Gli amici ricordano il professor Gian Luca Tusini scomparso prematuramente a 63 anni
Tanti i ricordi degli amici per la scomparsa del prof. Gian Luca Tusini. Impossibile pubblicarli tutti. Qui, ne postiamo solo alcuni.
Anna Greco, presidente circolo Pd Mirandola, in un post ricorda così il professore.
CIAO GIANLUCA
Compagno di viaggio da pendolari con Bruno, Claudio e tanti altri, grande affabulatore, simpatico, una grandissima cultura, che però, come Bruno, non faceva mai pesare quando si relazionava con gli altri. Da persona intelligente non si prendeva mai troppo sul serio.
Mi spiace tantissimo Gianluca
Il consigliere comunale di Cavezzo per il centrosinistra Antonio Turco, ricorda così l'amico Tusini sempre gentile e disponibile.
Per la morte del prof. Gian Luca Tusini, 20 settembre 2024
Caro Gian Luca, te ne sei andato troppo presto, in modo improvviso e questo mi procura dolore. Ci eravamo visti di recente, avevamo parlato di politica locale, avevi colto il mio disappunto sul risultato a Cavezzo e scherzando mi hai detto di "stare sereno"; ne avremmo riparlato subito dopo il mese di agosto, ma … non ho fatto in tempo.
Ci siamo conosciuti bene per oltre vent’anni come pendolari prendendo il treno a Cividale diretto a Bologna il mattino presto, molto presto.
C'era a quel tempo una bellissima compagnia di pendolari: il prof. Bruno Andreolli, Sauro Secchi, Luigi Costi, Anna Greco, Luisa Baraldi e altri.
Ricordo ancora bene quando superasti a pieni voti il concorso come docente universitario all’Alma Mater. Te lo meritavi pienamente e te lo dissi con convinzione.
Eh già: perché Gian Luca sapeva unire, senza forzature e con singolare equilibrio, la ferrea professionalità del suo ruolo di docente universitario ad una forte umanità. La dimensione della sede distaccata di Ravenna della sua Facoltà, dove teneva le lezioni di Storia dell’Arte, consentiva ancora rapporti umani e diretti con gli studenti.
Ma lui li aveva anche da prima, li ha sempre avuti: partecipai di persona ad una sua lezione incredibile per il tema trattato e l’ampiezza della visione culturale specifica (mi disse poi che mi aveva chiamato apposta).
L’aula di Via Zamboni era strapiena di studenti.
Ne aveva molti di più lui a lezione del professore ordinario.
Mi disse che questo fatto indispettiva bonariamente il suo professore con il quale ha peraltro sempre avuto un grande rapporto di amicizia e collaborazione.
Grazie per la Tua amicizia Gian Luca.
Ti ricorderò sempre con affetto.
Le persone gentili e disponibili come Gian Luca hanno un posto riservato nel cuore di chi li ha conosciuti.
Il professore Roberto Balzani dell'Università di Bologna, ricorda così l'amico e collega Gian Luca.
Sopravvissuto
C'era una volta una piccola stanza a Palazzo Corradini, a Ravenna. Eravamo un gruppo di giovani e meno giovani professori universitari. Ci occupavano di patrimonio, di storia, di storia dell'arte. Bruno Andreolli era medievista, allievo di Fumagalli: ci raccontava storie antiche di boschi, di animali feroci e domestici, di contadini. Stefano Tumidei era uno storico dell'arte: il più talentuoso e il più sfortunato fra noi. Quando riceveva le sue laureande per discutere le tesi, ascoltavamo estasiati anche noi. Gian Luca Tusini, allievo di Barilli, era uno storico dell'arte contemporanea: uno spirito intelligente e bizzarro, con un'aria ironica da dandy. Eravamo emiliani e romagnoli, tutta gente di provincia, modenesi e forlivesi insieme. Ora che sono tutti mancati prima del tempo, ultimo Gian Luca, mi sento un nostalgico sopravvissuto. Ma sorrido dentro di me, ricordando i loro sguardi, i loro discorsi, la nostra vera, vera amicizia.
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