Scuola dell’infanzia di Finale Emilia, colazione ridotta e merenda a casa: la segnalazione di una mamma
FINALE EMILIA - Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione della mamma di una bambina che frequenta la scuola dell'infanzia "Rodari" di Finale Emilia in merito alla gestione del servizio mensa e merenda pomeridiana da parte della scuola:
"Sono la mamma di una bimba che frequenta la scuola dell’infanzia Rodari di Finale Emilia. Ho pensato di scrivere alla vostra redazione per portare a conoscenza della comunità una situazione che ormai va avanti dal primo giorno di scuola. Situazione che ad oggi non è stata chiarita, per la quale le famiglie non hanno ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e che nonostante due PEC agli organi competenti del Comune di Finale Emilia e due PEC alla dirigenza dell’Istituto Comprensivo di Finale Emilia (in data 21/09 e 30/09), ad oggi non ha ricevuto risposta. Ho scritto mail agli organi coinvolti nella gestione, organizzazione, del servizio mensa (colazione/pranzo/merenda) della scuola di mia figlia per avere chiarimenti in merito ai cambiamenti che sembrano esserci da quest’anno. Premesso che in qualità di genitori non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale neanche sugli orari del primo giorno di scuola, (li abbiamo appresi tramite contatti privati con le maestre), ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna indicazione e spiegazione sulle nuove modalità del servizio mensa. Solo grazie a quanto riferisce a casa mia figlia, ho saputo che sono cambiate molte cose sul servizio e quando il secondo giorno di scuola ho chiesto chiarimenti alla maestra, ho ottenuto una risposta molto vaga e superficiale, dicendomi che neanche loro sono a conoscenza di come si procederà e che la merenda pomeridiana verrà fornita da consumare a casa per evitare gli sprechi. Sprechi? Fino ad oggi non c’erano sprechi?
Premesso che sono entrata nel sistema della scuola dell’infanzia nel 2018 con l’ingresso della mia prima figlia, devo constatare che le cose venivano gestite e comunicate diversamente rispetto agli ultimi due anni; sembra che con la scusa del Covid abbiamo perso tantissimo sulla qualità dei servizi e dimenticato i soggetti principali e fondamentali della scuola dell’infanzia, i BAMBINI. Per anni ci siamo sentiti ripetere “dell’importanza dei pasti, dell’alimentazione sana per i nostri piccoli, di non dover consumare merendine e snack confezionati, del valore aggiunto apportato dall’avere la mensa interna, che le cuoche preparano alimenti sani, dell’importanza educativa in funzione anche dell’acquisizione delle competenze di base che i bimbi raggiungono nel consumare i pasti in un ambiente comune, un momento importantissimi per la socializzazione ed l’integrazione”; tanti progetti sull’alimentazione sana e tante parole spese inutilmente che ad oggi assumono purtroppo solo il suono di una “presa in giro”. Detto ciò, dopo la prima settimana di scuola ho capito da mia figlia (comunicazioni ufficiali zero) che la colazione non viene più svolta nell’area comune, ma i bimbi rimangono nella propria aula e consumano solo crackers e/o biscotti seduti tutti sulle panchine o sulle poltroncine; si procede con un giro di vassoio solo con l’aggiunta di acqua, mentre fino allo scorso anno la colazione era accompagnata anche da altri liquidi come succhi o té ed a volte anche con la somministrazione di frutta fresca.
La merenda di solito veniva svolta dalle 15.15/15.30 al risveglio dei bimbi, ora non viene più svolta a scuola, ma i bimbi prima di uscire trovano nella tasca portaoggetti dell’appendiabiti direttamente gli snack (preciso che solo dopo la prima settimana ci è stato chiesto di portare uno zainetto quotidianamente per mettere dentro la merenda). Di conseguenza i bimbi che hanno effettuato il pranzo alle 12.00 riescono a fare merenda dalle ore 16:00 in poi e per alcuni anche oltre se non hanno la possibilità di rientrare subito a casa o si recano direttamente a svolgere attività sportiva. Vi sembra normale? La prima cosa che mia figlia mi chiede già mentre percorriamo il corridoio di uscita è mangiare... Vi sembra logico? Cosa troviamo in una bustina di plastica all’interno dello zainetto appeso all’appendiabiti? Mouse confezionata di frutta, schiacciatina confezionata, plumcake confezionato, banana... forse qualcosa non torna? Per non parlare della quantità di bustine di plastica che ogni giorno vengono sprecate e buttate via solo per metterci la merenda; però poi partecipiamo ai progetti di Geovest per salvaguardare l’ambiente?
Come ben documentato dal link presente sul sito del comune, la merenda non deve essere solo un “riempitivo”, ma un vero e proprio “mini-pasto”, comprensivo di tante altre cose. Corrisponde a quello che vien fornito? Tra l’altro ho saputo solo da poco che i bimbi che restano al post-scuola, consumano regolarmente la merenda all’interno dei locali scolastici; allora quale sarebbe la differenza nel continuare a consumare la merenda anche alle ore 15.15 come gli anni precedenti? Io, come tante altre famiglie, sono anni che paghiamo regolarmente le rette dei pasti, svolgiamo tutti i nostri doveri, contribuiamo economicamente a tutte le attività che la scuola (tra l’altro PUBBLICA) ci richiede, progetti, quota fondo cassa annuale, portiamo tutto il materiale che ci viene richiesto anche più volte durante l’anno (colori, colla, fazzoletti per il naso, salviettine umidificate, bicchieri, ecc. ecc.) proprio perché crediamo nell’importanza di tutte le attività che vengono svolte sia didattiche e sia per l’acquisizione delle competenze di base, ma poi vengono cambiate le modalità dei servizi senza neanche consultarci ed informarci correttamente? Mettete le famiglie difronte ai fatti compiuti? Stiamo parlando di decisioni e questioni importanti che coinvolgono bimbi tra i 3 ed i 5 anni, non ragazzi delle superiori che sono più autonomi.
Le voci che circolano giustificano la situazione attuale con il fatto che tante famiglie non pagano i costi al comune per la colazione/merenda e per risolvere il problema e non fare differenze hanno ben pensato di non fare mangiare più a nessuno la merenda a scuola. A me NON interessa più delle famiglie che non pagano la mensa e che non avrebbero diritto alla colazione e merenda; tutto il rispetto per i bimbi che dovrebbero poter consumare insieme lo stesso pasto, ma deve essere un problema per le loro famiglie, non è giusto prendere la merenda dei bimbi “paganti” e suddividerla per tutti. Non sono più disposta a farlo come è stato lo scorso anno. Perché io genitore che pago regolarmente € 6,20 al giorno per avere colazione, pasto e merenda completa non posso usufruire regolarmente e nel modo migliore del servizio e mi devo adattare e rinunciare per le famiglie NON PAGANTI? E’ normale tutto ciò? Sono le famiglie “non paganti” che devono preoccuparsi di cosa dar da mangiare ai loro figli se vogliono frequentare l’ambiente scolastico; l’obbligo scolastico inizia dai 6 ai 16 anni in Italia, non a 5 anni. Che dessero la merenda da casa come fanno alla scuola primaria; imparassero ad organizzarsi in previsione del prossimo anno alla primaria. Capisco che questa nuova modalità può essere comoda anche per le maestre ed il personale scolastico che evitano di dover apparecchiare/sparecchiare ed un gran vantaggio trovarsi un minor numero di ambienti comuni da pulire, ma va in contraddizione a tutto quello che c’è stato tanto decantato a gran voce in questi anni".
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