Modena, 23enne guineano denuncia: “Picchiato dai Carabinieri durante un controllo”
MODENA - Lo avrebbero fermato in largo Garibaldi, a Modena, dove si trovava in attesa di prendere l'autobus per recarsi al lavoro, e, poi, dopo avergli chiesto i documenti e dopo che lui aveva risposto di non averli con sè, lo avrebbero preso a pugni nel tentativo di farlo entrare in auto per portarlo in caserma.
E' quanto sarebbe avvenuto mercoledì pomeriggio, come denuncia un 23enne guineano, in Italia dal 2017 e attualmente impiegato presso un ristorante di San Damaso. Protagonisti della violenza nei suoi confronti sarebbero stati due Carabinieri: c'è un video, diventato virale sui social e ora nelle mani della Procura, che riprende il momento in cui i due Carabinieri cercano con la forza di fare entrare il giovane in auto. Il giovane sarebbe stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento dell'auto di servizio.
Il 23enne spiega, inoltre, di essere stato picchiato anche in caserma: una volta rilasciato, si è recato in ospedale, da dove è uscito nel pomeriggio di ieri, giovedì 14 marzo: ora ha annunciato l'intenzione di sporgere denuncia per quanto avvenuto. "Mi hanno picchiato senza motivo: io non ho fatto nulla, volevo solo andare a lavorare. Non mi hanno chiesto il mio nome e neppure dove stessi andando" spiega il 23enne.
In attesa delle indagini, i due militari coinvolti sarebbero stati trasferiti in altre stazioni.
Sulla vicenda intervengono il garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, e la garante dei detenuti a Modena, Laura De Fazio. I due garanti hanno interpellato il comandante provinciale dei Carabinieri di Modena, Antonio Caterino, per chiarire quanto accaduto:
“Dalle immagini che girano – rimarcano i garanti Cavalieri e De Fazio – emergono comportamenti inadeguati da parte delle forze dell’ordine rispetto a questo tipo di controlli. Resta il fatto che nel video manca la parte precedente all'accaduto, necessaria per rendere il quadro completo”. Per i due garanti, comunque, l’episodio “è da ritenersi grave e lesivo della libertà delle persone sottoposte a fermo e controlli e da considerarsi assolutamente isolato rispetto a quanto avviene nei normali rapporti tra cittadini e forze dell’ordine”. Relativamente al colloquio con Antonio Caterino, i due garanti sottolineano che “il comandante è apparso evidentemente colpito da quanto successo e, come già reso noto, i due militari sono stati destinati ad altri compiti in attesa di accertamenti”.
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