Mirandola, stop produzione alla Mozarc- Bellco. Bargi (Lega): “La Regione intervenga”
MIRANDOLA- “La notizia della chiusura del reparto produttivo della Mozarc Bellco di Mirandola, una delle aziende più importanti del distretto biomedicale modenese, rappresenta sul piano occupazione un vero e proprio “disastro”. Lo afferma il consigliere regionale modenese della Lega, Stefano Bargi, che esprime “profonda preoccupazione” per la situazione e manifesta “la propria totale solidarietà ai 350 lavoratori a rischio, tra cui 300 dipendenti diretti e diversi interinali”.
“La chiusura del reparto produttivo della Mozarc Bellco rappresenta un duro colpo non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l'intera economia della regione Emilia-Romagna. Il settore biomedicale è strategico per il nostro territorio, simbolo di eccellenza e innovazione, e una crisi di questa portata non si era mai registrata prima”- dichiara Bargi.
Il consigliere leghista, pertanto, invita la Regione Emilia-Romagna “a intervenire tempestivamente per scongiurare la perdita di questi posti di lavoro, lavorando al fianco dell'azienda per esplorare tutte le possibili soluzioni, compresa la ricerca di un nuovo acquirente per lo stabilimento di Mirandola”.
“La dipendenza dal capitale privato estero pone sempre dei rischi, soprattutto se un paese non riesce a tutelare i suoi interessi e permane in una crisi perpetua da trent'anni (guarda caso con l'adesione all'Euro). Se si pensa poi al caso specifico che stiamo aspettando da due anni risposte sulla assurda questione del Payback sulla fornitura di dispositivi medici, risposta che invece di giungere dalla politica resta in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale, nella speranza di una sentenza avversa al provvedimento di draghiana memoria. D'altronde, come ribadito più volte, non ci sono soldi. Pesa inoltre l'incapacità di difendere un settore "strategico" del territorio dalla ormai insostenibile concorrenza cinese”- aggiunge Bargi.
“Rivolgo un appello alle istituzioni regionali affinché possano garantire il supporto necessario ai dipendenti e si tuteli un settore vitale per la nostra economia, soprattutto in un momento in cui la concorrenza internazionale, particolarmente cinese, mette a dura prova la tenuta delle nostre imprese”, sperando che “l'assenza del presidente Bonaccini, che presto volerà a Bruxelles mentre con la testa è già là da tempo, non pregiudichi ogni possibile soluzione positiva della vertenza, conclude Bargi.
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