Punti nascita di Mirandola e Pavullo, Trande (AVS): “Chiarire com’è andata dopo le chiusure”
MIRANDOLA - Nota stampa di Paolo Trande, consigliere regionale di Alleanza Verdi-Sinistra:
"Il Presidente De Pascale, a margine dell'importante ritiro dal percorso della Autonomia Differenziata, ha comunicato che i "Punti Nascita", con un numero di parti/anno sotto i 500, non verranno riaperti, "non per ragioni economiche ma per ragioni di sicurezza". Va dato atto al Presidente ieri, e all'Assessore alla Salute Fabi lunedì 17 us in Commissione Politiche Sanitarie e Sociali, di essere stati chiari. Questa chiarezza segna un deciso cambio di linea rispetto alla precedente amministrazione regionale che pareva fosse intenzionata a riattivare il Punto Nascite di Pavullo e continuare a tenere attivo quello di Mirandola. La questione è nota da tempo: sotto i 500 parti, per la letteratura scientifica, le società medico-scientifiche, Ministero e Parlamento la sicurezza per le madri e i bambini non è garantita.
Al centro dell'elemento sicurezza, per madri e bambini, la clinical competence degli operatori e le dotazioni delle strutture, a partire dalla presenza delle pediatrie (non neonatologie come si continua a dire, ovviamente non presenti in tutti gli ospedali con Punti Nascita) e di strutture sub o intensive per le madri. Le domande che i cittadini si fanno in questa situazione sono: 1) se è più "sicuro" avere Punti Nascita con più di 500 parti anche se distanti dal proprio domicilio com'è andata in questi anni di chiusura (ovvero avere i numeri e gli esiti)? 2) nei territori, soprattutto aree interne e montane, dopo la chiusura dei Punti Nascita, come si pensa di garantire l'assistenza alla gravidanza e nel post-parto/puerperio? Penso sia importante chiarire questi aspetti e dimostrare, dati alla mano, alle popolazioni di quei territori, che il deficit di clinical competence non è in alcun modo vicariabile con soluzioni che vedano la mobilità dei professionisti su più sedi che, teoricamente, secondo alcuni, potrebbe essere una soluzione che ovvia al limite di sicurezza dei 500 parti anno. Su questo nei prossimi giorni presenterò un atto ispettivo in Regione Emilia-Romagna per avere dati, informazioni sull'organizzazione e sui percorsi di assistenza e cura alle gestanti-madri/bambini".
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