Mirandola, bilancio contestato dal Pd: “Impennata dei costi e ritardi sulla Ricostruzione”
MIRANDOLA- La consigliera mirandolese Alessandra Mantovani del gruppo Pd interviene sulla variazione di bilancio presentata dalla Giunta Greco e votata nel corso dell'ultimo Consiglio comunale.
La nota:
"Nel corso del Consiglio comunale del 15 aprile il Gruppo Partito Democratico ha espresso un voto contrario alla quarta
e ultima variazione di bilancio presentata dalla Giunta Greco, ritenendo che da essa emergano con evidenza i limiti
politici di questa Amministrazione, soprattutto per ciò che concerne investimenti e opere pubbliche.Un voto contrario, in primo luogo, per ciò che manca: ad esempio le previsioni per le manutenzioni straordinarie delle
strade e delle ciclabili che appaiono del tutto insufficienti a fronteggiare una situazione in via di continuo degrado, nel
capoluogo e nelle frazioni. I 400.000 euro previsti a bilancio non bastano. Considerata la dimensione dell’avanzo di circa 5.000.000 di euro, sarebbero stati possibili investimenti ben più cospicui a risolvere situazioni che potrebbero sfociare in vere e proprie emergenze.In secondo luogo, abbiamo votato contro per le criticità che i numeri denunciano nel settore delle opere pubbliche.
Non solo siamo in ritardo su tutti i fronti, ma le continue variazioni in rialzo - per fare solo due esempi sulla biblioteca e sul nuovo nido - creano seri dubbi sulla attendibilità delle previsioni e sulla capacità della giunta di verificare e risolvere le situazioni, con un procedere a vista che si ripete ormai ad ogni passaggio di bilancio.Ci siamo trovati a votare, astenendoci, su un aumento della spesa di circa 2.200.000 Euro per il recupero del Palazzo
municipale, che rappresentano ben il 40% in più dell’intero ammontare della cifra prevista per il restauro. Una manovra introdotta come emendamento all’ultimo momento utile per il voto, non suffragata da documentazione tecnica, con un procedimento che lascia perplessi a partire dal metodo.Si tratta – sostiene l’Amministrazione – solo di un anticipo rispetto a ulteriori risorse commissariali, date per certe, necessario a non fermare i lavori e a scongiurare l’ennesimo ritardo. Ci auguriamo davvero possa essere così, ma a fronte di una perizia di variante non ancora formalizzata, non mancano le preoccupazioni.
La voce più sorprendente riguarda però il contenzioso. In questa variazione il contenzioso per il Teatro Nuovo cresce
di altri 90 mila euro e arriva a 193 mila euro. Il fondo accantonamenti per i contenziosi delle opere pubbliche ammonta a 1.284.000 euro. Cosa sta accadendo? Una domanda che l’Amministrazione doveva già farsi già da tempo, informando il Consiglio e i cittadini e trovando una via d’uscita da situazioni conflittuali che rischiano di danneggiare il bilancio, ritardare le opere, e creare un clima di sfiducia fra le imprese e l’ente pubblico.Abbiamo compreso alla fine che il nodo è ancora una volta un aumento di spesa di più di 1.000.000 di Euro, previsto per la
ristrutturazione del Teatro Nuovo. Poco vale al consigliere Golinelli inveire contro la precedente Amministrazione, come se non fosse noto a tutti che, a partire dalla conclusione della gara d’appalto a giugno 2019, tutti i passaggi progettuali sono stati in capo a questa Giunta e all’assessora competente Letizia Budri.Più che bizzarro poi che, nella foga della polemica e della mancanza di argomenti, Golinelli affermi che sia stato un errore della precedente Amministrazione essersi impegnata direttamente nella direzione dei lavori di ristrutturazione del Teatro Nuovo o dell’edificio Ex-Gil perché – afferma – questi non sono nemmeno di proprietà comunale. Il che suscita più di un
interrogativo su che idea il consigliere e questa Amministrazione abbiano di che cosa voglia dire farsi carico del
governo della città".
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