Vanni Codeluppi e Gian Stefano Spoto presentano i libri “La morte della cultura di massa” e “Il cappello vuoto e altri racconti”
MODENA - Oggi, martedì 14 gennaio, alle ore 18.00, in corso Duomo 39, a Modena, incontro con Vanni Codeluppi per la presentazione del suo libro "La morte della cultura di massa" (Carocci). Conversa con l’autore Leonardo Gandini
A partire dalla metà del Novecento, il processo d'industrializzazione della cultura ha fatto sorgere la cultura di massa. Questa ha ottenuto un notevole successo in tutti i principali paesi, ma, dopo la sua affermazione e diffusione in larga scala negli anni Sessanta e Settanta, nell'ultimo periodo ha dovuto affrontare una crisi dei suoi prodotti di fascia media. Una crisi, cioè, di quei prodotti che ne costituiscono la vera essenza, determinando oggi sempre più chiaramente una “morte” della cultura di massa. Il libro mostra come siamo arrivati a questa situazione attraverso una dettagliata analisi non soltanto dei maggiori cambiamenti intervenuti, ma anche di alcuni fenomeni che caratterizzano in modo particolare la cultura di massa contemporanea, come l'effetto Netflix, la “marvelizzazione” della cultura, il culto del banale.
Vanni Codeluppi è professore ordinario di Sociologia dei media all’Università IULM di Milano. Si occupa principalmente dei fenomeni comunicativi presenti all’interno dei consumi, dei media e della cultura di massa. Dirige le collane Impresa, comunicazione, mercato e Comunicazione e società dell’editore Franco Angeli. Ha collaborato con vari giornali e pubblicato numerose monografie, tra cui, negli ultimi anni, Mi metto in vetrina (2015), Il divismo (2017), Il tramonto della realtà (2018), Che cos’è la pubblicità (2019), Ligaland (2020). Ha curato inoltre tre antologie di scritti di Jean Baudrillard: Il sogno della merce (1987), Miti fatali (2014), Pornografia del terrorismo (2017).
Mercoledì 15 gennaio, sempre alle ore 18.00 e sempre in corso Duomo 39, a Modena, è, invece, in programma l'incontro con Gian Stefano Spoto
per la presentazione del suo libro "Il cappello vuoto e altri racconti" (Graphofeel). Conversa con l’autore Francesca Abbati Marescotti
"La musica si intrufola, si insinua, la si ricerca o la si scaccia dalla mente quando si presenta senza invito. La musica, in tutte le sue forme, al punto che molti tra gli amici che compaiono nelle pagine di questo libro sono entrati nel mio mondo attraverso un flamenco, un preludio o un kangheli. E con loro ho scoperto di avere poche assonanze e poche dissonanze [...]. Ed ecco la piazza, rassegnata a passare, dopo poche ore, dall’affascinate nero notturno all’accozzaglia di colori e banalità. Ma alle tre e mezza, no. Un solo caffè quasi aperto, quello dei vecchi, che fanno durare un Pernod fino all’alba."
Con fotografie e QR code interattivi. Bolognese, classe 1952, è un giornalista di costume. Inizia a lavorare per la carta stampata nel 1981 e nel 1988 entra in Rai divenendo, fra l’altro, inviato speciale, capo della cronaca al Tg2, dirigente di Raiuno, vicedirettore di Raidue e poi di Rai Internazionale. Nel 2014, allo scoppio della guerra di Gaza, parte per il Medio Oriente come corrispondente Rai. Autore, ideatore e conduttore di diversi programmi fra cui Linea Verde Orizzonti e Futura City, uno show tecnologico. Ha lavorato per numerose testate fra cui “La Repubblica”, “Il Secolo XIX”, “Il Resto del Carlino,” “Il Giornale nuovo”, “Corriere Medico” e “Cosmopolitan”. Ha scritto, con il sociologo Giorgio Pacifici, Un futuro che viene da lontano (Franco Angeli, 2003), libro sui mutamenti dell’Italia a seguito dell’avvento delle nuove tecnologie; M.O.S.T. (Curcio, 2007), un romanzo sull’intelligenza artificiale; Salgari, 150 Indie (Curcio, 2012), con testi e fotografie dell’autore; Mediorientati. Oltre la Storia, le storie (Ianieri, 2017); Deserto Bianco (Graphofeel, 2021); Dive (Graphofeel, 2022); Ododo. L’isola del fiore magico (Curcio, 2023).
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito
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