Chiusura Mozarc-Bellco, Marchesi (FdI): “Raccogliamo i frutti, purtroppo, di una mancanza di visione”
MIRANDOLA- Il segretario Circolo Fratelli d'Italia di Mirandola Massimo Marchesi interviene sul recente annuncio della chiusura dello stabilimento mirandolese Mozarc- Bellco.
Questa la nota:
"In questi giorni apprendiamo con dolore la scelta dell'azienda Bellco-Mozarc di chiudere lo stabilimento produttivo di Mirandola, che offre lavoro a circa trecento famiglie della nostra zona. Questa è purtroppo una logica delle multinazionali, che trovano vantaggi e attrattive produttive in aree diverse dalla nostra.
Ma qui un motivo c’è. Già nel 1994, il compianto dott. Mario Veronesi, fondatore dell'azienda e pioniere dello sviluppo del biomedicale nel nostro territorio, cercò una sinergia con il nostro ospedale. Questa collaborazione avrebbe potuto portare a un notevole impulso nella ricerca biomedica e a uno sviluppo del nosocomio, creando un’area sanitaria di eccellenza. Tale sviluppo avrebbe potuto attrarre persone e strutture di ospitalità, beneficiando tutta la comunità locale, in una zona dove il turismo difficilmente si sviluppa.
Tuttavia, invece di incentivare questa potenziale realtà, l’offerta è stata più volte rifiutata. Ancora oggi è difficile comprendere questa decisione, che avrebbe potuto rendere il nostro ospedale di primo livello, superando il Ramazzini, che attualmente vanta questo titolo senza avere i numeri sufficienti per sostenerlo.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, i governi di sinistra che si sono succeduti a Mirandola non hanno fatto nulla per migliorare la viabilità della nostra zona. Ci sono state tante promesse inutili dalla Regione, l'ultima delle quali, in questa campagna elettorale, che vede il governatore uscente posticipare ulteriormente al 2025 la risoluzione del tratto della Cispadana, che avrebbe portato un enorme beneficio anche a questa azienda.
Ricordo quando fu costruito il magazzino computerizzato all'avanguardia, visibile dall'incrocio all'entrata di Mirandola. Furono fatte promesse sul miglioramento della viabilità, poiché la movimentazione del magazzino avrebbe portato a un aumento del traffico pesante su una strada come la Statale 12 “Canaletto”, dove il passaggio tra camion in corsie inverse lascia solo 20 cm di spazio tra gli specchietti retrovisori.
Oggi raccogliamo i frutti, purtroppo, di una mancanza di visione, lungimiranza e imprenditorialità che non rende la nostra area competitiva con le esigenze aziendali, troppo a lungo trascurate. Ora, chi ne paga le conseguenze si trova davanti ai cancelli, riempito di parole vane da chi utilizza questa situazione anche per lo show mediatico del prossimo ballottaggio".
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