Caso Paragon, ondata di solidarietà nei confronti di don Mattia Ferrari
NONANTOLA - Solidarietà nei confronti di don Mattia Ferrari, spiato nell'ambito del caso Paragon, viene espressa dalle liste "Nonantola Progetto 2030" e "Il Futuro adesso", da Rifondazione Comunista e da Cgil Modena:
COMUNICATO STAMPA NONANTOLA PROGETTO 2030:
"La Lista Nonantola Progetto 2030 esprime piena solidarietà e vicinanza a don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans, recentemente sottoposto ad attività di spionaggio illegale, come riportato dalla notizia pubblicata da Rai News (https://www.rainews.it/
articoli/2025/02/paragon-tra- gli-spiati-anche-don-mattia- ferrari-cappellano-di-bordo- di-mediterranea-saving-humans- 8d4c7ca8-8991-452f-b4fe- f6c8ab8ae193.html). Don Mattia Ferrari rappresenta un esempio di impegno umanitario, dedizione e coraggio nel difendere i diritti e la dignità delle persone più vulnerabili. La sua opera, svolta con passione e altruismo, è un faro di speranza per chi cerca giustizia e accoglienza, esempio di coraggio e dedizione per tutti noi. Consideriamo gravissimo e inaccettabile che una figura così limpida e dedita al bene comune sia stata oggetto di pratiche illegali e lesive della privacy e della libertà personale. Questi atti non solo violano i diritti fondamentali dell'individuo, ma minano anche i principi di democrazia e legalità su cui si fonda il nostro Paese. Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che i responsabili di queste azioni siano chiamati a risponderne davanti alla legge. Ribadiamo il nostro impegno a difendere i valori della giustizia, della trasparenza e del rispetto dei diritti umani, che devono essere sempre al centro dell'agire politico e sociale. Nonantola Progetto 2030 si unisce alla comunità nel sostenere don Mattia Ferrari e tutte le persone che, come lui, operano per un mondo più giusto e solidale".
COMUNICATO STAMPA CGIL MODENA:
"Piena solidarietà a don Mattia Ferrari, cappellano della Ong Mediterranea Saving Humans che risulta nella lista delle persone messe sotto controllo dal software di hacking Paragon, insieme ad altri attivisti e giornalisti italiani. Questa vicenda getta una luce oscura e cupa sull’Italia, sull’utilizzo distorto delle nuove tecnologie e su una vera e propria lotta sotterranea che i potenti di questo Paese e di tutto il mondo stanno ingaggiando contro chi mette al centro della propria azione l’uguaglianza, la fraternità e il rispetto della dignità delle persone. Anche noi insieme a don Mattia e a tutti quelli che si schierano dalla parte giusta, non ci faremo imbruttire da chi concepisce la solidarietà come forza sovversiva. Se la solidarietà è davvero sovversiva, allora siamo tutti e tutte sovversivi!"
COMUNICATO STAMPA RIFONDAZIONE COMUNISTA:
"Apprendiamo con sgomento, ma senza stupore, che anche il parroco modenese Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo della ong Mediterranea Saving Humans, è incluso nella lista delle persone spiate da Graphite, il software prodotto dall'israeliana Paragon Solutions. Insieme a lui, come già noto, figurano Luca Casarini e Beppe Caccia, fondatori dell’organizzazione, il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e il rifugiato sudanese e presidente di Refugees in Libya, David Yambio. A Don Mattia Ferrari e a tutti coloro che sono stati spiati con metodi inaccettabili per uno stato democratico va la solidarietà e la vicinanza di Rifondazione Comunista dell’Emilia-Romagna. Questa vicenda non è solo un attacco a singoli individui, ma è una minaccia ai valori di uguaglianza, giustizia e solidarietà che dovrebbero essere alla base della nostra democrazia. E il fatto che il governo Meloni non abbia ancora preso una posizione chiara su questa vicenda getta un’ombra ancora più inquietanti su quanto accaduto. I mandanti e gli autori dello spionaggio nei confronti di sacerdoti, attivisti e giornalisti rimangono per il momento ignoti, ma è facile supporre che questa pratica sia collegata all'attività di denuncia e solidarietà verso i migranti che accomuna tutti coloro che sono stati spiati. Ed è altrettanto facile supporre che questa pratica sia finalizzata a silenziare e screditare le voci critiche e a reprimere ogni forma di dissenso, anche ricorrendo a metodi illegali. Mai come oggi la solidarietà non è solo un valore, ma, come dice don Mattia Ferrari, è una pratica di sovversiva con cui rovesciare un sistema che tollera patti criminali e violenze indicibili per tenere i migranti lontani dalle nostre coste. Insieme a don Mattia Ferrari, a Mediterranea Saving Humans e a tutti coloro che si battono per la giustizia e i diritti dei migranti, continuiamo a lottare per un'Italia e un mondo in cui la fraternità e il rispetto per ogni individuo siano principi irrinunciabili".
COMUNICATO STAMPA "IL FUTURO ADESSO"
"La rivelazione dello spionaggio illecito ai danni di don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans, desta profonda inquietudine e indignazione. È inaccettabile che una persona così impegnata nel servizio agli altri sia stata vittima di violazioni così gravi della sua privacy e libertà individuale. Tali azioni non solo compromettono i diritti fondamentali della persona, ma rappresentano anche una minaccia ai principi di legalità e democrazia su cui si fonda la nostra società. Don Mattia incarna un modello di dedizione, coraggio e impegno solidale nella tutela della dignità e dei diritti delle persone più fragili. Con il suo instancabile operato, portato avanti con generosità e senso di giustizia, rappresenta un punto di riferimento per chi cerca accoglienza e speranza. Il Concilio Vaticano II, nel decreto Presbyterorum Ordinis (1965, n. 6), stabilisce chiaramente che, pur essendo chiamati a servire tutti, i sacerdoti hanno una missione particolare nei confronti dei più poveri e vulnerabili. Generalmente, questa vocazione si esprime nell’ambito della pastorale ordinaria delle comunità cristiane, ma in alcune circostanze può richiedere azioni straordinarie, sempre in sintonia con le indicazioni dei loro vescovi. Difendere i più deboli, tra cui i migranti e i rifugiati, è una responsabilità che i ministri ordinati devono assumere con i mezzi più adatti al contesto: dalla denuncia pubblica decisa al linguaggio della riconciliazione e del perdono. Come ricordano anche i Pontefici, non esiste un unico modo di farsi voce degli ultimi, purché si evitino espressioni diffamatorie o intimidatorie. Esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro pieno sostegno a don Mattia Ferrari, unendoci a quanti chiedono verità e giustizia su quanto accaduto. È fondamentale che venga fatta chiarezza e che i responsabili di questi atti rispondano delle loro azioni".
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