Sanità, Platis (FI): “A Modena mai fatti i corsi abilitanti all’emergenza-urgenza. Presentato esposto”
"Dal 2006 ad oggi l’Ausl di Modena non ha mai organizzato un corso abilitante per i medici di emergenza-urgenza, ma ha partecipato a traino di un’altra provincia. Addirittura, nel 2023, quando il ricorso alle cooperative private di medici era ancora altissimo, nessuna Ausl in Regione ha indetto il corso. È quanto emerge dalla risposta fornita dalla dirigente Anna Maria Petrini dell’Ausl di Modena alla mia interrogazione in merito al reclutamento dei medici per l'emergenza-urgenza".
Così il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis, a fronte della risposta fornita dall'Ausl sull'interrogazione in oggetto.
"Avevo annunciato poche settimane fa un esposto alla Corte dei Conti visto il continuo 'reclutamento' di cooperative private ed i tanti soldi spesi per pagare medici e operatori esterni, non avendo il personale sufficiente a coprire i turni. I nuovi dati ottenuti dall’ultima risposta Ausl sono stati inseriti e formalizzati nell’esposto depositato lunedì 30 settembre. A ciò si aggiungono due ulteriori criticità che hanno portato all’abbandono di numerosi medici di Pronto soccorso. Il corso per medici di medicina generale, molto apprezzato dai professionisti che, con l’avanzare dell’età, faticano a mantenere i ritmi e i turni che un Pronto soccorso richiede, non è organizzato in modo part-time, ma richiede un impegno significativo costringendo diversi medici dell’emergenza-urgenza a licenziarsi per frequentarlo. L’organizzazione del corso è una competenza esclusiva della Regione che ha scelto scientemente di non andare in contro alle richieste dei sanitari. Si parla di circa 50 professionisti in regione che hanno optato di rinunciare al Pronto soccorso per frequentare questo corso che il Pd ha voluto solo a tempo pieno. Su questo punto, anche il presidente della Provincia Fabio Braglia ha scaricato l’Ausl che aveva assicurato invece l’insussistenza di criticità. Infine, avevo sollecitato l’applicazione del contratto SSN per proporre ai medici specialisti ambulatoriali di lavorare anche negli ambulatori del PS, ma l’Ausl ha risposto di non averlo mai fatto, quando vogliono invece impiegare il medico di emergenza sanitaria territoriale 118 in Pronto Soccorso. Un controsenso. Ho deciso quindi di ricorrere alla Corte dei Conti perché credo che qualcuno debba dare indietro ai cittadini emiliano romagnoli tutti quei soldi che vengono dati alle cooperative – ha rimarcato Platis – parliamo di medici privati che, per coprire i turni del PS, chiedono oltre 1.600 euro a notte. Un grave sperpero di denaro, che non può passare inosservato visto il lavoro e le probabili mancanze dell’Ausl Modenese".
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