Tredici multe per eccesso di velocità, tutte cancellate. La Cassazione ha stabilito che l’autovelox installato sulla tangenziale di Modena, all’altezza dell’uscita 6 della Carducci, non è omologato e quindi non può costituire base valida per le sanzioni. Una decisione destinata ad avere effetti ben oltre il singolo caso, perché apre la strada a nuovi ricorsi da parte degli automobilisti multati con lo stesso dispositivo.
La vicenda nasce dal ricorso presentato da un cittadino modenese contro 13 verbali, per un totale di 1.594 euro, elevati dalla Polizia locale. In primo grado e in Appello i giudici avevano respinto le sue tesi, ritenendo sufficiente la regolare taratura periodica dell’impianto. Ma la Suprema Corte ha ribaltato tutto, chiarendo che approvazione e omologazione non sono procedure equivalenti e che l’assenza di omologazione rende illegittimo l’accertamento.
Con questa pronuncia, la Cassazione ha dato continuità a un orientamento già espresso nel 2024, ribadendo che un autovelox, per essere valido, deve essere formalmente omologato. Né basta richiamare circolari ministeriali, come ha tentato di fare il Comune di Modena: secondo i giudici, si tratta di atti amministrativi che non possono superare quanto stabilito dalla giurisprudenza.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio. Da luglio 2024 è infatti in corso un’indagine nazionale, avviata dalla Procura di Cosenza, sulla regolarità degli autovelox del modello T-Exspeed v.2.0, che ha già portato al sequestro e allo spegnimento di numerosi dispositivi in tutta Italia, compreso il tutor sulla tangenziale Modena–Sassuolo nel tratto di Formigine.
Diversa, almeno per ora, la situazione degli autovelox modenesi della Carducci e di viale Italia, che risultano ancora attivi nonostante siano dello stesso tipo. Il dispositivo sulla tangenziale Carducci, in particolare, registra in media circa 120 infrazioni al giorno. Dopo la sentenza, però, il quadro potrebbe cambiare.
La conclusione della Cassazione è netta: i 13 verbali sono annullati. E ora resta da capire se questa decisione diventerà un precedente destinato a mettere in discussione centinaia, se non migliaia, di multe elevate con apparecchi privi di omologazione.