Mirandola, Palma Costi (Pd) al presidio dei lavoratori: “Annuncio di chiusura inaccettabile”
MIRANDOLA- "Non appena saputo del rischio, paventato dai vertici aziendali della ex Bellco, di chiusura o riduzione dello stabilimento di Mirandola, mi sono messa subito in contatto con l’assessore regionale Vincenzo Colla affinché la Regione si attivi per scongiurare quanto l’azienda ha annunciato".
La consigliera regionale Palma Costi è categorica rispetto ai venti di crisi che soffiano sulla Mozarc Medical, ex Bellco, fiore all’occhiello del distretto del biomedicale. A rischio ci sono 300 dipendenti sui 500 complessivi. Nel pomeriggio di mercoledì 12 giudice, reduce da un intervento all’anca, la consigliera regionale si è presentata al presidio dei lavoratori con le stampelle.
"Quanto annunciato è inaccettabile per un territorio come il nostro – ha rimarcato Palma Costi parlando ai lavoratori- Il biomedicale è qui e qui rimane il biomedicale, qui c'è un'azienda e qui deve rimanere. Non ci siamo rialzati dal terremoto perché qualcuno venga oggi a dirci che non ha più bisogno di noi. Questo non può succedere. Siamo in una terra dove siamo abituati ad investire, non ci sono delle porte girevoli dove uno entra e poi esce indipendentemente da quello che il territorio ha dato perché le aziende non sono qualcosa di privato ma di sociale, lo dice anche la Costituzione. In Emilia -Romagna si viene per ricercare, innovare, produrre e non per chiudere stabilimenti".
"La delocalizzazione o riduzione di una delle più importanti aziende del biomedicale avrebbe gravi conseguenze non solo sui lavoratori dell’azienda, ma anche su tutto indotto. Siamo a fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e anche in questo caso non lasceremo nulla di intentato – ha concluso Palma Costi.
Il Pd Bassa Modenese e il circolo Giovani Democratici della Bassa Modenese si schierano al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto produzione dell’azienda Mozarc-Bellco di Mirandola.
“La decisione di chiudere lo stabilimento senza preavviso e senza fornire alcuna spiegazione è ingiustificabile. In questo modo l’azienda, mettendo a rischio più di 350 lavoratrici e lavoratori, sceglie deliberatamente di depauperare il territorio. La chiusura dello stabilimento non avrebbe conseguenze gravi solo sulle lavoratrici e sui lavoratori, ma anche su tutto l’indotto”- afferma il segretario dei GD Testoni.
“Siamo accanto a loro e ai sindacati - prosegue Silvestri, coordinatore PD della Bassa Modenese- Questo territorio ha subito gravissimi danni dal terremoto del 2012, ma ha saputo rialzarsi così come tutto il settore industriale, e soprattutto il biomedicale, punta di diamante dell’Area Nord. Siamo già in contatto con l’assessore Colla per trovare una soluzione senza lasciare nulla di intentato”.
"Se le proprietà delle aziende pensano che il polo biomedicale di Mirandola, così come tutto il tessuto economico della Bassa modenese, siano a loro disposizione per le loro insostenibili politiche aziendaliste- concludono- sappiano che noi continueremo a difendere la ricchezza del nostro territorio, perché è solo così che possiamo garantire ai lavoratori e alle lavoratrici un futuro dignitoso, che non veda i dipendenti sacrificati sull’altare di mere ed inaccettabili pretese economiche".
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