Gasparini (Pd): “La sanità conta, prendiamocene cura a partire dal personale”
“La sanità conta, e dobbiamo prendercene cura sempre meglio. Il più grande patrimonio in quest’ambito, non dimentichiamolo, è il personale socio-sanitario, ed è da lì che occorre partire. Per questo dobbiamo fare tutto il possibile perché medici, infermieri, e tutti gli operatori della complessa macchina della salute possano operare nelle migliori condizioni: in termini di numeri, stipendi, pazienti a carico, ma anche di possibilità di vivere dignitosamente nei territori in cui prestano servizio”.
Ad affermarlo è Stefania Gasparini, candidata per il Pd all’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna, che sta dedicando queste settimane a un percorso di ascolto e confronto con medici, infermieri e parti sociali per mettere a fuoco esigenze e idee.
“Per questo – continua – se sarò eletta proporrò di incentivare in ogni modo possibile la regolarizzazione e la stabilità di chi opera nei servizi, a partire da un presupposto: tutte le risorse disponibili vanno dedicate alla sanità pubblica e universale. Non è pensabile che la politica si arrenda all’idea che la lunghezza delle liste d’attesa obblighi le persone a rivolgersi al privato, perché a quel punto chi non ne ha i mezzi subisce una palese discriminazione. Ma partiamo dai numeri. Innanzitutto il Governo deve assumersi le proprie responsabilità: per la Sanità pubblica siamo al 6,2% del PIL, al di sotto della media OCSE (6,9%), al 16° posto in Europa e all'ultimo fra i Paesi del G7.
Lo stesso ministro della Salute riconosce che il livello minimo accettabile dovrebbe essere il 7%, e il Partito Democratico ha proposto di portarlo al 7,5%, oltre a togliere i vincoli di bilancio per le assunzioni. Tuttavia, nonostante le risorse insufficienti, l’Emilia-Romagna è al primo posto sia per quanto riguarda l'applicazione dei LEA (i Livelli Essenziali di Assistenza), che per migrazione attiva dalle altre Regioni. Esiste però un enorme problema di personale, che si traduce in allungamento delle liste d’attesa, stress del personale e, cosa più importante, tempo sempre più limitato da dedicare ai pazienti. Continuando a far pressione sul governo, a livello territoriale occorre proseguire con decisione sulla creazione di una rete efficiente tra ospedale e territorio, e della rete fra i vari presidi ospedalieri, e continuare a investire nella medicina di prossimità e nella formazione degli operatori. Oltre a ciò, va dedicata particolare attenzione alla manutenzione e all’appetibilità delle strutture sanitarie, e incentivare politiche abitative a prezzi calmierati dedicate al personale sanitario, perché possa vivere dignitosamente nei territori in cui deve operare".
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