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28 Marzo 2026
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Gioco d’azzardo, in tutta la provincia bruciati più di un miliardo e mezzo di euro

Nella Bassa modenese sono diverse le realtà da segnalare, sia per le dimensioni economiche che per improvvisi e difficilmente spiegabili forti incrementi. E’ il caso di Ravarino, dove l’azzardo online in un anno cresce del 58%, con una maggior spesa di 3,4 milioni, ed è il caso di Concordia, dove la crescita è del 45%, con una cifra simile a Ravarino. Forte la crescita anche a Novi di Modena, con il + 34%, Bomporto con il +30%, Nonantola con il +20%.
 

COMUNICATO STAMPA DI FEDERCONSUMATORI

IL GRANDE SPRECO. IL PERICOLOSO RAPPORTO DEI MODENESI CON L’AZZARDO. Nell’arco del 2023 i modenesi e le modenesi hanno speso nell’azzardo 1,57 miliardi di euro, perdendo 275 milioni. In una provincia dove arretra da anni il potere d’acquisto dei redditi da lavoro e pensioni, dove si allarga la fascia della povertà e dove cresce l’indebitamento, continua a crescere “l’investimento” in azzardo, nel tentativo illogico di ottenere un cambiamento radicale della propria vita grazie ad un tasto, ad un biglietto, ad un numero. E’ ormai chiara la relazione inversa tra la situazione socioeconomica e finanziaria e l’incremento della raccolta complessiva dei giochi d’azzardo. Giocano ricchi e poveri, imprenditori e pensionati al minimo; ma gli effetti negativi sulle fasce deboli sono infinitamente superiori, e determinano drammatiche crisi personali e familiari. Una condizione che rende indispensabile un vero bilancio sociale degli effetti dell’azzardo, che misuri con attenzione entrate ed uscite. Facile misurare le entrate, sia per le multinazionali del settore (tutto il settore è di proprietà straniera) che rispetto alla tassazione (da tempo in calo). Più complesso pesare i costi sanitari e quelli sociali, come la perdita di un posto di lavoro, la chiusura di un’azienda, l’abbandono degli studi, la dissoluzione di una famiglia, un suicidio. Ancora più complicato misurare gli effetti della crescita dell’illegalità attorno al gioco legale, della crescita del riciclaggio attraverso l’azzardo, dell’usura, dei troppi “Compro oro”. Il rapporto di Acli, Arci e Federconsumatori, giunto ormai alla sua quarta edizione, vuole essere una piccola parte di quell’indispensabile bilancio sociale.

Sempre più difficile, i dati che mancano. Recentemente molti Consigli Comunali della nostra provincia hanno votato un importante ordine del giorno che chiedeva, tra le altre cose, di ripristinare la pubblicazione dei dati locali dell’azzardo fisico, in particolare delle Slot. Dati incomprensibilmente vietati dal 2020; un’assenza che altera la percezione esatta dei numeri dell’azzardo comunale e distrettuale. Recentemente, in autonomia, Agenzia Dogane e Monopoli ha ritenuto di estendere tale divieto anche al Lotto e al Bingo, “al fine di tutelare gli interessi economici e commerciali (pubblici e privati) degli operatori”. I dati vietati (le slot in particolare) sono quindi presentati, in questo rapporto, sotto forma di stima.

I numeri della provincia di Modena. Nel 2023, come detto, sono stati spesi complessivamente, a livello provinciale, 1,57 miliardi di euro nell’azzardo, con una crescita del 3,4% sull’anno precedente. Rispetto al 2019, ultimo anno prima delle chiusure portate dalla pandemia, la crescita registrata è del 18%. Nel 2023 sono cresciuti con numeri coerenti entrambi i segmenti, quello fisico e quello online, ma in modo inferiore alle attese, con i volumi del gioco fisico ancora distanti da quelli del 2019(- 14%). Ciò nonostante a livello provinciale il gioco fisico resta largamente superiore a quello online, smentendo le previsioni di molti (tra i quali noi) rispetto ad un sorpasso vicino, come accaduto in buona parte d’Italia. La crescita dell’online è contenuta sull’anno precedente, ma è enorme se raffrontata con il 2019, con un incremento del giocato pro capite del 236%. Ma i numeri della nostra provincia possono assomigliare alla celebre media del pollo a testa, perché le differenze interne sono assai significative, le tendenze a volte opposte, con numeri che lasciano spazio a molti interrogativi. Anche per questo la lettura approfondita, su base comunale, è indispensabile.

I dati comunali. Le anomalie dell’online. Ricordiamo che il gioco online, per essere esercitato, comporta l’identificazione del giocatore, e la sua collocazione nel luogo di residenza. All’interno di un trend di crescita determinato, tra le altre cose, dall’irrompere dei nativi digitali nel mercato del gioco online, da tempo segnaliamo con altri che l’azzardo online è diventato un luogo privilegiato per il riciclaggio di capitali sporchi, provenienti dall’economia in nero e dalla malavita. Così si spiegano gli incredibili numeri di alcune intere regioni del Sud, ma anche di alcuni piccoli comuni del Nord. Recentemente un rapporto della Fondazione Isscon segnalava in paesi del Veneto e del Trentino cifre giocate fino a 13.000 euro pro capite, con decine e decine di milioni di euro improvvisamente apparsi nei numeri forniti da ADM.

La provincia di Modena resta lontana da numeri così clamorosi, ma ugualmente sono diverse le realtà da segnalare, sia per le dimensioni economiche che per improvvisi e difficilmente spiegabili forti incrementi. E’ il caso di Ravarino, dove l’azzardo online in un anno cresce del 58%, con una maggior spesa di 3,4 milioni, ed è il caso di Concordia, dove la crescita è del 45%, con una cifra simile a Ravarino.

Forte la crescita anche a Maranello, col 35% e con una maggior spesa di 4,5 milioni, a Novi di Modena, con il + 34%, Bomporto con il +30%, Nonantola con il +20%.

Sul fronte della decrescita stupisce il dato di Carpi, dove i 20 milioni di euro apparsi improvvisamente nel 2022 scompaiono altrettanto all’improvviso, con un arretramento del 23%. Con numeri meno vistosi, ma percentuali maggiori, va segnalato il crollo dell’online a Camposanto (-63%), Marano (-62%), Spilamberto e Savignano (-27%). Stessa cosa accade in quattro comuni3appenninici, Frassinoro, Palagano, Prignano e Lama Mocogno. In gran parte dei casi l’arretramento avviene dopo una forte crescita, registrata l’anno precedente. Anche il dato della Città di Modena preoccupa, con una crescita di 20 milioni di euro e di quasi il 13%, più che triplo del dato provinciale, che si è attestato al 4,2%. Una piccola cittadina, Pievepelago, anche quest’anno domina largamente la classifica dell’online, con 3.276 euro pro capite, undici volte più di Guiglia, fanalino di coda provinciale . Una condizione che, in un piccolo comune, può essere rinviata alla legittima presenza di uno o due giocatori online professionisti. Ma si tratterebbe di un ben curioso giocatore, che dopo aver perso ben 200.000 euro nel 2022 ne ha persi altri 260.000 nel 2023. Cifre che in un piccolo centro non dovrebbero passare inosservate. Non competono di certo a noi le indagini su queste numerose anomalie, ma crediamo che alcune di queste andrebbero esaminate con cura dai soggetti competenti. Il gioco online è un luogo ideale per ripulire denaro sporco; la percentuale di “restituzione” al giocatore è vicina al 95%, contro il 70-75% dei giochi fisici. Inoltre, è facile utilizzare identità altrui, al momento dell’apertura di un conto gioco. In un prossimo rapporto esamineremo l’anomala presenza di cittadini e cittadine di origine cinese nella gestione dell’azzardo fisico, in particolare in alcuni comuni della provincia. Una presenza, tutta da approfondire, che potrebbe registrare effetti anche nel gioco online.

Il Gratta&Vinci in provincia di Modena. Il divieto di pubblicazione colpisce i numeri di VLT e AWP, le slot presenti nelle sale Videolottery, nei bar e tabaccherie. Il peso di queste sul gioco fisico, in provincia di Modena, si avvicina al 60%, un numero al quale va aggiunto il 10% di Lotto e Superenalotto, anch’essi vietati. Restano disponibili alle analisi soltanto il Gratta&Vinci, stimato oltre il 18% e le scommesse sportive, con un modesto 4,3%. Evidente lo spostamento di queste ultime sul canale online, dove l’offerta è infinitamente superiore. Il peso delle scommesse sportive online, sul totale di questo canale, supera il 16%. Incredibile la quantità di eventi sui quali si può puntare, che evidenziano l’assenza di ogni spirito sportivo: dal risultato al primo inning di una partita di softball in Nuova Zelanda, al giocatore che per primo sarà espulso in una partita di Cricket in Pakistan.Il rapporto esamina la tipologia d’azzardo considerata erroneamente meno pericolosa. Il G&V in provincia di Modena raccoglie solo un quarto delle giocate di tutto l’azzardo online, ma determina perdite per i giocatori superiori del 19% di quanto perso in tutto l’azzardo online. Nel G&V il banco trattiene mediamente il 28%, e il numero di perdenti, per i perversi meccanismi del gioco (piccole vincite, immediatamente rigiocate), supera il 99%. Una tipologia di gioco particolarmente diffusa tra gli anziani, tra le donne, e tra queste tra le ragazze. Dopo l’incredibile boom del 2021, determinato dalla pandemia, continua la progressiva crescita del G&V, con alcune piccole “Capitali” di questo tipo di azzardo, a volte cresciute attorno ad una importante vincita e alla valutazione di un luogo fortunato per il gioco, bar o tabaccheria. Una logica assurda, alla quale contribuisce una informazione discutibile attorno a quelle vincite. Le Capitali sono Fiorano, con 465 euro giocati pro capite e San Possidonio, con 458 euro. Seguono Campogalliano con 395 euro, numero sul quale incide la vendita di tagliandi nelle strutture autostradali. Segue a poca distanza Sassuolo, un Comune dove tutti i dati sono negativi, Marano sul Panaro, Vignola e, ancora una volta, Pievepelago, dove si gratta trenta volte di più rispetto alla contigua Riolunato. Di tutto rispetto il dato di Modena, con 320 euro pro capite.

Le mappe delle crisi d’azzardo complessivo nella provincia di Modena. L’indagine dedicata ai numeri del 2023 consegna un quadro più frastagliato e complesso degli anni precedenti. Aiutano nella lettura le diverse mappe che presentiamo, due delle quali (pag. 18) si riferiscono alle crisi d’azzardo in atto nella nostra provincia. Il Distretto Ceramico si conferma al vertice della sgradevole classifica di territorio dove l’azzardo ha i volumi più importanti nelle stime di azzardo complessivo. Sono Sassuolo e Formigine, in particolare, a registrare i numeri più duri, che proiettano il Distretto nel novero delle crisi regionali d’azzardo. L’Unione delle Terre d’Argine, anche con il forte arretramento di Carpi nell’online, resta comunque un territorio con numeri molto elevati, anche per la contestuale crescita dei volumi online di Novi e Soliera. Entrambi i Distretti registrano una rete ipertrofica dell’azzardo fisico, con una forte capacità d’attrazione anche nelle provincie e distretti vicini. L’Unione Area Nord e Mirandola continua a registrare i volumi d’azzardo più contenuti della pianura, ma si segnalano i numeri di Mirandola, polo d’attrazione del Distretto e la crescita importante di San Felice e Finale Emilia. La Città di Modena sembra aver cessato l’effetto della riduzione di volumi d’azzardo, portato negli anni scorsi dall’applicazione rigorosa delle norme regionali, attraverso il significativo sfoltimento delle videolottery. Modena cresce nel gioco fisico, e vistosamente nel gioco online. Una città che, fino al 2022, registrava dati migliori della gran parte dei capoluoghi regionali; a breve presenteremo la seconda edizione di “Pane e azzardo”, dedicato ai numeri regionali, e potremo misurare meglio la condizione di Modena. L’Unione del Sorbara è un’area con tendenze in crescita, a partire da Bomporto, Bastiglia, Castelfranco e Ravarino (che registra la crescita più cospicua). Nelle Terre dei Castelli spicca, come sempre, il dato di Savignano, attrattivo per la limitrofa Vignola e per una parte dei Comuni della montagna e di Zocca, in crescita importante. Infine la sorpresa, del tutto negativa, del Frignano. In un’area di modesta attenzione sul4tema azzardo, al già trattato dato di Pievepelago, si aggiungono gli assai rilevanti incrementi di Montefiorino, Riolunato e Lama Mocogno, uniti a quelli di Montecreto e Sestola. Una condizione che merita di essere indagata, una attenzione che deve crescere.

Infine. Infine restano i 275 milioni di euro persi, buttati nel buco nero dell’azzardo, da Finale Emilia a Pievepelago. Vi risparmiamo l’elenco infinito delle cose che si potrebbero fare con quella cifra: Ospedali, Scuole, Università, parchi, residenze per anziani, ostelli per studenti e altro ancora. L’azzardo in Italia è legale; nessuno ne propone il divieto e nessuno vuole criminalizzare i giocatori. Ma ne vediamo gli effetti, sulla salute e sulle condizioni economiche di decine di migliaia di uomini e donne della nostra Provincia. Vediamo la crescita del fascino dell’azzardo trai ragazzi e le ragazze, anche giovanissimi. In tanti crediamo nel suo contenimento, nell’arretramento di numeri che non hanno eguali in altri Paesi, nella riduzione dei danni che porta con sé. Ma è un momento davvero difficile. Dopo una riforma dell’azzardo online, che di certo non ne ridurrà i volumi, si sta discutendo una riforma del gioco fisico che ne aumenterà gli spazi, le occasioni e la visibilità. Assieme a questo è in discussione il sostanziale azzeramento del ruolo degli Enti locali, Comuni e Regioni, in materia di azzardo. Mentre l’Italia si avvia a registrare l’ennesimo record, con una raccolta di 160 miliardi prevista nel 2024, si annunciano norme che, mettendo al centro una presunta libertà d’impresa, toglierebbero ai Sindaci la possibilità di regolare l’azzardo nel proprio territorio, sia attraverso il distanziometro, che con la limitazione degli orari di apertura delle sale. E’ l’esatto contrario di cui avremmo bisogno, ma di tutto questo, purtroppo, se ne parla poco.

Acli, Arci e Federconsumatori dedicano questo rapporto alle Amministratrici e agli Amministratori dei Comuni della Provincia di Modena.

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