Da Mirandola alla Francia, dalla frutticoltura alla gendarmeria, Matteo Bergamini si racconta
di Francesca Monari
MIRANDOLA - Il protagonista di oggi aveva la certezza di aver acquisito le competenze che gli avrebbero permesso di avere un futuro spianato. Il terremoto però ha modificato i suoi piani.
Nato a Mirandola, classe 1989, dopo il liceo scientifico si è iscritto alla facoltà di agraria di Bologna. Suo nonno aveva un frutteto a Ponte Motta; luogo in cui, dall’età di 12 anni, Matteo ha lavorato estati e inverni. Dopo la triennale si è iscritto ad una specialistica in orti frutticoltura internazionale, con corsi in lingua inglese e studenti da tutto il mondo. “Dopo l’Erasmus a Vienna speravo di riprendere in mano l’azienda ma il terremoto ha modificato i miei piani” - esordisce Bergamini.
A Bologna, nel suo stesso corso di studi, Matteo ha incontrato una ragazza francese di cui si è innamorato. Così ad inizio 2013 è approdato in Francia, dove ha deciso di eseguire la tesi. “Dopo la laurea siamo partiti insieme e per un anno abbiamo viaggiato e fatto esperienze di vita rurale in diverse aziende agricole tra la Nuova Zelanda e l’Australia” -ricorda.
Una volta rientrati in Francia Matteo è stato assunto come responsabile di produzione nel più importante centro di sperimentazione sulla frutta del Centre Val de Loire dove ha lavorato per quattro anni. Successivamente ha ricoperto il medesimo ruolo nei pressi della città di Valence dove è rimasto fino al 2019, anno della sua naturalizzazione come cittadino francese. “Quando la mia relazione è finita ho deciso comunque di rimanere in Francia, ma di cambiare vita. Ho deciso di arruolarmi in gendarmerie” - racconta.
Per farlo però ha dovuto letteralmente ricominciare da capo con gli studi. “In Normandia, ospitato da amici e supportato economicamente dall'indennità di disoccupazione, ho preparato il concorso nazionale per entrare nel corpo dei sottufficiali di gendarmerie. Concorso che ho passato classificandomi tra i primi 300 a livello nazionale. Sono così stato ammesso all’accademia militare di Digione, dove ho passato 8 mesi” - dice.
La continua ricerca di una connessione tra l’uomo e madre natura lo hanno condotto fino a dove è attualmente. Oggi è un gendarme, ovvero un sottufficiale brigadiere dei Carabinieri, ed è impiegato presso una brigata della città di Lione. Si pone come prossimo obiettivo di essere assegnato ad un reparto affine alla sua inclinazione e ai suoi studi, quello della Tutela dell’Ambiente.
Cambiare percorso professionale è ancora più difficile quando si cambia anche paese, ma lui ce l’ha fatta. Non è mai tardi per fare qualunque cosa. Bergamini però torna regolarmente nella sua Mirandola, che “tiene sempre nel cuore”- conclude.
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