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04 Maggio 2026
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La circonvallazione a doppio senso, il certificato di battesimo, la cassaforte violata: ecco gli highlights del confronto politico a Mirandola

Di Marcello Benassi
 

E’ la tenzone finale, l’all in dei quattro aspiranti alla carica di primo cittadino mirandolese, il confronto definitivo prima del responso insindacabile delle urne: Letizia Budri, première dame leghista a capo del centrodestra, Carlo Bassoli, ex terzino spostato a punta d’attacco (dopo il no del dottor Toscani) e leader del centrosinistra, Giorgio Siena, centrista di “Più Mirandola” con velleità maggioritarie, e Giorgio Cavazza, il grillino responsabile del “gran rifiuto” al campo largo, si sono sfidati nella serata di giovedì 30 maggio. A incalzare con domande puntuali e ficcanti i quattro contendenti, un quartetto di giornalisti nostrani che non le mandano a dire: Alberto Greco, penna de “Il Resto del Carlino” di Modena, Antonella Cardone, direttrice della nostra testata Sulpanaro.net, Tito Taddei, a capo di “In-format”, e Chiara Marchetti, collaboratrice de “La Gazzetta di Modena” e di "Trc".

La circonvallazione a doppio senso, il certificato di battesimo, la cassaforte violata: sono gli highlights della serata mirandolese

Dopo il confronto sul tema casa, Antonella Cardone punge i quattro aspiranti sindaci sul tema della decrescita demografica e dell’invecchiamento della popolazione. “C’è una politica attrattiva per le famiglie?”, domanda la direttrice della nostra testata. “Vogliamo attuare progetti sociali utili per bambini e genitori, anche allestendo spazi, occorrono proposte”, risponde Cavazza, “mentre per i giovani bisogna pensare a luoghi di aggregazione, uscendo dalla dimensione virtuale in cui tanti di loro versano. Immagino il Collegio dei Gesuiti ristrutturato e adattato per i nostri giovani”. La palla passa poi a Bassoli, che insiste sulla necessità di trattenere la forza lavoro che si concentra su Mirandola: “la nostra economia attrae, a dispetto del calo demografico. Per questo, l’immigrazione ci fornisce un salvagente. Egualmente, siamo intenzionati a creare una consulta dei giovani”. “Così si offre un assist alla destra, che parla spesso di sostituzione etnica”, appunta Cardone, ma riceve il diniego del leader del centrosinistra – “l’incremento del 10% della popolazione non deriva dagli immigrati”, commenta Bassoli. “Investiamo sui nidi, sulla prevenzione dell’abbandono scolastico, sulla formazione regionale professionale”, riflette Siena, “quest’ultima va portata nell’Area Nord”. Conclude il giro d’interventi Letizia Budri, con un riferimento alla propria storia personale. “Nel 2017 mia figlia non fu ammessa al nido”, dichiara l’assessora ai lavori pubblici, “quindi dovemmo chiedere aiuto ai nonni. È importante coordinare tempo scuola e attività extra-scolastiche, con un ecosistema di offerta fra scuola di musica, polisportive e istruzione pubblica. In più, le aziende devono fare la propria parte, attivando misure di welfare”. “E’ un modello fordista superato”, ribatte Antonella Cardone.

Spazio alle domande di Tito Taddei, di “In-Format”, che chiede conto di alcuni aspetti legati all’attualità: dagli spazi pedonali in piazza, passando per la città storica, la circonvallazione a doppio senso e l’iniziativa della fiera, fino al poco verde presente in centro. Riparte la Budri, con una rivendicazione dell’operato dell’amministrazione Greco: “abbiamo allargato la zona pedonale, ma i cantieri impediscono ancora di fare quanto auspicato. Per quanto concerne la città storica, la proposta di Siena mi trova d’accordo, mentre, a proposito della circonvallazione, devo dire che ad oggi non è una priorità”. Siena raccoglie l’assist dell’avversaria di centrodestra e insiste sulla città storica. “Questo modello urbano è un luogo di vita”, rilancia l’ex preside, “nonostante richieda tempi lunghi. La circonvallazione? Resta a senso unico, anzi propongo di ridurre la carreggiata per aumentare i parcheggi”. “L’area pedonale va espansa, ma il bilancio con i parcheggi va meditato”, afferma Bassoli, “in più, sono contrario alla circonvallazione a doppio senso. Serve un percorso di crescita mirato agli eventi culturali”. Giorgio Cavazza chiude rimarcando la necessità di interdire il centro città alle auto. “Lo street food in fiera non è necessario, si diffonde l’odore di fritto”, ironizza.

Quale sogno avete per la Mirandola del domani?”, domanda Chiara Marchetti, de “La Gazzatta di Modena”. “Bisogna restituire orgoglio e soddisfazione ai mirandolesi”, risponde Letizia Budri, “avvalendosi delle potenzialità del territorio. Sorpassiamo la nostalgia e creiamo il futuro”. Siena sintetizza i propri auspici con una cifra evocativa: “vogliamo Mirandola 50.000, con una fusione utile a darci forza. Andiamo oltre i campanili. Mi piacerebbe avere il cinema in centro, magari nell’edificio del teatro e in castello”. “Per noi, la Mirandola del futuro deve essere ospitale, pulita, multiculturale e ben mantenuta”, prosegue Carlo Bassoli, “con la consapevolezza di essere una realtà attrattiva”. Cavazza sogna “in grande”: “magari restaurare le antiche mura… Restando nell’ambito del possibile, vorrei che qui l’aria fosse più pulita, con una sinergia forte fra centro e frazioni”. Poi, la bomba: “comunque, anche noi siamo favorevoli alla circonvallazione a doppio senso, è nel nostro programma”.

Breve intermezzo di Antonella Cardone, che si complimenta con i candidati per l’attenzione dimostrata verso il valore formativo e culturale della musica.

“Torniamo ai temi concreti”, incalza Alberto Greco de “Il Carlino”, “poiché il trasporto pubblico di questa città è da medioevo. Vi siete posti questo problema?”. Il candidato pentastellato rimanda all’importanza dell’ecologia, ipotizzando navette elettriche e car sharing: “è fondamentale pensare a una strada a scorrimento veloce che non intasi i centri storici”. “L’amministrazione deve dialogare con l’azienda di trasporti, risolvendo i problemi di collegamento fra Mirandola e le aree circostanti”, fa eco l’avversario di centrosinistra. Siena invoca maggiore flessibilità, mentre Letizia Budri rivendica il superamento del Prontobus, utile al contenimento dei costi.

Tocca ad Antonella Cardone, che introduce il tema bollente dell’ospedale con un excursus storico: “fino al 1994, la sanità era equamente distribuita in provincia. Poi, i progetti di edificazione dell’ospedale unico della Bassa sono naufragati. I fondi destinati a quell’iniziativa sono spariti. Con il PAL del 2010, Mirandola è ridotto a ospedale di prossimità, fino all’ulteriore declassamento del 2014. Di fronte all’accordo sul nuovo PAL, come si comporteranno i candidati?”. “E’ il problema numero uno, a fronte di un governo nazionale che investe in armi e non in sanità”, affonda Giorgio Cavazza, “mentre la Regione finanzia Carpi e non Mirandola. Il nostro territorio ha subito tagli difficilmente sanabili”. Non ci sta Bassoli: “smettiamola di rappresentare il Santa Maria Bianca come una struttura prossima alla chiusura. Certo, ci sono stati attacchi, ma crediamo che la sanità vada tutelata: in caso di vittoria, l’assessorato al Dottor Toscani è assicurato”. La Budri mette l’accento sulla ripresa delle prestazioni post-sisma. “Ci sono difficoltà contingenti”, dice, “bisogna che tutti lavorino per rivendicare i più alti standard. Invito alla lungimiranza: l’ospedale baricentrico è stato auspicato anche da Belelli e Muzzarelli”. “Dal 2019 ad oggi, il nosocomio mirandolese funziona meglio”, commenta Siena, “comunque, come dimostrato dall’emergenza covid, gli ospedali non devono essere l’unico presidio”.

Tito Taddei riprende con un titolo: “Mirandola è una città sicura?”. Letizia Budri parte dal furto avvenuto in municipio, rivelando la sottrazione – da parte dei ladri – di dispositivi informatici, nonché l’apertura di una cassaforte. E qui tutti i giornalisti sobbalzano, perchè nelle comunicazioni ufficiali fatte alla scoperta del furto, definito dal Comune "lieve", non si era parlato di una cassaforte che era stata aperta. "Il reato cambia, non sono più ladruncoli", è  fatto notare.
“Il tema della sicurezza ha a che fare anche con la percezione personale, è complesso”, sostiene la leghista, “però occorre evitare la formazione di aree di degrado e le forze dell’ordine devono essere presenti”. Bassoli riflette sui recenti episodi di cronaca, incalzando sul furto in municipio. “L’amministrazione Greco si è rivelata inefficace sul tema sicurezza”, punge, “quest’ultima si fa anche ripopolando le aree disagiate”. Giorgio Cavazza riprende le affermazioni del dem: “la sicurezza comincia dentro le mura domestiche, segnatamente per quanto concerne la violenza sulle donne. La Mirandolexit ha certamente inciso sul controllo del territorio”. Conclude Siena, rammentando lo smantellamento del campo rom: “la sicurezza è un problema complesso e serio, che va affrontato in maniera strutturata”.

La serata si chiude con gli appelli al voto, durante il quale Bassoli tira fuori il suo certificato di battesimo. "Non pensavo che saremmo arrivati a tanto - dice guardando negli occhi il leghista Guglielmo Golinelli che è tra il pubblico - ma sui social è stato messo in dubbio che io fossi battezzato: ecco".

 

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