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06 Maggio 2026
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Finale Emilia, una mostra ricorda il grafico e incisore Pietrino Vincenzi

FINALE EMILIA - La sala espositiva dell’ex palazzo della Guardia di Corso Cavour ospiterà dal 12 al 27 aprile una mostra di incisioni di Pietrino Vicenzi, alias “Petrus”, conservate nella raccolta della Biblioteca Comunale Giuseppe Pederiali di Finale Emilia, organizzata dall’associazione Alma Finalis e curata dall’architetto Gherardo Braida. La mostra verrà inaugurata sabato 12 aprile alle ore 17.30 e sarà visitabile nei giorni sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30, fino al 27 aprile. Si tratta di un ritorno a casa per questo artista finalese, scomparso ad appena 57 anni il 13 luglio 1972, a seguito di un incidente stradale avvenuto in Svizzera, nel Canton Ticino, nei pressi di Melano. Le opere di Pietrino Vicenzi vennero esposte a Finale Emilia una prima volta nel dicembre 1954, in una mostra promossa dal Circolo Artistico Finalese e allestita a cura della Biblioteca Comunale e una seconda nel settembre 1974, ospitata nella Sala della Cultura di via Cesare Battisti, due anni dopo la morte. Ora, grazie ad Alma Finalis, vengono riproposte a Finale Emilia diverse opere dell’artista custodite nell’Archivio Storico comunale.

Pietrino Vicenzi in arte “Petrus”

Nato il 6 dicembre 1915 a Finale Emilia, nella casa posta in via Rotta 2, come riportano i registri anagrafici comunali, da Pietro fu Giuseppe, di professione oste, e da Lucia Busuoli, Pietrino Vicenzi è stato un litografo e xilografo importante, degno di finire nel “Dizionario Illustrato degli Incisori italiani moderni e contemporanei” di Luigi Servolini, uno dei grandi maestri dell’incisione italiana e fondatore insieme a Carlo Carrà nel 1955 dell’associazione degli Incisori d’Italia. A coltivare per primo le qualità artistiche di Pietrino è lo zio, lo scultore finalese Giuseppe Busuoli, nel cui laboratorio comincia ad apprendere come dare forma corretta alla sua innata capacità di disegnare e intagliare il legno per trarne figure. Diplomato nell’anno scolastico 1930-31 alla Scuola Tecnica di Finale, incoraggiato e supportato economicamente dall’amministrazione comunale, si iscrive nel 1933 all’Istituto d’arte per la decorazione e l’illustrazione del libro di Urbino.
 
 
Qui trova un ambiente congeniale e si immerge con grande passione nello studio e nel lavoro. “Da tanto laborioso fervore – scrisse l’ex sindaco Angelo Sola nella presentazione della mostra del 1974 – vengono alla luce le xilografie dei mesi per il calendario del 1934, poi tradotte in litografie, L’imputato (1937), i tre legni con i quali interpreta Dante (1936-37) e le otto litografie per Poe (1936-37)”. Queste ultime andranno ad arricchire il testo di quattro racconti di Edgar Allan Poe: “Il crollo di casa Usher”, “Il ritratto ovale”, “Il cuore rivelatore” e “Silenzio”. Sarà lo stesso Petrus a comporre il volume, di cui progetterà la veste tipografica e la legatura per l’edizione in 250 introvabili esemplari (lo posseggono la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca d’Arte di Milano e la Biblioteca Universitaria di Pavia), tirata nelle officine dell’istituto di Urbino nel 1939-40, quando sarà chiamato a insegnarvi.
Diplomato in xilografia, litografia e decorazione nel 1937, Pietrino Vicenzi esordì a Milano come disegnatore pubblicitario e incisore grafico, ma nel 1939 rientrò a Urbino, chiamato a insegnare fino al febbraio 1942, quando viene richiamato alle armi negli Alpini. Sempre nel 1942, il primo maggio, si sposa a Fabriano con Antonietta Sabatini e in quella città, nell’ottobre 1943, darà vita con altri a un moderno stabilimento tipolitografico che dirigerà per alcuni anni, prima di passare alle Cartiere Miliani Fabriano (oggi sede degli uffici della Fedrigoni spa nei cui archivi sono conservati 101 cliché incisi da Pietrino Vicenzi) per guidarne il reparto grafico pubblicitario.
“Suoi – scrive Solasono i disegni delle confezioni di carte pregiate, dei calendari e degli albums; sue le litografie e le serigrafie, riconoscibili a colpo d’occhio, per quella derivazione senza tramiti dallo stile e dall’impianto xilografici. Suoi i bozzetti dei tre francobolli emessi dalla Repubblica di San Marino per il VI Bophilex (Bologna, 1961) e dei dieci francobolli della emissione sanmarinese Montagna del 1962. Sua la messa a punto di una particolare tecnica, la plastigrafia, per tradurre il processo xilografico sopra una speciale materia pastosa a colori, al fine di ottenere la riproduzione in serie delle immagini e delle caratteristiche dell’incisione tirata con il bulino e la sgorbia”.
Dopo la prima mostra che Finale Emilia gli dedicò nel dicembre 1954, Angelo Sola cercò ripetutamente – come testimonia la corrispondenza con l’artista conservata negli archivi comunali – di ospitare nuovamente a Finale una rassegna dedicata a Petrus. L’iniziativa di Sola era sul punto di concretizzarsi quando il drammatico incidente stradale di cui Vicenzi fu vittima la rese vana. Solo nel settembre 1974 fu possibile, grazie soprattutto alla collaborazione della Scuola del Libro di Urbino dove Vicenzi era stato insegnante e nei cui archivi erano custodite opere inedite, rivedere una mostra dell’artista nei locali della Sala della Cultura.
 

 
 
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