Processo discarica di Finale Emilia “congelato”, l’Osservatorio: “Commessa una grave ingiustizia”
FINALE EMILIA - Nota stampa di Maurizio Poletti, portavoce dell'osservatorio civico "Ora tocca a noi" in merito al congelamento del processo relativo alla discarica di Finale Emilia in seguito alla decisione dei giudici di rimettersi alla decisione della Corte Costituzionale dopo l'abolizione del reato di abuso di ufficio del quale sono accusati tre degli imputati:
"Quello che è accaduto due giorni fa al tribunale di Modena è un fatto gravissimo: la decisione del collegio dei giudici di sospendere, congelare, il processo sulla discarica di Finale Emilia è una gravissima ingiustizia. Posso capire che i giudici mandino alla Corte Costituzionale il quesito sulla possibile incostituzionalità dell'abolizione del reato di abuso d'ufficio, ma non è accettabile che venga bloccato tutto il processo con tutti i vari reati che sono presenti all'interno!! Infatti non c'è solo l'abuso d'ufficio, c'è l'omissione di atti d'ufficio, c'è il falso ideologico, ma soprattutto ci sono i reati ambientali. Tutto il territorio è inquinato. Le falde sono inquinate da vent'anni. Sono dati acclarati, conclamati, documentati, abbiamo superamenti di varie sostanze tossiche inquinanti e cancerogene nelle acque di falda del nostro territorio, non possiamo accettare quest’ingiustizia di bloccare per un anno e forse più, questo processo. Non possiamo accettarlo, è un'ingiustizia che ricade sulla città di Finale Emilia, sui suoi cittadini e su tutto il territorio. C'è un inquinamento in atto. Ho letto alcune dichiarazioni del sindaco sul fatto che “il processo deve andare avanti”: certo che deve andare avanti, ma non per come dice lui per capire se occorreva o no fare la bonifica. E’ evidente che il grande reato è quello che quest'area doveva essere bonificata e non è stato fatto!
Recentissimi dati dimostrano che c'è un continuo sforamento delle sostanze tossiche nelle acque. La decisione dei giudici di Modena è inaccettabile. E’ uno scandalo e una grave ingiustizia. Cosa dobbiamo fare noi adesso? occorrerebbe un atto di forza, ma che tipo di forza? di forza morale, di forza, di forza di resistenza. Non possiamo accettare. Se tutti noi tutte le volte accettiamo tutto, non possiamo. Quest’attacco va fatto intanto alla politica, tutta la politica a 360 gradi che è responsabile di quello che sta accadendo. Questo mega affare che ha portato qui, su questo territorio una grande grandissima situazione di inquinamento insostenibile. Dobbiamo muoverci, dobbiamo decidere se accettare sempre tutto passivamente o fare
qualcosa. Riflettiamoci, un atto di resistenza servirà, ma forte, univoco, unanime. Siamo di fronte ad una situazione di profonda illegalità e difronte a questa illegalità conclamata che stava già emergendo dalle sedute nelle udienze passate in cui i carabinieri forestali avevano messo nero su bianco tutte queste situazioni di inquinamento, di fronte a questo quadro che si stava delineando in maniera definitiva, non possiamo accettare che venga congelato tutto il processo. Non è accettabile!"
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