Appalti pubblici etici: approvata la risoluzione di Europa Verde
L'11 giugno, in tarda serata, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato la risoluzione di Europa Verde che impegna la Giunta e gli enti controllati dalla Regione ad adottare i principi e la modalità degli appalti pubblici etici: al fine di tenere conto di eventuali violazioni dei diritti umani e/o del diritto internazionale da parte delle imprese, così da escluderle in fase di valutazione delle loro offerte in risposta ai bandi regionali. La risoluzione impegna inoltre la Giunta a inserire il requisito etico legato al rispetto dei diritti umani nel “Protocollo d’Intesa tra Regione Emilia-Romagna e Cgil-Cisl-Uil ER in materia di legalità e appalti” sottoscritto nel dicembre 2021.
La codificazione degli appalti etici ha preso l’avvio nel giugno 2011 quando il Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni unite ha adottato all’unanimità un documento preparato dal professor John G. Ruggie, allora rappresentante speciale del segretario generale dell’ONU, intitolato “Principi Guida su Imprese e Diritti Umani” (Guiding Principles on Business and Human Rights). Tale documento definisce un insieme di regole di comportamento in materia di diritti umani sia per le imprese sia per gli Stati che hanno il compito di controllarle, e risponde alla necessità di colmare il vuoto normativo esistente a livello internazionale riguardo ai potenziali impatti negativi dell’attività imprenditoriale sul rispetto dei diritti dell’uomo. I 31 Principi Guida contenuti nel documento ONU indicano l’obbligo degli Stati di tutelare i diritti umani contro violazioni ed abusi e la responsabilità delle imprese di rispettarli, comportandosi in modo da evitarne la violazione e da affrontare gli impatti negativi che possono derivare dalle proprie attività.
In attuazione dei Principi Guida delle Nazioni unite su Imprese e Diritti umani, l’Italia è stata tra i primi Paesi al mondo a dotarsi, nel 2016, di un Piano d’Azione nazionale (PAN) in tema di Impresa e Diritti umani (Business and Human Rights - BHR). Successivamente, il Comitato Interministeriale per i Diritti umani (CIDU) ha pubblicato in data 10 dicembre 2021 il secondo piano quinquennale (PAN BHR 2021-2026). Nella sezione “Appalti pubblici”, viene sottolineato che l’Italia “aderisce pienamente al principio dell’appalto socialmente responsabile ed è impegnata nell’assicurare che il rispetto dei diritti umani sia preso in considerazione in tutte le fasi dell’appalto”.
Nel dicembre 2021 la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra Regione Emilia-Romagna e Cgil-Cisl-Uil ER in materia di legalità e appalti con il quale viene assicurato l’impegno da parte delle stazioni appaltanti di confrontarsi preventivamente con i soggetti firmatari e le Organizzazioni sindacali firmatarie prima diavviare le procedure di appalto. Per promuovere la legalità vengono anche rafforzatii requisiti qualitativi e reputazionali nelle procedure di assegnazione degli appalti, incentivando imprese e operatori economici più affidabili, iscritti agli elenchi di merito. Ora, con l’approvazione della delibera di Europa Verde, il Protocollo verrà integrato con i principi degli appalti etici.
"Sono molto soddisfatta per l’approvazione della mia risoluzione e per il sostegno ricevuto dalle colleghe e dai colleghi della maggioranza. In una fase così drammatica, caratterizzata dal conflitto in Ucraina, nella Striscia di Gaza e in altre terre martoriate dalle guerre, è doveroso per la Regione Emilia-Romagna adottare il modello degli appalti pubblici etici per escludere dai propri fornitori imprese che violino i diritti dell’uomo e il diritto internazionale - dichiara Silvia Zamboni, vicepresidentessa dell'Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e capogruppo di Europa Verde - Sono già diverse le città in Europa e nel mondo, tra cui di recente anche il Comune di Bologna, che hanno approvato provvedimenti che richiamano i Principi Guida delle Nazioni unite su Imprese e Diritti umani. Procedure etiche di appalto sono indispensabili per promuovere il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese con cui le amministrazioni pubbliche conducono transazioni commerciali. E in questo momento storico così drammatico è più che mai urgente vigilare per evitare di tenere, anche inconsapevolmente, rapporti economici con aziende complici di violazioni dei diritti dell’uomo, del diritto internazionale e dei crimini commessi nelle aree del mondo afflitte dalle guerre”.
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