Ladri al Comune di Mirandola. Bassoli: “C’è il rischio di una violazione della privacy”
MIRANDOLA- Il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Bassoli interviene in merito al furto avvenuto nella sede del Municipio di Mirandola, probabilmente nella notte di domenica 26 maggio.
Questa la nota di Bassoli:
"Abbiamo appreso di un furto avvenuto nella sede del Municipio di via Giolitti nel fine settimana. Secondo il comunicato dell’attuale amministrazione, sono stati rubati alcuni computer portatili e un paio di cellulari di servizio dagli uffici che sono stati trovati aperti. L’amministrazione ha definito il furto di "modesta entità". Nella Relazione di fine mandato 2019-2024, pubblicata un mese fa, si legge che: "Dal 1° gennaio 2023, il Servizio Informatico, prima gestito a livello unionale, è stato assegnato al SETTORE 1 - Affari Generali. Questo servizio, però, è ancora sprovvisto di un responsabile, con la conseguenza che fa capo direttamente al dirigente.
Ci chiediamo chi abbia valutato la modesta entità del furto e perché l’attuale amministrazione non abbia ancora identificato un responsabile per un ruolo così tecnico e importante.
Minimizzare un aspetto così cruciale è sintomo di una scarsa capacità di comprendere la digitalizzazione. Il furto di un computer non comporta solo la perdita dell’hardware, ma soprattutto dei dati in esso contenuti.
Se i dispositivi rubati contenessero documenti sensibili o personali in lavorazione da parte di un dipendente, le conseguenze potrebbero essere gravi e molteplici. In primo luogo, ci sarebbe il rischio di una violazione della privacy, con la possibilità che informazioni personali o riservate dei cittadini o dei dipendenti del Comune finiscano nelle mani sbagliate. Questo potrebbe portare a danni reputazionali per l'ente, con una possibile perdita di fiducia da parte della comunità.
Inoltre, i documenti rubati potrebbero contenere informazioni critiche o strategiche che, se divulgate, potrebbero compromettere operazioni o decisioni future del Comune. La divulgazione non autorizzata di tali informazioni potrebbe anche mettere a rischio la sicurezza fisica di persone coinvolte, se ad esempio i documenti contenessero dati
personali sensibili o informazioni su piani di sicurezza.Nel caso in cui i dispositivi rubati avessero impostato un accesso VPN (Virtual Private Network), il problema si amplificherebbe ulteriormente.
L'innovazione tecnologica senza la capacità di valutare e gestire correttamente eventi avversi, come i furti di dispositivi contenenti dati sensibili, è preoccupante. Sebbene rari, tali incidenti devono essere affrontati con prontezza. Senza misure di sicurezza adeguate, i progressi tecnologici espongono l’Amministrazione e i suoi cittadini a gravi rischi. Per non dire della cassaforte “presa di mira”: è stata aperta?. Siamo certi che la videosorveglianza porterà quanto prima all’individuazione dei colpevoli ma nel frattempo sarebbe giusto informare i cittadini relativamente ai dati e ai documenti sottratti sia cartacei che digitali".
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