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04 Maggio 2026
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Identificato il vandalo degli autobus: è un ex dipendete Seta condannato per stalking

 

In data 29.11.2024, su delega di questa Procura della Repubblica, i Carabinieri del Reparto Operativo — Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena e della locale Compagnia, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione di strumento di controllo elettronico a distanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Modena, su conforme richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di un uomo 60enne, dimorante in provincia di Reggio Emilia, gravemente indiziato dei reati di tentato incendio aggravato e danneggiamento aggravato.

Il provvedimento cautelare è stato emesso all'esito di articolata attività d'indagine, coordinata da questa A.G. e condotta dai Carabinieri di Modena, avviata nel mese di settembre ultimo scorso, a seguito di due episodi criminosi in danno della “Società Emiliana Trasporti Autofiloviari S.p.a.” (SETA).

In particolare:

  • nelle prime ore del 16.09.2024 (primo giorno dell'anno scolastico 2024 — 2025) venivano danneggiati 51 autobus destinati al servizio pubblico, resi inutilizzabili mediante la rottura delle chiavi di accensione inserite nei cilindretti di avviamento e l'occlusione dei cilindretti medesimi, con l'utilizzo di sostanza tipo silicone;
  • il successivo 22 settembre, ancora una volta in orario notturno, all’interno del medesimo deposito modenese di SETA S.p.a., veniva gettato del liquido accelerante contro un autobus ivi parcheggiato, cui seguiva l’innesco del fuoco, che provocava l'annerimento della carrozzeria su una fiancata e l’increspatura degli inserti adesivi a causa del calore sviluppato dalle fiamme: il mezzo non veniva completamente avvolto dalle fiamme solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, allertati da una guardia particolare giurata in servizio presso una delle aziende limitrofe all'area di deposito. L’incendio interessava anche parte della vegetazione a ridosso del mezzo stesso.

Entrambi gli episodi, attuati in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, avevano lo scopo di causare un ingente danno economico alla  SETA S.p.a., soprattutto in relazione al danneggiamento dei 51 mezzi, avvenuto in concomitanza con 1’avvio dell'anno scolastico 2024 2025: solo il tempestivo intervento dei dipendenti della società, che sin dalle prime ore del1'alba si avvedevano di quanto accaduto, in tal modo permettendo alla società di reperire altri mezzi per l'effettuazione delle corse programmate, consentiva di evitare un gravissimo disservizio.

In relazione al tentato incendio aggravato di uno dei filobus, avvenuto il 22.09.2024, l'azione criminosa non ha avuto conseguenze ben più gravi solo grazie alla tempestiva richiesta di intervento dei Vigili del Fuoco, inoltrata da personale di vigilanza privata che in quei momenti transitava lungo la strada prospiciente il deposto SETA S.p.a.

L'identificazione dell' indagato è frutto di meticolosa attività investigativa di analisi delle immagini estrapolate da impianti di video sorveglianza pubblici e privati, installati sia lungo il tragitto percorso dal responsabile per raggiungere il deposito della SETA S.p.a. sia nelle zone immediatamente limitrofe all'area deposito ove si sono verificati gli eventi criminosi; di analisi dei tabulati telefonici e telematici acquisiti, oltre che di acquisizione delle dichiarazioni del personale di vigilanza che, in relazione a11'episodio del 22.09.2024, transitava in loco.

L'attività investigativa ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo, già dipendente della SETA S.p.a. per 18 anni, licenziato nell'anno 2023 a seguito di condotte di stalking ai danni di una collega, con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale, poi conclusasi; per tali fatti, lo stesso individuo è stato sottoposto a processo penale, conclusosi in primo grado con sentenza di condanna.

In ragione dei limiti sanzionatori edittali, il provvedimento cautelare è stato richiesto esclusivamente in relazione al delitto di incendio di cui all'art. 423 c.p.: la relativa condotta è stata riqualificata dal Oip sede come tentativo di incendio, con applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione anche del c.d. braccialetto elettronico, conformemente alla richiesta avanzata da quest'ufficio.

AGGIORNAMENTO - LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTI DI SETA

"A nome dell'azienda desideriamo esprimere grande soddisfazione nel vedere finalmente conclusa positivamente una vicenda allarmante e dolorosa. Porgiamo quindi un sentito ringraziamento al Comando Provinciale dei Carabinieri per l'accurata indagine condotta, i cui esiti hanno consentito alla Procura di Modena di emettere un provvedimento cautelare a carico dell'autore di atti sconsiderati e gravissimi, compiuti con l'intenzione di colpire SETA ma che - di fatto - hanno invece causato un ingente danno ad un patrimonio della collettività modenese. Come già dichiarato a suo tempo, confermiamo che quelle scellerate azioni compiute all'interno del nostro deposito aziendale configurano un vero e proprio crimine, che non trova alcuna giustificazione e che ora verrà finalmente sanzionato".

Alberto Cirelli e Riccardo Roat (rispettivamente: Presidente ed Amministratore Delegato di SETA) commentano così la notizia del provvedimento degli arresti domiciliari comminato a carico dell'ex dipendente dell'azienda resosi autore dei gravi episodi di danneggiamento ed incendio verificatisi all'interno del deposito di Modena nello scorso mese di settembre.



 


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