Compostaggio rifiuti organici, Europa Verde deposita progetto di legge in Assemblea legislativa
Nota stampa di Europa Verde:
"Prevenire la produzione a monte dei rifiuti ed evitare l’invio a termovalorizzazione e/o a smaltimento in discarica sono due dei principi dell’economia circolare nell’ambito delle strategie di gestione virtuosa delle risorse. In questo contesto, dopo aver portato ad approvazione il progetto di legge per la promozione della vendita di prodotti non pre-imballati sfusi o alla spina presentato dalla capogruppo Silvia Zamboni, oggi il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa regionale torna ad occuparsi di contenimento della produzione di rifiuti, in questo caso organici, con il progetto di legge “Disposizioni in materia di compostaggio di rifiuti organici nelle forme dell’autocompostaggio e del compostaggio di comunità” depositato oggi.
Il compostaggio, come è noto, è un processo biologico naturale aerobico mediante il quale residui di alimenti, sottoprodotti agricoli, sfalci di potatura, erba, foglie vengono sminuzzati, mescolati e aerati per garantire un’adeguata ossigenazione e poi decomposti dall’azione di microrganismi, lombrichi e insetti. Questo processo trasforma i rifiuti in una miscela soffice simile a terriccio bruno denominata compost, utilizzabile per concimare i terreni reintegrandovi sostanze nutritive e bioelementi. Per questo, il compostaggio riveste un ruolo importante nell’ambito non solo delle strategie di gestione dei rifiuti, ma anche della salvaguardia dell’ambiente ed in particolare della fertilità suoli. Mentre i fertilizzanti azotati di sintesi chimica stressano i terreni e portano al loro graduale impoverimento e all’inquinamento delle acque di falda, quelli organici come il compost svolgono invece una positiva azione di arricchimento.
Il progetto di legge depositato dal Gruppo di Europa Verde si propone, nello specifico, di ridurre la produzione dei rifiuti organici non inviati a recupero, nonché gli impatti sull’ambiente derivanti dalla gestione degli stessi attraverso l’incentivazione delle pratiche di compostaggio “di prossimità”, ossia di piccole dimensioni (capacità di lavorazione non eccedente le 130 tonnellate annue) e il cui trattamento avviene nell’ambito dello stesso comune ove sono stati prodotti oppure di comuni limitrofi. Le differenti tipologie di compostaggio di prossimità si dividono in “autocompostaggio o compostaggio domestico”, che in genere fa riferimento ad una sola utenza domestica o non domestica, e in “compostaggio di comunità”[1] effettuato da più utenze domestiche e non".
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