Bibbiano, chieste condanne fino a 15 anni per gli assistenti sociali
La vicenda ha avuto inizio nel maggio 2019, quando le prime misure cautelari hanno scosso l'intera nazione, rivelando presunti abusi e malversazioni nel sistema di affido. Nelle sue argomentazioni, la Salvi ha descritto come venissero utilizzati strumenti come il Neurotek, una macchinetta elettrica impiegata nelle terapie per "rievocare" abusi mai avvenuti, secondo la Procura. La macchina, attraverso l'applicazione di cavi su polsi e caviglie, era utilizzata per manipolare i ricordi dei minori, creando false testimonianze di situazioni di abuso da parte dei genitori naturali.
Dei 29 indagati iniziali, il numero è sceso a 14 dopo alcune assoluzioni e patteggiamenti. Tra gli imputati spicca Federica Anghinolfi, accusata di una serie di reati che includono frode, falso, inganno, truffa, violenza privata, calunnia e lesioni personali. La pena richiesta per lei è particolarmente pesante, con un totale di 15 anni di carcere. Altri imputati, come la psicoterapeuta Nadia Bolognini, ex moglie di Claudio Foti, hanno visto richieste di pena simili, con l'accusa di aver collaborato attivamente a questo sistema di affidi illeciti. Foti, che venne coinvolto nel caso per la sua associazione con i servizi social, è stato assolto dalla Cassazione.
Il modus operandi degli imputati, secondo la Procura, era quello di infliggere "lesioni psichiche" ai minori attraverso false relazioni e terapie costose, mirate a giustificare l'allontanamento dei bambini dalle loro famiglie. Le tariffe per le sedute terapeutiche erano elevate, e il sistema di affido comportava costi mensili significativi, avvantaggiando i professionisti coinvolti.
Le difese degli imputati, tuttavia, si sono dichiarate contrarie alle richieste della Procura, ritenendole sproporzionate e prive di fondamento, sottolineando che il processo ha avuto una durata di tre anni senza prove concrete a sostegno delle accuse. Inoltre, la vicenda ha riacceso polemiche politiche, simili a quelle emerse durante le prime fasi dell'inchiesta, coinvolgendo figure politiche di spicco come Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che si erano schierati a favore della protezione dei minori.
La sentenza è attesa per la fine di maggio, e il caso continua a suscitare un acceso dibattito sull'operato delle istituzioni e sull'efficacia del sistema di protezione dei minori in Italia, con ripercussioni che potrebbero influenzare le dinamiche politiche e sociali del paese.
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