Mirandola, la socializzazione si fa musica: due cori promuovono l’inclusione nella comunità
MIRANDOLA - Socializzare cantando, promuovendo l’inclusione e sensibilizzando l’intera comunità in relazione a demenza e disabilità. Parte da questi obiettivi nobili l’idea, nata diversi anni fa, di dare vita nel Distretto di Mirandola a due progetti per sfruttare la potenza della musica come dimensione di promozione sociale: “Officina dei Suoni”, rivolto ad anziani con demenza e disturbi cognitivi, e “Com’è bello cantar”, dedicato a persone disabili con problematiche fonatorie, articolatorie e deficit comunicativi. Composti da oltre 60 persone, i due cori sono diretti dai maestri della Fondazione Scuola di Musica “C. e G. Andreoli” e si avvalgono delle competenze di professionisti dell’Azienda USL di Modena, tra cui terapisti occupazionali, fisiatri e logopedisti: un’iniziativa apprezzata da utenti e famigliari e fortemente voluta dai due enti, che nei giorni scorsi, anche grazie al prezioso lavoro di connessione e amministrativo dell’Area Integrazione Socio Sanitaria del Distretto di Mirandola, hanno formalizzato l’affidamento per la prosecuzione dei progetti.
L’Officina dei Suoni, con sedi a Mirandola e Finale Emilia, si riunisce una volta a settimana, con l’obiettivo di creare una rete tra le persone con disturbo cognitivo e i cittadini, per rendere la comunità sempre più consapevole e inclusiva nei confronti delle demenze. Realizzato in collaborazione con l’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa di Area Nord, Com’è bello cantar, ha sede a Mirandola ed è pensato per persone affette da patologie che determinano un danno cerebrale nelle aree del linguaggio (ictus, trauma cranico, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, patologie congenite), per la riattivazione e il mantenimento delle competenze fonetiche acquisite durante il percorso di cura logopedico, promuovendo inoltre l’aspetto ricreativo e relazionale. Periodicamente vengono promosse esibizioni presso luoghi di ritrovo e centri di aggregazione, proprio per favorire l’incontro tra la comunità e le due realtà corali.
“Cantare, specialmente in modalità corale, comporta molteplici benefici, come il miglioramento dell’umore e l’istituzione di connessioni e relazioni significative tra le persone – afferma Annamaria Ferraresi, direttrice del Distretto di Mirandola –. Negli anni questi progetti, importanti per gli utenti ma anche per famigliari e caregiver, hanno creato un solido legame con la cittadinanza, che dimostra in ogni occasione utile di apprezzare l’iniziativa. Come Azienda USL siamo orgogliosi di portare avanti la collaborazione con la Fondazione Scuola di Musica Andreoli, facendo sì che l’unione tra le diverse competenze vada a vantaggio delle persone fragili”.
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