Secchia, i Comitati: “Verità non dette e prospettive sull’insicurezza idraulica”
Venerdì 11 ottobre, a Marzaglia, i Comitati della pianura modenesi Arginiamo, Salute ambientale di Campogalliano e Secchia, da anni attivi sui temi della difesa del territorio dal rischio idraulico, hanno organizzato una conferenza stampa per illustrare l’attività svolta negli ultimi anni e le azioni da intraprendere nei prossimi. Con particolare riferimento al nodo idraulico del fiume Secchia, uno dei più a rischio in Italia, si è trattato della prima di una serie di conferenze stampa e di incontri pubblici che i comitati stessi vorrebbero svolgere prossimamente sugli altri punti critici del sistema idraulico modenese. Di seguito, la nota stampa dei comitati:
"Come unione di comitati della pianura modenese abbiamo sempre evitato le polemiche e abbiamo parlato basandoci sulle pubblicazioni di Aipo, Autorità di bacino e sugli studi fatti da docenti universitari come il professor Orlandini di Unimore tra i massimi esperti di idraulica e sempre attento alla situazione modenese. In questa occasione oltre alle relazioni tecniche pubblicate negli anni da Aipo vogliamo fare un resoconto sugli incontri che abbiamo che abbiamo avuto con gli enti preposti alla sicurezza idraulica e con la regione che a nostro parere permettono di capire il perché di questa pessima condizione dei fiumi in regione. La nostra collaborazione tra comitati della pianura modenese nasce dopo l'alluvione del Secchia nel 2014 quando ci siamo resi conto dalla relazione firmata dall'attuale direttore di Aipo l'ingegner Zanichelli che il fiume era pericoloso anche per le piene piccole.
Questo ci sembra doveroso nei confronti della Romagna travolta negli ultimi due anni da alluvioni catastrofiche mentre i fiumi avrebbero dovuto reggere le piene essendo stati eventi caratterizzati da un'intensità normale anche se con una quantità d'acqua complessiva notevole, come spiegato in varie conferenze dal professor Orlandini. Come comitati abbiamo approfondito la situazione modenese e ci limitiamo al nostro territorio, ma la situazione nella regione è simile, infatti come espresso in varie occasioni dal professor Brath di dell'università di Bologna e il professor Orlandini di Unimore i fiumi della regione sono adeguati solo a piene medio piccole e l'unica città in cui si sta realizzando un'opera di messa in sicurezza è Parma adeguando i fiumi alla piena centenaria (la piena centenaria è considerato il livello minimo per poter parlare di sicurezza idraulica). Dalla relazione sul Secchia fatta nel 2015 dall'attuale direttore di Aipo ingegner Zanichelli abbiamo appreso che il fiume era insicuro anche per le piene piccole e che questo era noto già dallo studio fatto dal Magistrato del Po nel 1995 dove la cassa di espansione del Secchia veniva definita molto piccola e con errori di progetto. Dopo il rischio di tracimazione del Secchia a ponte Alto nel 2017 nel 2018 sono cominciati i lavori di rialzo arginale che hanno messo in sicurezza il fiume per le piene piccole.
INCONTRI
Nei vari incontri con i dirigenti di Aipo dopo il 2014 abbiamo avuto assicurazioni che si stava lavorando al progetto di messa in sicurezza e all'elaborazione del nuovo PAI (piano assetto idrogeologico) premessa necessaria al progetto. Ad oggi il progetto di messa in sicurezza non c'è, mentre il PAI è stato presentato solo nel 2022. Per il problema della messa in sicurezza idraulica dei ponti (problema evidente in Romagna) affrontato nella relazione di Aipo del 2015, a domanda diretta in un'assemblea a Campogalliano nel 2019 l'allora dirigente a Modena l'ingegner Pellegrini disse che la pericolosità di ponte Alto era stata fatta presente in comune e provincia ma senza ottenere risposte. Il 6 ottobre 2020 come unione di comitati abbiamo incontrato il presidente Bonaccini e l'assessora Priolo è ci siamo fatti un'idea chiara che la sicurezza idraulica non era una priorità per la regione . La Priolo da poco nominata assessore nella seconda giunta Bonacini ci chiarì subito la situazione “noi non abbiamo progetti per la messa in sicurezza di Secchia e Panaro quindi non possiamo chiedere finanziamenti”. Questo potrebbe spiegare la difficoltà di utilizzare i fondi, infatti senza i progetti è impossibile usarli, inoltre per fare un progetto e ottenere l'approvazione sono necessari più di 5 anni. Poi ci venne spiegato che l'unico progetto era per un miglioramento della cassa di espansione del Secchia per adeguarla alle piene medie, però mancavano 20 milioni e la regione aveva altre priorità.
Rimanemmo sbalorditi perché la situazione del Secchia era ben nota dalle relazioni di Aipo in cui si evidenziava che la cassa di espansione era adeguata solo alle piene piccole e lei stessa non rispettava gli obblighi di sicurezza. Dopo due mesi dal nostro incontro con i vertici della regione in cui ci era stato detto che per la regione il Panaro era sicuro e il Secchia insicuro ma non lo consideravano una priorità, ci fu la rotta del Panaro a Navicello e l'alluvione di Nonantola. Di fronte a questo disastro e alla consapevolezza dei gravi errori della regione come cittadini della pianura modenese di Modena, Campogalliano, Soliera, Bastiglia e Bomporto abbiamo presentato una denucia querela alla Procura della repubblica di Modena e Parma basandoci sulla relazione di Aipo che descrive la grave situazione modenese. Ad oggi i lavori per il miglioramento della cassa di espansione del Secchia sono annunciati nel 2025 con fine lavori nel 2032. Per la messa in sicurezza non c'è il progetto. Nel novembre 2023 abbiamo incontrato a Parma nella sede di Aipo il direttore ingegner Zanichelli e abbiamo appreso novità scoraggianti. I fondi del Pnrr per il Po che ammontano a oltre 300 milioni sono stati vincolati dall'Unione europea interamente alla rinaturalizzazione senza destinare una parte alla sicurezza idraulica e né l'intervento di Aipo né del ministero sono riusciti a cambiare le cose.
STORIA BREVE DELLA CASSA DI ESPANSIONE DEL SECCHIA
Nel 1995 il Magistrato del Po fa uno studio sul funzionamento della cassa di espansione è la valuta piccola come capacità e con errori di progetto quindi adeguata solo alle piene piccole. Fa subito un progetto per la messa in sicurezza pronto per essere appaltato. Nel 2005 l'Autorità di bacino del Po conferma lo studio precedente e aggiunge che dato l'errore di progetto la cassa stessa non rispetta i parametri di sicurezza di legge. Nel 2015 l'attuale direttore di Aipo l'ingegner Zanichelli conferma gli studi precedenti e fa un progetto di messa in sicurezza. Nel 2019 viene fatto il progetto per il miglioramento della cassa di espansione per le piene medie quindi ancora lontano dalla messa in sicurezza. Nel 2022 viene fatto il nuovo PAI (piano assetto idrogeologico) premessa per fare il progetto di vera messa in sicurezza. Ad oggi non c'è il progetto per la messa in sicurezza né di Secchia né di Panaro. I lavori per il miglioramento della cassa Secchia alle piene medie inizieranno nel 2025 e nella migliore delle ipotesi finiranno nel 2032".
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