Michele De Pascale è il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna
Michele De Pascale è il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna, secondo tutte le proiezioni e lo spoglio reale di un adeguato numero di seggi. A 39 anni, è il più governatore che abbiamo mai avuto, superando Pierluigi Bersani che entrò in carica come presidente regionale a 42 anni. Bersaniano della prima ora poi renziano poi mozione Bonaccini, ma mai anti Schlein, è il più politico della nuova leva di dirigenti Pd, quando l'aggettivo politico è inteso nel migliore dei modi, ovvero capacità di creare aggregazione, trovare punti di intesa, raccogliere consenso e voti.
Come voti, sull'affluenza a questo giro non ha mobilitato granchè, ma non aveva le Sardine che ha avuto Bonaccini quattro anni fa e il loro forte richiamo, per cui il paragone non ci sta.
Di origini salernitane, Michele De Pascale è figlio di un repubblicano e nipote di un democristiano e di un comunista, per dirla con Wikipedia. Inizia a fare politica durante gli anni delle scuole superiori come rappresentante d'istituto per la lista Izquierda al liceo scientifico Augusto Righi di Cesena, dove si diploma nel 2004 e s'iscrive alla facoltà di medicina, senza mai terminare gli studi.
Alle elezioni comunali in Emilia-Romagna del 2004 si candida al consiglio comunale di Cervia, tra le liste dei Democratici di Sinistra, risultando eletto consigliere comunale e facendo parte della Commissione consiliare Bilancio, oltre a ricoprire l'incarico di presidente della Commissione consiliare Urbanistica.
Nel 2007 aderisce al neonato Partito Democratico (PD), entrando a far parte della sua Assemblea nazionale, e al suo interno è stato un sostenitore delle segreterie di Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi
I dati ufficiali al termine dello scrutinio
Michele De Pascale è il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. Al termine dello scrutinio il candidato sostenuto da Pd, Alleanza Verdi-Sinistra, Movimento 5 Stelle, Civici con De Pascale e Emilia-Romagna futura (Azione-Pri-Più Europa-Psi) ha raccolto il 56,77% dei voti a fronte del 40,07% di Elena Ugolini, candidata di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e lista Elena Ugolini Presidente-Rete civica. Federico Serra (Emilia-Romagna per la pace, l’ambiente e il lavoro) ha raccolto l'1,94% dei voti, Luca Teodori (Lealtà, coerenza, verità) l'1,22%. Alle urne si è recato il 46,42% degli aventi diritto.
Il dettaglio dei voti di lista: Partito democratico 42,94%, Alleanza Verdi-Sinistra 5,30%, Civici con De Pascale 3,84%, Movimento 5 Stelle 3,55% e Emilia-Romagna futura (Azione-Pri-Più Europa-Psi) 1,72%, Fratelli d'Italia 23,74%, Forza Italia 5,62%, Lega 5,27%, Elena Ugolini Presidente-Rete civica 5,15%, Emilia per la pace, l’ambiente e il lavoro (Potere al popolo, Pci, Prc) 1,83%, Lealtà, coerenza, verità-Luca Teodori 1,03%.
Consigliere e assessore comunale di Cervia
Alle comunali emiliane-romagnole del 2009 viene rieletto consigliere comunale di Cervia con il PD e nel 2011 viene nominato assessore con deleghe agli Affari generali, affari legali, politiche comunitarie e coordinamento finanziamenti e programmi Unione europea, turismo, marketing territoriale, coordinamento eventi e immagine, demanio marittimo e porto nella giunta comunale di Cervia guidata da Roberto Zoffoli, rimanendo in carica fino al 22 novembre 2013
Nel 2013 diventa segretario provinciale del Partito Democratico di Ravenna.
Sindaco di Ravenna
Alle elezioni amministrative del 2016 viene candidato a sindaco di Ravenna, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da: PD, Partito Repubblicano Italiano (PRI), Italia dei Valori e le liste civiche "Sinistra per Ravenna", "Ama Ravenna", "Insieme X Cambiare" e "Ravviva Ravenna"[4], ottenendo al primo turno il 46,5% dei voti e accedendo al ballottaggio con il candidato di centro-destra Massimiliano Alberghini (27,97%). Al ballottaggio del 19 giugno De Pascale viene eletto sindaco con il 53,32% dei voti contro il 46,68% di Alberghini.
Il 3 agosto 2016 viene eletto presidente della Provincia di Ravenna con il 78,82% dei voti, entrando in carica il successivo 4 settembre e venendo rieletto in tale incarico il 19 dicembre 2021
Il 12 febbraio 2019, durante la 34ª Assemblea congressuale dell'Unione delle Province d'Italia (UPI) a Roma, viene eletto all’unanimità presidente dell'UPI, succedendo all'ex presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati.
In vista delle elezioni primarie del PD del 2019 firma un appello, assieme ad altri sindaci (compreso lui 200), a sostegno della mozione "Piazza Grande" di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato con la carriera amministrativa più lunga alle spalle, che risulterà vincente con il 66% dei voti.
Alle elezioni amministrative del 2021 si ricandida a sindaco di Ravenna, sostenuto da: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, PRI, Ravenna Coraggiosa (Articolo Uno e Sinistra Italiana), Ravenna in Campo (Italia Viva e l'Italia dei Valori) e le liste civiche "Lista per De Pascale Sindaco", "Ambiente e Territorio per Maiolini" e "Voci Protagoniste", venendo rieletto al primo turno con il 59,47%.
Alle primarie del PD del 2023 sostenne la mozione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, che risulterà perdente venendo sconfitto dalla deputata del PD Elly Schlein.
Candidatura alla presidenza della Regione Emilia-Romagna
In vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2024, indette a causa dell'elezione del presidente Stefano Bonaccini al Parlamento europeo, nello stesso giorno in cui Bonaccini si dimette De Pascale viene scelto all’unanimità dalla direzione regionale del PD, riunita a Bologna, come candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna.
Verrà sostenuto anche da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra,[14] da una lista dei Civici [15] con esponenti di Italia Viva e Volt e da una lista riformista denominata Futura che include Azione, +Europa, Radicali, PSI e PRI.
Vita privata
Sposato dal 2013 con Laura Casadio, figlia dell'ex presidente della Provincia di Ravenna Claudio Casadio, ha due figli
Nel 2011 è stato vittima di un incidente stradale, che gli ha causato due fratture alla schiena, i polmoni collassati, un piede a rischio e lo ha lasciato per 10 giorni in coma farmacologico, recuperando dopo anni di interventi e terapie.
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