Mirandola, Bassoli: “A 12 anni dal sisma la ricostruzione è bloccata”
MIRANDOLA- Il candidato sindaco alle prossime Amministrative di Mirandola Carlo Bassoli interviene in occasione del 12° anniversario del sisma 2012.
Questa la nota:
"Il 29 maggio di dodici anni fa Mirandola fu colpita dal secondo terremoto distruttivo in poco più di nove giorni. Due tremende scosse che portarono morte, dolore e distruzione nel cuore dell’Emilia-Romagna. Mirandola fu tra i comuni più colpiti.
Dopo le prime ore di paura e di disperazione seguirono, con l'aiuto della Regione, della Protezione Civile e del volontariato, i giorni del coraggio, del ripristino della sicurezza e delle sistemazioni provvisorie.
È da lì che, in modo corale, Istituzioni, imprese, sindacati, scuole e associazioni ipotizzarono un percorso di ricostruzione che doveva partire dalla necessità di mantenere coesa la nostra comunità ripristinando scuole, servizi alle persone, poi aziende e infine case ed edifici storici pubblici. Ci rimettemmo in piedi decisi a ricostruire la nostra città, la nostra vita, il nostro destino.
Fu uno straordinario impegno sociale e civile che arricchì la nostra comunità di coesione, di idee e di orgoglio. Lo si doveva prima di tutto alle persone che persero la vita in quel tragico maggio, e che oggi ricordiamo come una perdita incolmabile, poi ai giovani che avrebbero dovuto essere la speranza su cui ricostruire un domani. Purtroppo negli ultimi anni la ricostruzione si è bloccata. È praticamente ferma la ricostruzione di tutti gli edifici pubblici terremotati in capo all'amministrazione comunale: il Castello, l'ex Gil, il Teatro, i palazzi pubblici di via Pico/via Roma, il collegio dei Gesuiti in via Montanari, la chiesa del Gesù, le tribune dello stadio, a Mortizzuolo l'area della donazione Paolucci, la casa comunale a S. Martino Spino. Sul Municipio e sulla scuola elementare di via Circonvallazione si sta lavorando da anni senza sapere quando questi edifici torneranno a disposizione della nostra comunità.
Non si può far finta di niente o accampare scuse. Altre amministrazioni sono riuscite, in questi anni, a portare a termine la ricostruzione delle parti storiche delle loro città. Mirandola non può permettersi questi ingiustificati ritardi e non può permettersi, in futuro, un'amministrazione incapace di affrontare con efficacia il nodo della ricostruzione che è determinante per dare, al centro storico e a tutta Mirandola la forza e la bellezza, per essere attrattiva e protagonista di un nuovo sviluppo di qualità.
Come dopo il terremoto anche oggi, per rilanciare la nostra comunità, per fare di Mirandola una città europea accogliente bisogna ripartire dalla ricostruzione e riqualificazione del centro storico, dalla scuola come fulcro della comunità, dai luoghi di aggregazione e culturali per i giovani, dai servizi alle persone a domicilio iniziando dalle frazioni, dal sostegno alle imprese e dal diritto di tutti ad una casa economicamente accessibile".
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