Ministro Giorgetti a Mirandola, Confapi: “Lo Stato ci permetta di spendere i nostri soldi”
MIRANDOLA- Il presidente di Confapi Emilia Alberto Meschieri interviene sulla visita del ministro Giancarlo Giorgetti, in visita a Mirandola lo scorso 31 maggio.
Questa la nota:
"Ringrazio l'amministrazione per l'organizzazione di questo evento e l'on. Giorgetti per la sua disponibilità a partecipare. Da un paio di mesi sono stato eletto presidente di Confapi Emilia per rappresentare le piccole e medie imprese private del nostro territorio. Ma il problema che pongo, va ben oltre le nostre associate e ben oltre il nostro territorio.Sono stato il 31 maggio alla nostra Assemblea nazionale, dove anche gli on. Meloni, Tajani e Fitto sono venuti a portare i loro saluti e la loro visione della situazione. Transizione green, guerre, elezioni americane, catene di approvvigionamento, inflazione, credito, tanti problemi dai quali dipendiamo molto e dove il nostro non può che essere un contributo.Ma tra i problemi dei massimi sistemi, ne esistono di espressamente e tipicamente italiani: esclusivamente dipendenti dalle nostre regole, dalle nostre pratiche, dalle nostre usanze: che pesano sulla vita quotidiana delle nostre imprese e che rischiano di passare inosservate o date per acquisite ed immutabili.E così, avendo l'on. Giorgetti a Mirandola, ho lasciato in mattinata la città eterna per essere presente: spero ne sia valsa la pena.Quello che vorremmo è un intervento a costo assolutamente zero per lo Stato: non chiediamo soldi allo Stato, ma chiediamo che lo Stato ci permetta di spendere i nostri soldi.Se io oggi vendo un prodotto, continuo a sperare di incassare i miei soldi a 90, 120, 150 giorni: se tutto va bene.Nel frattempo, se voglio pagare dipendenti e materie prime, devo andare in banca, chiedere un anticipo delle fatture emesse, sperare che me lo concedano al prezzo che vogliono e spesso chiedendomi in garanzia la casa. Se poi, il mio cliente decide di non pagare, la banca mi mangia la casa e mi rovina. Non può funzionare.E non mi si dica che la legge esiste già, perché non funziona; non esiste che un fornitore chiami in causa un cliente perché non viene pagato in 30 giorni: perché smetterebbe di lavorare con chiunque.Ne ho parlato con Renzi, con Grillo e con Di Maio: senza evidentemente avere molti riscontri. L'unico, Renzi, che disse "magari quando sarà operativa la fatturazione elettronica...".Si, forse, perché in effetti se io a fine mese sforo di poche centinaia di euro il fido di cassa, vengo messo- senza che nessuno me lo chieda- in Centrale Rischi: con grandi complicazioni per almeno 6 mesi.Allora si faccia un controllo che, ad ogni fattura elettronica emessa, se dopo 30 giorni non interviene il pagamento, scatta una segnalazione, una sanzione, qualcosa.Ripeto, non chiediamo soldi dallo Stato. Ma lo Stato, a costo zero, ci permetta di spendere i nostri e non rischiare default per colpa di cattivi pagatori."
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