrust, la cessione a Hera del controllo esclusivo. 

Questa rappresentazione allarmistica non può essere verificata da consiglieri e cittadine e cittadini, poiché ad oggi non è ancora stato reso pubblico il bilancio consolidato del 2024. In assenza di dati completi e aggiornati, risulta del tutto improprio accelerare un processo decisionale che rischia di compromettere il futuro di AIMAG e la qualità dei servizi per i nostri territori.

C’è poi un secondo argomento che viene addotto a favore dell'integrazione di AIMAG in Hera e che riguarda la partecipazione  alla prossima gara per la gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Modena. A seguito dell’unificazione degli ambiti idrici sub-provinciali attualmente affidati a AIMAG e Hera, si prevede di andare verso un unico affidamento nel 2027 e, se l’approccio rimane di tipo privatistico, per ottenere l’affidamento nel nuovo ambito provinciale occorre partecipare e vincere una gara di respiro europeo. La proposta prevede quindi la nascita di una società di nuova costituzione (NewCo), partecipata da entrambi i gestori, per partecipare alla gara dell’idrico provinciale. Anche nello scenario in cui la gara sia vinta dalla NewCo Hera-AIMAG, sarebbe comunque sacrificato  il controllo pubblico del servizio, con il rischio concreto di affidare un bene vitale come l’acqua a una società  finanziata da investitori internazionali, prevalentemente statunitensi, fra cui BlackRock. Non si può ignorare il fatto che l'interesse primario di questi soggetti è il profitto, non la qualità o la sostenibilità del servizio sul territorio.

A conferma di questo timore,  i dati pubblicati da Atersir mostrano che la qualità della rete idrica gestita da AIMAG è significativamente migliore rispetto a quella gestita da Hera nel resto della provincia. Le perdite idriche nella rete di AIMAG si limitano al 28%, al di sotto della media regionale e ben al di sotto di quella nazionale, grazie a investimenti costanti e mirati; al contrario, nelle reti gestite da Hera le perdite salgono al 35%. Questo dato ci racconta una realtà concreta: la presenza sul territorio e la volontà di investimento fanno la differenza. È lecito domandarsi quanto un soggetto orientato al profitto possa essere realmente interessato a migliorare l'efficienza e la sostenibilità delle reti locali.

Anche considerando il percorso di evoluzione societaria di AIMAG degli ultimi vent’anni, le motivazioni di necessità e urgenza che accompagnano questa proposta del Gruppo Hera possono apparire pretestuose. L’ingresso di Hera in AIMAG nel 2009, con l'acquisizione del 25% di azioni, era finalizzato a una partnership che sembrava indispensabile per la partecipazione a una gara imminente, quella della distribuzione del gas; parliamo di una gara che è partita solo nel 2019 e che non ha ancora portato ad alcun affidamento. 

Siamo di fronte a una decisione di enorme portata, eppure siamo stati messi di fronte a un atto già definito, con l’impressione che il percorso sia stato tracciato altrove, e che ai consigli comunali sia richiesto soltanto di ratificare. Riteniamo invece che ci fosse — e ci sia ancora, almeno per il servizio idrico integrato — una strada alternativa che non è stata seriamente valutata: quella della creazione di una società interamente pubblica, partecipata dai 47 Comuni della provincia, che permetterebbe di mantenere la gestione idrica sotto controllo pubblico e, in base alla normativa sugli affidamenti, consentirebbe anche di evitare la gara (affidamento diretto in house), garantendo trasparenza ed economicità nella gestione del servizio.

Di fronte a tutto questo, ci chiediamo come sia possibile che venga richiesto ai consigli comunali di esprimersi in tempi così stretti, senza disporre dei documenti fondamentali, senza un confronto reale con la cittadinanza, e senza avere avuto la possibilità di valutare tutte le opzioni. La fretta, in questo caso, appare più come una strategia politica che come una necessità reale.

Per questo, Alleanza Verdi-Sinistra dell’Unione delle Terre d’Argine lancia un appello ai sindaci dell’Unione e di tutti i Comuni coinvolti: si fermi l’iter di approvazione della partnership, e si apra una fase di confronto vero, trasparente, partecipato. Ricordando inoltre come la gara dell’idrico si terrà nel 2027, lasciandoci tutto il tempo necessario per valutare ogni possibile opzione. Serve tempo per analizzare con rigore la situazione finanziaria di AIMAG, partendo dai dati ufficiali e completi e serve coraggio politico per esplorare strade diverse, che mettano al centro l’interesse pubblico, la democrazia locale e la tutela dei beni comuni.

Solo così potremo fare una scelta davvero consapevole e giusta per il nostro territorio e per le future generazioni.

Alleanza Verdi-Sinistra Unione Terre d’Argine

 
 

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