Cristiana Pavirani: ”Insegno alle persone a realizzare capi unici per il proprio guardaroba”
di Francesca Monari
RAVARINO - Dopo 13 anni da dipendente la frenesia con cui abitualmente viveva le sue giornate le dava letteralmente ‘del filo da torcere’, così ha deciso di mettersi in proprio e oggi crea ciò che le piace.
La passione dell’imprenditrice ravarinese per la sartoria è nata vestendo bamboline di carta da piccola. Nonostante l’insistenza della sua professoressa di italiano che la voleva al Classico, Pavirani sceglie di frequentare Moda al Deledda di Modena.
“Ho cominciato così a cucirmi i vestiti e ben presto a fare capi per tutta la famiglia: mi piaceva così tanto che non ho più smesso” - esordisce.
“Incredibile da concepire per i giorni nostri, ma le aziende ti venivano a cercare subito dopo la maturità: così, dopo due mesi passati a lavorare in un maglificio a Carpi, sono stata cercata ed assunta da un’azienda di biancheria intima di Modena, dove sono rimasta tredici anni. Lì sono cresciuta molto professionalmente, ho studiato per specializzarmi in corsetteria e biancheria intima in un noto istituto di moda bolognese, diventando la responsabile del reparto campionario”- ricorda.
Alla nascita del suo secondo figlio, per conciliare senza troppi sensi di colpa il ruolo di mamma e quello di lavoratrice si è messa in proprio e ha dato vita alla “Angel & Joy“. Tutto è cominciato progettando, creando e commercializzando presso pochi e selezionati punti vendita il suo primo campionario di biancheria intima.
“Ho iniziato con alcuni rotoli di tessuto e due macchine da cucire in sala da pranzo, con un occhio sulla macchina da cucire ed uno sui bambini. Successivamente ho aperto un piccolo laboratorio ben attrezzato che è quello dove lavoro attualmente” - spiega.
Oggi Pavirani crea pezzi unici, personalizzabili e su misura. Adora andare alla ricerca di stoffe, passamanerie ed accessori: acquistarli è ciò che preferisce. Quando un tessuto la colpisce è perché vede già il capo realizzato come le suggerisce la fantasia.
“Ma oggi, soprattutto, insegno l'arte della sartoria e della ‘moda lenta’. Insegno a creare da zero il proprio guardaroba e anche a recuperare i vestiti che non si usano più: tutto questo per cercare di sensibilizzare quante più persone possibili in ottica di un’economia circolare. Poi preparo professionalmente chi ha il desiderio di cambiare attività e, perché no, offro un qualcosa che assomiglia tanto a una terapia anti-stress”- racconta.
Quando ha cominciato ha sfidato se stessa: portare dei potenziali clienti in un piccolissimo paese della Bassa per seguire un corso di cucito in presenza. E, nonostante la pandemia, questa è diventata l’attività di punta.
“Ho clienti che seguono i corsi online da diverse parti d'Italia e che poi addirittura mi raggiungono pernottando qui, frequentando le lezioni in atelier e assaporando le prelibatezze della nostra regione. Questa è una cosa che mi rende davvero orgogliosa” - conclude.
In questa storia ‘di cucito’ c'è tutto: audacia, determinazione, ottimismo e soprattutto un genuino entusiasmo. E come scriveva Phil Knight, cofondatore di un noto brand sportivo: ‘lascia che gli altri definiscano folle la tua idea: tu prosegui per la tua strada. Non ti fermare’.
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