8 marzo, a Casa Cervi la presentazione del libro “Boschi cantate per me” con le poesie delle donne richiuse nel lager di Ravensbrück
BOLOGNA - Una celebrazione delle donne nel giorno in cui si ricordano i diritti e le conquiste sociali, politiche ed economiche, e si richiama l’attenzione sulle disuguaglianze, gli stereotipi, le discriminazioni e le violenze ancora purtroppo frequenti.
Quest’anno, facendo memoria dell’80^ anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, Casa Cervi (Reggio Emilia) ha organizzato la presentazione del volume “Boschi cantate per me. Antologia poetica dal lager femminile di Ravensbruck”, che raccoglie poesie inedite di donne deportate nel campo.
Dopo i saluti della presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, interverrà l’assessora regionale all’Agenda digitale e legalità, Elena Mazzoni, che ha così commentato: “Nella giornata internazionale dedicata alle donne, celebriamo la forza e la resistenza femminile attraverso la memoria storica. Grazie a un inedito lavoro di ricerca, questo volume dà voce alle donne deportate, restituisce loro una precisa identità che la barbarie nazista intendeva cancellare e svela le loro storie nel periodo più buio del Novecento. Il punto di vista tutto al femminile apre nuove chiavi di lettura e di ricerca, mettendo al centro la storia e la testimonianza delle donne. Il rilievo che l’Istituto Cervi dà a questo progetto, di cui la Regione condivide l’obiettivo, rientra nell’ambito più complessivo della valorizzazione del ruolo e della testimonianza femminile, come costruzione di ulteriori chiavi di lettura della storia, nella prospettiva di una sempre maggiore partecipazione delle donne alla vita pubblica”.
Il volume, curato dalla storica Anna Paola Moretti, dà voce alle testimoni donne, restituendo con le loro parole l’enormità della tragedia vissuta e facendo emergere aspetti come la solidarietà dentro al campo.
Nel corso dell’incontro, l’attrice Clelia Cicero del Teatro dell’Orsa legge una selezione delle poesie.
La raccolta “Boschi cantate per me”
Nel lager di Ravensbrück (unico lager del sistema concentrazionario nazista destinato specificamente alle donne) furono composte circa 1200 poesie da deportate, in prevalenza politiche, provenienti da vari paesi europei. Questa produzione è ancora sconosciuta in Italia, dove le poesie non sono mai state tradotte.
L’antologia, frutto di un lavoro più che ventennale della curatrice, presenta una selezione di circa 90 poesie, composte da 50 autrici di 15 nazionalità, in maggioranza polacche, francesi, austriache e tedesche, ma anche slovene, olandesi, danesi, russe, spagnole e italiane.
Le poesie sono presentate con i testi originali a fronte e raggruppate per temi.
Nei lager nazisti creati per la distruzione mentale e fisica degli individui, per annientare ogni forma di umanità, la poesia era una pratica di sopravvivenza e di resistenza, severamente punita se scoperta, resa possibile da una rete di solidarietà.
Questa antologia restituisce voce alle testimoni (di ciascuna poeta è anche pubblicata una breve biografia) e rappresenta un’occasione di incontro con la forza femminile e la solidarietà che caratterizzano l’esperienza femminile nei lager.
Dalle poesie emerge una forza simbolica opposta a quella del lager, indicazione preziosa quando i traumi che hanno segnato il secolo scorso continuano a segnare le seconde e terze generazioni e permangono, in forme diverse, negli eventi catastrofici come guerre e migrazioni della società attuale.
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