I Giovani Democratici di Modena ed Emilia-Romagna su alluvione: “Il ministro Musumeci e il sottosegratario Bignami dovrebbero dimettersi”
I Giovani Democratici esprimono profonda solidarietà e vicinanza alle popolazioni della Romagna e della Città Metropolitana di Bologna, duramente colpite nei giorni scorsi da piogge battenti che hanno portato ad avere nuovi episodi alluvionali nei territori già colpiti duramente dall’alluvione dell’anno scorso.
“In un momento così delicato, la priorità di tutte e tutti noi deve essere quella di sostenere e supportare chi ha lavorato e continua in queste ore a mettere in sicurezza le comunità colpite: dai sindaci e sindache del territorio, le forze dell’ordine e la protezione civile e tutti i suoi collaboratori” dichiarano Filippo Simeone, segretario regionale dei Giovani Democratici, e Matteo Silvestri, segretario provinciale dei GD di Modena.
“Al contrario, in un momento così critico dove intere comunità dell’Emilia-Romagna ma anche di altre regioni sono state ferite da questa calamità, abbiamo assistito alla conferenza stampa surreale di Bignami e Musumeci, che invece di recarsi direttamente sui posti colpiti per coordinare i soccorsi, da Roma hanno trovato il tempo di strumentalizzare la tragedia umana e ambientale per meri fini elettorali.”
Proseguono: “Francamente troviamo intollerabile che chi rappresenta lo stato italiano ed è responsabile per aver bloccato da quasi un anno le risorse del PNRR per le opere di ricostruzione e i ristori alle popolazioni colpite, trovi anche il coraggio di scagliarsi contro gli enti locali e la Regione che in questi mesi hanno dovuto agire principalmente con interventi di somma urgenza in attesa delle risorse nazionali, arrivate in minima parte dopo che il governo ha perso mesi sulla definizione della struttura commissariale.
È evidente che questi fenomeni sempre più intensi e ricorrenti causati dal cambiamento climatico, dove le piogge di mesi cadono in poche ore, non possono essere gestiti dai singoli enti locali e dalle singole regioni, ma serve una strategia nazionale che preveda una serie di interventi strategici per gestire, dalla montagna fino alla pianura, i fenomeni siccitosi e alluvionali.
Anche il nostro territorio modenese è stato soggetto a disastri ambientali e sociali di questo tipo: l'esondazione a Nonantola, le frane e smottamenti nel Frignano e l'alluvione dell'anno scorso che ha colpito il territorio appenninico della provincia. I fondi sono stati stanziati, ma non arrivati in modo pieno alle amministrazioni locali e alle famiglie e comunque in quantità insufficiente a tamponare il problema, figuriamoci risolverlo. Non possiamo permetterci di vivere con la paura dei nostri territori, altrimenti è lapalissiano che la colpa dello spopolamento delle aree montuose e interne sarà anche colpa di chi, questi investimenti, non li vuole fare, in tal caso il Governo Meloni. Per noi servirebbe un grande piano di riqualificazione idrogeologica, non incolpare le amministrazioni che lavorano pancia a terra e con gli scarponi nel fango.
Il Ministro Musumeci, che anche ieri ha nuovamente dichiarato che lo stato non è un bancomat, e il sottosegretario Bignami dovrebbero assumersi le loro responsabilità chiedendo scusa alle popolazioni colpite e presentando le proprie dimissioni.
Ci chiediamo poi cosa ne pensi la candidata Ugolini.
È d’accordo con le affermazioni fatte in conferenza stampa? Si assuma la responsabilità della sua coalizione, che fa dello sciacallaggio di vite distrutte il suo punto di forza. Tutto questo mentre nelle stesse ore Giorgia Meloni si smarca completamente dall’Unione europea, unica ancora sovraregionale da cui sono arrivati dei fondi per famiglie ed enti locali, e dal Green New Deal, unica politica che permetterebbe di contrastare in modo concreto gli effetti della crisi climatica che stiamo vivendo.
Anche per questo, come Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna siamo al fianco di Michele de Pascale, che prontamente e con massima serietà si messo al lavoro per i cittadini del territorio in qualità di sindaco di Ravenna, senza loghi di partito, senza la casacca di candidato Presidente e senza la voglia di lucrarci sopra. Semplicemente facendo quello che dovrebbero fare le persone serie e le istituzioni davanti a tragedie simili”.
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