Luoghi di lavoro che promuovono salute, nel modenese oltre 40 aziende hanno aderito al programma
Aziende che organizzano camminate di gruppo per i propri dipendenti o che propongono nelle mense interne cibi salutari tra cui pane con meno sale. Sono solo alcuni esempi delle attività messe in campo da oltre quaranta aziende del Modenese – per un totale di circa 9.500 lavoratori coinvolti – che partecipano al programma regionale ‘Luoghi di lavoro che promuovono salute’, promosso dalla Regione nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione 2021-2025. Un progetto nato proprio nell’Ausl di Modena circa dieci anni fa e poi entrato nel Piano Regionale della Prevenzione (PRP) e successivamente anche nel Piano nazionale, coinvolgendo migliaia di aziende in tutta Italia. L’elenco completo delle imprese che aderiscono in Regione Emilia-Romagna, compresa la provincia di Modena, è pubblicato sul sito della Regione nella sezione dedicata PRP.
Obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare le aziende e i loro dipendenti sull’importanza di adottare sani stili di vita a cominciare dal luogo di lavoro: per aderire, in modo volontario, le aziende si possono rivolgere alle Ausl, in particolare al Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro del Dipartimento di Sanità Pubblica, e devono compilare una scheda indicando il tipo di attività che si impegnano a mettere in campo per promuovere la salute. Ogni azienda deve predisporre una “bacheca della salute” che illustri il progetto e metta a disposizione dei lavoratori materiali informativi sui sani stili di vita e deve realizzare interventi specifici di promozione della salute relativi a diversi ambiti, quali alimentazione, attività fisica, contrasto al consumo di alcol, contrasto all’abitudine al fumo, alla ludopatia, al consumo di sostanze.
Un ruolo chiave all’interno del progetto è svolto dal medico competente che si occupa della prevenzione dei rischi e della tutela dei lavoratori, orientando la scelta delle azioni da inserire nel programma e offrendo un supporto individuale ai dipendenti per indirizzarli verso stili di vita salutari. Tra le aziende che promuovono salute rientra naturalmente anche l’Azienda USL di Modena con diverse attività salutari organizzate per i propri dipendenti. In particolare, nel 2023 è stato lanciato il progetto ‘Pause attive’, per trasformare le pause lavoro in brevi momenti dedicati a semplici esercizi fisici per prevenire i disturbi muscolo-scheletrici e migliorare il benessere psicofisico dei lavoratori. Il team di Promozione della salute del Servizio di Sorveglianza Sanitaria ha realizzato brevi video, disponibili per i lavoratori, dove vengono illustrate le modalità di esecuzione degli esercizi suddivisi per ogni distretto corporeo. Tra gli altri progetti proposti ai dipendenti vi sono le camminate storico-culturali in piccoli gruppi, accompagnate da una guida turistica, in luoghi significativi del territorio modenese, un’occasione per tenersi in movimento e socializzare.
“Siamo orgogliosi di essere stati pionieri in questo progetto che vuole rendere i luoghi di lavoro ambienti sempre più attenti alla salute delle persone – sottolinea Davide Ferrari, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica – a livello regionale siamo tra le aziende sanitarie con il più alto numero di adesioni al progetto tra le imprese del territorio e questo rafforza ancora di più il nostro impegno nel promuovere sani stili di vita in ogni ambito”.
Regione Emilia-Romagna
Da Piacenza a Rimini, sulla base dei dati raccolti e aggiornati a dicembre 2023, hanno aderito al programma 206 aziende pubbliche e private, per un totale di oltre 80.000 lavoratori e lavoratrici che possono essere coinvolti nelle attività.
“Il programma punta a diffondere la consapevolezza che investire sulla salute dei dipendenti rappresenta un patrimonio per ogni impresa e un valore aggiunto anche in termini di produttività - affermano gli assessori alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e al Lavoro, Vincenzo Colla -. Una strategia di collaborazione tra sistema sanitario e mondo del lavoro, che da anni è uno degli obiettivi del Piano regionale della Prevenzione della Regione. L’ambiente di lavoro- proseguono gli assessori- rappresenta un luogo privilegiato per raggiungere tanti cittadini di ogni genere e fascia di età, con iniziative mirate ad adottare corretti stili di vita e a contrastare i fattori di rischio alla base delle principali malattie croniche. Tanti esempi di buone pratiche vengono dal privato, ma anche dalle stesse Aziende del servizio sanitario regionale che sono chiamate in prima battuta a dare l’esempio”.
L’impegno del servizio sanitario regionale per promuovere la salute nei luoghi di lavoro conta infatti molte buone pratiche (v. allegato): tornei sportivi aziendali, attività motoria nel tempo libero, gruppi di cammino e gare di orienteering; incentivazione degli spostamenti casa-lavoro in bicicletta anche grazie all’acquisto di mezzi aziendali, realizzazione di video tutorial sul benessere psico-fisico, e ancora percorsi di nutrizione per dipendenti in sovrappeso, attività di sensibilizzazione sugli screening e le campagne vaccinali. Numerosi i progetti che anche le aziende private possono realizzare, come prevede il Programma ‘Luoghi di lavoro che promuovono salute’: ad esempio, installare distributori di cibi e bevande salutari, definire con i fornitori interni o esterni un menù bilanciato e non troppo calorico, offrire percorsi per smettere di fumare, sensibilizzare sui rischi connessi all’abuso di alcol e altre dipendenze patologiche; stipulare convenzioni agevolate per l’utilizzo di palestre, piscine e centri sportivi da parte dei propri dipendenti o favorire l’attività fisica interna con attività agonistiche; e ancora, promuovere gli screening oncologici e incoraggiare le vaccinazioni per i lavoratori a rischio. Azioni mirate sono previste sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro dei lavoratori in età più avanzata, a maggior rischio di sviluppare malattie croniche, con l’obiettivo di individuare strumenti e strategie per favorire il loro mantenimento al lavoro con un ruolo attivo. Altri interventi inclusi nel programma riguardano la promozione di sani stili di vita nelle donne in età lavorativa, con la predisposizione di progetti indirizzati ad aumentare l’attività fisica e la corretta alimentazione.
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