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04 Maggio 2026
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I sindaci cedono il controllo di Aimag a Hera, ecco tutti i termini dell’accordo

MIRANDOLA, SAN FELICE, CAVEZZO, MEDOLLA, CAMPOSANTO, SAN POSSIDONIO, CONCORDIA, SAN PROSPERO, CARPI, NOVI, SOLIERA, BOMPORTO E BASTIGLIA - I sindaci cedono il controllo di Aimag a Hera, ecco tutti i termini dell'accordo. Si comincia a fare un po' di chiarezza nell'importante trattativa che si sta portando avanti per far aumentare le quote di Hera nella nostra multiutility e cedere alla bolognese quotata in Borsa il controllo industriale della nostra azienda di acqua, spazzatura e gas. 

Questa mattina a Carpi i giornalisti sono stati convocati dai 6 sindaci (Mirandola Concordia, Quistello, Bomporto, Poggio Rusco e Carpi) del comitato ristretto dei soci pubblici Aimag. Parlano a nome dei  21 Comuni dalla Bassa al carpigiano passando per il Sorbara e il mantovano che detengono il 65% delle quote della multiutility.
Già l'esistenza di questo comitato ristretto è una notizia, perché, pur non avendo vincoli e ruoli ufficiali, il comitato dichiara di rappresentare tutti i soci pubblici e di parlare in loro voce, cosa impensabile fino a poco tempo fa quando, rotto il patto di sindacato, si andava tutti contro tutti.

Unità ritrovata dunque. E se da due anni Comuni litigavano proprio sull'ingresso di Hera nei posti di potere di Aimag, adesso si marcia tutti uniti verso il piano di cessione completa che è stato faticosamente trovato. Tutti d'accordo a cedere il controllo esclusivo ad Hera, che con appena il 35% delle quote si prende un'azienda in salute, competitiva, che macina redditi. E cosa ne viene a noi?
Ecco la domanda chetanti si sono posti in questi mesi.

La risposta è semplice: la prospettiva di un piano industriale solido, hanno spiegato i sindaci. E comunque non c'era alternativa, perché l'unica altra cosa da fare sarebbe stata, spiega con la solita schiettezza la sindaca di Mirandola Letizia Budri, era "Tenere Aimag lì: se fa utili, bene, sennò aumentiamo le tasse e speriamo che la gara per i servizi idrici non si faccia mai".

Già, la gara per i servizi idrici è il fantasma che ha turbato i sonni di tutti i sindaci. Perché se prima le locali aziende dell'acqua come la nostra contavano "di diritto" al servizio in monopolio e in esclusiva di un certo territorio, adesso che siamo in Europa dobbiamo mettere tutto a bando, e per partecipare servono condizioni di forza e dimensioni ben precise, che Aimag rischiava di non avere.
Sulla data del bando acqua si dibatte da anni, adesso si parla del 2028, ma non esiste una scadenza precisa, né una idea dei requisiti che verranno richiesti: Atesir (agenzia per i servizi idrici) ha fissato la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2027 e per quella data la gara dovrebbe essere giù conclusa, anche se non è strano prevedere un rinvio della scadenza. Si sa solo che se Aimag non vince la gara per l'acqua nel suo territorio, perde una larga fetta dei suoi introiti.

Sotto questo spauracchio sono stati definiti i termini dell'accordo che porta Hera al 51% di Aimag e le dà il controllo gestionale ed economico di tutto. 

Ad Aimag in concambio va:

  1. il 45% della costituenda società delle rete idriche della intera provincia modenese (7300 km di reti idriche che servono 470 mila cittadini)
  2. Patto di non belligeranza, la rassicurazione che Hera non parteciperà alla gara di assegnazione del bacino idrico modenese
  3. le spalle coperte da Hera quando si va a chiedere finanziamenti in banca.

Il punto tre, in particolare, è stata l'altra molla che ha convinto i sindaci. Perchè è vero che Aimag è una azienda in salute che macina utili etc, ma è anche vero che ha 200 milioni di debito contratto per investimenti andati male, per la crisi in Ucraina, per l'innalzamento dei tassi dei mutui. Questo è il motivo per cui lo scorso anno Aimag non ha dato utili ai Comuni, e i Comuni hanno alzato le tasse ai cittadini.
Avere le spalle coperte vuol dire poter costruire un piano industriale credibile, ottenere migliori termini nel credito dalle banche e soprattutto poter contare su un piano di investimento che apre le porte a tanti progetti. In particolare al punto

4. un piano di investimenti da 275 milioni euro che sarà investito sul territorio Aimag da qui al 2028. Sono investimenti previsti in diversi settori, e Aimag li dovrà reperire sul mercato, ma non da sola, Ci sarà Hera che con le sue garanzie permetterà di acquisire sulle sue linee di credito a condizioni più agevolate. 

In cambio viene fatto un aumento di capitale che porta Hera al 41% di Aimag. La cosa avviene con un aumento di capitale, quindi emettendo nuove azioni: quelle dei Comuni non perderanno valore, cambia solo la proporzione. Hera avrà il controllo industriale con appena il 41% perché nominerà l'amministratore delegato il quale in consiglio di amministrazione avrà il doppio voto e sarà dirimente in caso di stallo (casting vote)

Hanno venduto cara la pelle i sindaci?

Si, hanno portato un accordo che conserva molti poteri di controllo ai Comuni, quindi al socio pubblico. All'inizio della campagna di crescita di Hera tra le analoghe aziende del resto della regione non è andata cosi bene, a noi hanno concesso molto.
I nostri sindaci hanno la garanzia che non verranno toccate le sedi sul territorio, che i dipendenti non saranno ridimensionati e che i contratti di appalto con le aziende locali saranno sempre rispettati, e l'indotto non sarà toccato. Promettono anche che le tariffe resteranno basse, che la qualità del servizio non sarà ridimensionata e che arriveranno dividendi certi per almeno i prossimi tre anni. Dividendi certi: musica per le orecchie dei Comuni in affanno.
Nel piano triennale si prevede di dare 35 milioni complessivi di dividendo generale, così divisi: 15 milioni il primo anno, 10 il secondo anni e 10 il terzo anno. Di questo dividendo i Comuni prenderanno il 65% il primo anno e il 51% nei successivi.

In soldoni nella casse pubbliche andranno circa 10 milioni di euro, poi 5 milioni l'anno. Se si fanno più utili, si mettono da parte. Piccola raffinatezza: il primo anno di dividendi non sarà pagato con gli utili (ancora non ci saranno perchè ancora si sconta la crisi di prezzi e tassi), e neanche con i soldi di Hera. Verranno presi dal fondo emergenziale Aimag (che poteva essere usato anche l'anno scorso, per la cronaca). 

Si poteva ottenere di meglio?
In linea teorica si: il mercato dei servizi fa gola a molti ed è un mercato aperto. Se un'azienda come Aimag che ha personale, mezzi, conoscenze cerca un partner, in teoria lo può trovare pure in Cina.
All'atto pratico no, perchè Hera era già un socio di minoranza, quindi il primo da interpellare, è il nostro vicino di provincia e diretto competitore ad esempio sull'acqua e la spazzatura - quindi meglio averlo come amico che come nemico - e andare a impelagarsi in formule più complesse coinvolgendo tanti piccoli richiede una fantasia finanziaria che non è nel nostro Dna. 

Rimane vero che Hera si prende tutto con il 35% delle azioni, e i nostri sindaci cedono il controllo dell'azienda per una gara che non è stata neanche indetta. 

Ora l'accordo di partnership industriale  - già sottoscritto dai consigli di amministrazione di Hera ed Aimag -arriverà nei Consiglio Comunali. Nei prossimi mesi man mano che verranno prodotte le documentazioni richieste si definiranno le delibere consiliari e solo nel caso saranno garantiti tutti gli aspetti le proprietà definita dalla parte pubblica si potrà procedere alla proposta negli stessi Consigli Comunali. Che hanno il voto finale e potrebbero fermare tutto.

Il percorso come noto prevede, un aumento di capitale in natura da liberarsi mediante il conferimento da parte di Hera in favore di Aimag di una partecipazione di circa il 45% di una newco a cui verranno trasferite le attività afferenti al servizio idrico integrato della provincia di Modena, attualmente in capo a Hera spa, riguardanti la gestione di 7.300 km di reti al servizio di circa 470.000 mila cittadini. L’aumento di capitale è stato definito valutando Aimag circa 7x l’Ebitda 2024 e la newco circa 1,2x la RAB, conseguentemente è previsto che la partecipazione di Hera in Aimag salga dal 25% a circa il 41%, mentre i soci pubblici manterranno la maggioranza con il 51%. 

I sindaci concludono:" Dal primo giorno uniti per tutelare Aimag, l territorio e cittadini con responsabilità e trasparenza. Questo accordo rafforza l'azienda, tutela il patrimonio pubblico e apre un futuro di investimenti certi, occupazione stabile e servizi efficienti".

 

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