Elezioni regionali, da Finale Emilia scende in campo l’avvocata Monica Malaguti
Elezioni regionali, da Finale Emilia scende in campo l'avvocata Monica Malaguti. La professionista finalese, già assessora nella giunta Palazzi di centrodestra, corre per Fratelli d'Italia alle elezioni del prossimo 17 e 18 novembre.
La provincia modenese ha posto per almeno 8 consiglieri regionali, e dalla Bassa sono al momento in tre a giocarsela: Paolo Negro (Concordia, Partito democratico), Antonio Platis (Mirandola, Forza Italia) e ora la Malaguti da Finale Emilia.
Nella conferenza stampa di presentazione della candidatura, nel suo studio all'ombra del duomo appena ristrutturato, c'erano anche i compagni di Pierpaolo Saletti e Gianluca Borgatti. Qui il partito della prima ministra Giorgia Meloni conta sul 32-33% dei voti, un pacchetto di 1800 preferenze. Nel resto della Bassa, come si è visto alle ultime elezioni, Fratelli d'Italia è spesso il primo partito anche altrove: a San Felice, Camposanto, San Possidonio... Ma le elezioni regionali sono un'altra cosa: per scegliere il dopo Bonaccini gli elettori usano metri diversi dal piano nazionale.
"Mi aspetta una partita in salita e difficile ,ma me la gioco fino all'ultimo", esordisce Malaguti, che descrive il nostro come un territorio dimenticato, abbandonato e trascurato, dove le priorità "Sono sempre le stesse da trent'anni, si vedono sfilare tutti i politici che fanno promesse e poi niente. Serve una presenza costante, una goccia cinese per ottenere quanto si vuole.
Viabilità e infrastrutture sono al primo posto perché da questo dipende lo sviluppo, l'aumento della popolazione e quindi i sevizi e la sanità".
Malaguti cita l'annosa questione della Cispadana, che "sembra una favola", la situazione in cui versa il territorio rende "gli Imprenditori come eroi, ferrovia è limitante insediarsi qui. Dopo il terremoto la ricostruzione che ha funzionato è stata solo quella dei privati, quella pubblica, gestita dal pubblico, è ferma, non si è andati avanti. Siamo un territorio che dà ma qui non torna nulla, solo la discarica e si continua a votare ancora in quella direzione...".
Nel suo anno a assessora con la prima Giunta di centrodestra a Finale l'avvocata porta con se "tanta esperienza amministrativa in mi sono misurata con pubblica amministrazione e uffici, mi sono scontrata con la lentezza della macchina burocratica e amministrativa. Ho capito che occorre essere sempre presenti, mai lasciare sola la macchina amministrativa, soprattutto prendersi responsabilità, c'è bisogno di dare obiettivi chiari. Solo così la macchina funziona, altrimenti diventa tutto farraginoso e dispersivo e non si concretizza nulla, come sta accadendo adesso a Finale con la Giunta di centrosinistra di Poletti".
Primo appuntamento della campagna elettorale di Malaguti è giovedì prossimo alle ore 19.30, alla Vecchia Quercia.
- Da sin,Paolo Saletti, Monica Malaguti e Gianluca Borgatti
Note biografiche: Monica Malaguti, Avvocato, ha lo Studio professionale a Finale Emilia dove vive con i suoi due figli.
Impegnata fin da giovanissima nell’attività politica è stata eletta per più mandati Consigliere Comunale della sua Città; ha rappresentato il territorio nell’Assemblea dei Comuni della Area Nord, è stata Assessore al Personale, alle Pari Opportunità, ai Servizi Demografici e ai Servizi Cimiteriali del Comune di Finale Emilia.
Nell’ultimo Congresso Provinciale di Fratelli d’Italia è stata chiamata a far parte del nuovo Direttivo.
E’ impegnata nel volontariato, nelle associazioni di promozione del territorio e nella lotta contro la violenza contro le donne.
Il programma elettorale
La candidatura di Monica Malaguti in questa competizione elettorale nasce dall’esigenza della Area Nord di avere un proprio rappresentate negli Organismi decisionali.
Il nostro territorio, infatti, negli ultimi decenni è stato completamente dimenticato e abbandonato dalla politica regionale.
Le linee di intervento principali sono essenzialmente tre:
SANITA’
VIABILITA’
SVILUPPO ECONOMICO.
SANITA’
La Bassa Modenese negli ultimi trent’anni ha visto un netto peggioramento della rete dei Servizi Sanitari con la chiusura di tre Ospedali (Concordia, Finale e San Felice) e il depotenziamento di quello di Mirandola. Le ristrutturazioni dei vecchi edifici ospedalieri è lenta, farraginosa e viene continuamente rinviata a data da destinarsi; le autorità che si succedono ai vertici della nostra ASL vengono sul territorio, promettono e assicurano un repentino inizio dei lavori cosa che puntualmente non si verifica, i vertici vengono sostituiti da nuovi vertici con un continuo rimbalzo delle responsabilità. Occorre una presenza efficace in sede Politica che curi in maniera assidua gli interessi a tutela della salute della nostra popolazione che invecchia e necessita in modo improrogabile di un’efficienza nella prevenzione e nella applicazione delle terapie.
VIABILITA’
Sono più di sessant’anni che viene promessa la nuova Cispadana che sarebbe un’arteria fondamentale per la velocizzazione dei trasporti nel nostro territorio, non solo per la mobilità delle persone e delle famiglie, ma soprattutto per le imprese che si trovano a dover lavorare su una viabilità ancora ottocentesca con strade tortuose che attraversano piccoli paesi e località e che rendono i tempi di percorrenza molto lunghi e quindi anche elevati i costi. Occorre uscire da questa situazione ed è necessario che la regione Emilia Romagna finalmente indichi questo asse viario come prioritario: l’Area Nord ha già aspettato decenni vedendo i finanziamenti sempre dirottati su infrastrutture di altri territori ritenute più urgenti. La Cispadana non può più essere rinviata a tempi migliori, i tempi migliori sono adesso!
SVILUPPO ECONOMICO
Lo sviluppo economico è necessariamente legato al problema della viabilità, tuttavia la regione può dedicare delle risorse per incentivi e defiscalizzazioni a sostegno di specifici progetti legati agli insediamenti e alla formazione professionale.
Tutti i dati economici, sociali e demografici indicano che l’Area Nord è un territorio in sofferenza; negli ultimi decenni c’ è stato un decremento della popolazione simile a quello dell’Appennino ma, a differenza dell’Appennino, per l’Area Nord non è mai stata prevista nessuna iniziativa particolare di tutela.
LA QUESTIONE AMBIENTALE
L’Area Nord si trova in una sorta di avvallamento che rende difficoltoso il ricambio e la circolazione dell’aria, ne sono la prova concreta le statistiche sanitarie che vedono nel nostro territorio picchi di malattie pneumologiche, portando per gli abitanti una sorta di rischio salute.
Non si risolve questo problema usando il nostro territorio come una pattumiera buono per ospitare discariche di rifiuti speciali. Anche qui promesse e impegni sono stati disattesi e resi vani dall’assoluta mancanza di politici di riferimento per l’Area Nord nelle sedi decisionali. Nessuno ci ha mai difeso.
Punto 1) : Come ci siamo dette possiamo decidere di rispondere precisando: a) che della faccenda ci ricordiamo perché è stata a lungo discussa sia all’Ufficio Ricostruzione del Comune di Finale Emilia, sia con la Regione Emilia Romagna; b) Ovviamente non è possibile per Mila ricordarsi i particolari del procedimento perché complesso e risalente nel tempo, quindi, ci si riserva di meglio integrare e specificare una volta che saremo in possesso degli atti. Facciamo presente che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti al Comune di F.E. in quanto non siamo più dipendenti ma in pensione. A questo punto occorrerà attendere i tempi del Comune in merito all’autorizzazione ad avere copia della documentazione.
Punto 2) : spiegherei per sommi capi come funziona l’erogazione del contributo: il beneficiario, il conto dedicato, l’obbligo per il beneficiario di bonificare ai professionisti e all’impresa appaltatrice le somme erogate per ciascun SAL, il trattamento dedicato ai subappaltatori e fornitori, ovvero, l’obbligo per l’appaltatore d pagare questi ultimi entro 30 giorni dalla data di erogazione del contributo.
Punto 3) Cosa ci ricordiamo:
- che si trattava di un cantiere intestato a tal Paltrinieri Marco il quale aveva appaltato i lavori al Consorzio Stabile Erigeo. I Consorzi sono composti da più imprese consorziate fra loro, nel momento in cui assumono l’appalto delegano la lavorazione ad una delle imprese che compongono il Consorzio cosicchè consorzio ed impresa esecutrice costituiscono un unico centro di interesse (appaltatore);
- che dopo l’autorizzazione alla liquidazione del 2 SAL nei confronti del Consorzio Stabile Erigeo la Ditta Ambra segnalava al Comune di F.E. di non essere stata pagata dal Consorzio Erigeo.
- che l’Ufficio si è subito attivato richiedendo agli interessati chiarimenti e specificazioni: da quel momento sono susseguite contestazioni sulle lavorazioni, produzioni di documenti, lettere di legali, incontri su cui potrò essere più precisa quando avrò copia della documentazione .
- che, visto la difficoltà della questione ho richiesto un incontro in Regione Emilia Romagna, per capire che strada avessi dovuto intraprendere. La RER ha emanato le Ordinanze su cui si fonda il nostro lavoro di erogazione dei contributi alla ricostruzione e ne fornisce anche l’interpretazione.
- che fra i documenti pervenuti agli Uffici dagli interessati vi era anche l’atto con cui nel giugno del 2017 la Ditta Ambra Srl entra a far parte, quindi diventa impresa consorziata, del Consorzio Stabile Erigeo.
- che la RER ha specificato anche per iscritto che il Consorzio Stabile opera come unica controparte pertanto le attività compiute dalle singole consorziate sono tutte riferibili al Consorzio e quindi non vi può essere un rapporto di subappalto fra imprese facenti parte dello stesso consorzio.
- che non era compito dell’Ufficio Ricostruzione entrare nel merito circa le contestazioni reciproche che si rivolgevano il Consorzio Stabile Erigeo, la Felici Srl e Ambra Srl;
- che contestazioni non supportate da elementi di riscontro non potevano bloccare la ricostruzione dell’immobile del beneficiario e che rimaneva comunque ancora a disposizione ampio margine di contributo oltre ad una polizza fideiussoria pertanto si è proceduto con la liquidazione del SAL 3 in favore di Paltrinieri Marco il quale ha provveduto poi a bonificare la somma a Consorzio Stabile Erigeo.

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