Cinque Sì per i diritti e la libertà: parte la campagna referendaria della Cgil Emilia Romagna
BOLOGNA - Nella mattinata di venerdì 21 febbraio, nella Sala A della CGIL Emilia Romagna, è stata presentata la campagna referendaria della Cgil su lavoro e cittadinanza e nell’occasione è stato anche presentato il rapporto 2024 sugli infortuni e le malattie professionali in Emilia – Romagna.
La campagna avrà al centro 4 quesiti sul lavoro per un lavoro stabile, tutelato, adeguatamente retribuito e sicuro e uno sulla cittadinanza che sebbene non sia stato promosso da noi, sosteniamo convintamente perché completa la battaglia per estendere diritti e tutele in questo paese.
“Tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione e i diritti in questo paese dovrebbero invitare la gente a andare a votare - afferma Massimo Bussandri segretario regionale della Cgil – si tratta infatti di un primo passo per risalire la china da un lavoro che è diventato sempre più povero, precario, ricattabile. Il referendum serve perché dal giorno dopo se vince il sì avremo un lavoro più libero più sicuro più tutelato e meno ricattabile e si allargheranno spazi di libertà anche nella società; poi ovviamente il governo dovrebbe fare la propria parte investendo le risorse di questo paese per la dignità del lavoro invece che sprecare, come previsto, 35 miliardi di euro in guerre e armamenti per soddisfare esigenze che non rispondono a quelle del nostro sistema manifatturiero ”.
L’Osservatorio permanente della Cgil Emilia Romagna sugli infortuni e sulle malattie professionali è stato costituito nel 2021 per monitorare mensilmente in maniera costante e approfondita l’andamento e le cause profonde del fenomeno infortunistico in regione. Il Rapporto 2024 (allegato alla mail) permette dunque al sindacato di fare il punto della situazione approfondendo quello che è successo negli ultimi 12 mesi a confronto con gli ultimi 5 anni.
“Il Rapporto – spiega Paride Amanti segretario regionale confederale con delega alla sicurezza – consegna dati molto preoccupanti: nel 2024 in Emilia-Romagna sono stati denunciati 96 infortuni mortali (+5 rispetto al 2023), 75.868 infortuni e 7.543 malattie professionali. Ogni mese 8 lavoratrici e lavoratori perdono la vita sul lavoro nella nostra regione. In 5 anni – dal 2019 al 2023 – sono stati denunciati 596 morti sul lavoro: una strage inaccettabile. Dal Rapporto emergono con evidenza i settori più esposti (a partire da agricoltura, logistica ed edilizia) e i principali fattori di rischio: la precarietà, la dimensione aziendale, la formazione, il rispetto delle norme e della legalità.
E in questo senso va acceso un faro sul sistema degli appalti e dei subappalti: le drammatiche stragi del lavoro degli ultimi anni hanno messo in evidenza un sistema di fare impresa assolutamente da cambiare.
Il Rapporto contiene anche due approfondimenti che abbiamo ritenuto fondamentali. Il primo è relativo alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro in un'ottica di genere: da un lato crescono gli infortuni mortali (da 7 a 11), le denunce di infortunio e di malattia professionale delle lavoratrici e dall’altro va contrastato il fenomeno delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro.
Il secondo approfondimento è relativo al caldo estremo dovuto ai cambiamenti climatici: durante le ondate di calore il rischio di infortunarsi cresce del 17%. Il peso degli infortuni registrati nei mesi estivi sul totale sta infatti crescendo ed è passato dal 28% del 2020 al 34% del 2023. L'anno scorso su nostra sollecitazione – conclude il segretario - la Regione ha emesso un'ordinanza specifica per vietare il lavoro nelle ore più calde durante i giorni classificati a rischio alto in edilizia e agricoltura. Noi chiediamo che quell’ordinanza adesso diventi strutturale e allargata a tutti i settori a rischio”.
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