Negozi e un finto CAF trasformati in case per appuntamenti, 7 indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione
MODENA - Nella mattinata di giovedì 9 maggio, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all'ordinanza di misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria nei confronti di due cittadini italiani e cinque cittadini rumeni, gravemente indiziati a vario titolo del delitto di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
L'attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile sotto la direzione e il coordinamento della Procura di Modena, ha avuto inizio nel 2022 a seguito di segnalazioni da parte di alcuni residenti e ha consentito di acquisire fonti di prova in ordine alla destinazione all'attività di prostituzione di alcuni edifici situati nella città di Modena. Per dissimulare quanto accadeva all'interno degli immobili, era stata apposta sulla porta d'ingresso la cartellonistica di un Centro di Assistenza Fiscale (CAF).
Le ragazze venivano contattate dai clienti mediante annunci inseriti su siti di incontri e gli appuntamenti venivano fissati presso uno degli immobili in questione. I due cittadini italiani si occupavano del reperimento degli immobili, attraverso una fittizia intestazione dei contratti di locazione, e della gestione degli adempimenti burocratici relativi agli stessi, per poi concederli in locazione allo scopo di esercizio di una casa di prostituzione alle ragazze, sfruttandone l'attività e richiedendo loro un canone di affitto superiore di gran lunga ai prezzi di mercato (300/400 euro settimanali).
I cinque indagati rumeni, oltre a intrattenere rapporti con i due cittadini italiani e a monitorare gli spostamenti delle ragazze per evitare di attirare l'attenzione del vicinato, incassavano parte delle somme derivate dall'attività di prostituzione. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, all'interno dell'abitazione di uno dei due italiani sono stati rinvenuti e sequestrati 40mila euro in contanti. Nell'ottobre 2022, nel corso dell'indagine, la Squadra Mobile aveva proceduto al sequestro preventivo di uno dei locali in questione, in quanto, durante un controllo, aveva riscontrato che lo stesso era stato trasformato a uso abitativo, ovvero in maniera difforme dalla sua destinazione d'uso, rinvenendo altresì materiale comprovante l'attività di prostituzione. Sono in corso ricerche, sia sul territorio nazionale che all'estero, volte a rintracciare tre degli indagati.
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