Riciclaggio economico e malavitoso: l’ER al quinto posto nel podio nero nazionale
lo scorso 22 luglio, è uscito il Report speciale della UIF-Banca d'Italia, sulle "segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio", riportando i dati dell'appena trascorso primo semestre 2024.
La nota di Franco Zavatti Cgil Modena / Coordinamento Legalità:
"Dati ancora molto preoccupanti che andrebbero valutati e contrastati con più attenzione.
Nel semestre appena passato, alla UIF sono giunte n° 70.085 segnalazioni a livello nazionale, in leggero calo rispetto ai due semestri precedenti, però con "... importi economici delle operazioni segnalate di ben 49 miliardi e mezzo di euro". Riduzione? Attenzione però!
Grazie alla crescente e preziosa attività di contatti e formazione istruttiva, svolta dalla UIF-B.d'I. a favore delle strutture tenute per legge a fare le segnalazioni (banche, poste, operatori finanziari, professionisti, avvocati, notai, assicurazioni...), sta migliorando il riconoscimento delle operazioni economiche illecite, inviando così alla UIF presunti reati sempre più attendibili. Quindi un leggero calo nel numero delle segnalazioni, ma la B.d'I. ha dovuto trasmettere ben n° 69.833 agli organi giudiziari investigativi: il 99,64%.
Lo stesso Report introduce precisando che "... la diminuzione è concentrata prevalentemente nelle segnalazioni a basso rischio".
L’Emilia-Romagna resta al 5° posto nel podio nero nazionale, dopo Lombardia, Lazio, Campania e Veneto.
Dalla nostra regione, nel semestre appena trascorso, sono state rilevate e partite n° 4.639 segnalazioni molto sospette: 26 ogni giorno, più di una ogni ora. Le nostre province "peggiori"? Sono Bologna, Reggio Emilia e Modena.
Modena resta, purtroppo, la 18^ provincia a livello nazionale nella "classifica" del Report, con più di quattro segnalazioni al giorno.
Il rischio nei nostri territori è perciò massimo e preoccupante ancor più per il silenzio che di fatto non si occupa di questo riciclaggio. Un riciclaggio in casa nostra, che avviene anche in base all’"evoluzione" delle prassi malavitose e mafiose che, come specifica anche l'ultima Relazione DIA, si presentano "...come organismi che dispensano facili affari, servizi ed opportunità di guadagni." . Il pericolo maggiore, sempre scritto nel Report DIA, è perciò "l'attrazione fisiologica avvertita da quella parte del mondo imprenditoriale di piccoli-medi titolari di aziende, che cedono alla grande disponibilità monetaria elargita con facilità ".
La triste mappa rossa ci mostra le realtà provinciali sul "Money Transfer", ovvero il traffico economico illegale ed evasivo con i Paradisi Fiscali. L'Emilia-Romagna è la regione più rossa (più nera) con traffici in Marocco, Romania, Albania. E Modena non si tira indietro!
Siamo pertanto una realtà territoriale che, oltre al lavoro illegale e malavitoso per riciclare denaro in nero, si colloca tra le province peggiori che trafficano denaro all'estero, per affari che non pagano/evadono le tasse, coinvolgendo sempre più imprese, loro consulenti e prestanome.
Una realtà che va contrastata con più forza e convinzione, soprattutto dalle Organizzazioni imprenditoriali, ma pure dalle Istituzioni e dalle forze democratiche. Dati territoriali di economia illegale, che però sono stati purtroppo assenti anche nei recenti confronti elettorali. Speriamo che almeno nelle prossime elezioni regionali, si ragioni e si propongano azioni concrete nella società, nell’imprenditoria e nelle scuole. Il sindacato soffre ogni giorno la realtà della triste espansione del lavoro nero, precario, evasivo e delle imprese che così accantonano risorse da reimpiegare.
Sollecitiamo pertanto anche l'importante summit prefettizio del Comitato provinciale per la Sicurezza, ad affrontare queste tematiche negative e pesanti, che caratterizzano la nostra forte economia nel territorio, e penalizzano anche fortemente la concorrenza con le tante imprese che rispettano invece le norme lavorative e fiscali".
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