Agricoltura Emilia-Romagna, Rete Civica: “Maggioranza Pd-Verdi dice no a colture idroesigenti”
"Con stupore e sincera preoccupazione prendiamo atto della volontà della maggioranza che sostiene la giunta Bonaccini di procedere sulla strada della penalizzazione degli agricoltori e del mondo che ruota intorno alla agricoltura del nostro Paese. Con una risoluzione a prima firma della capogruppo dei Verdi Silvia Zamboni, la maggioranza in modo compatto ha infatti votato per chiedere la sostituzione delle cosiddette "colture idroesigenti". Insomma, per la maggioranza che governa la Regione Emilia-Romagna dovremmo dire addio alle eccellenze vitivinicole e ortofrutticole, dal melo al pesco, dal ciliegio all'albicocco, per far spazio a colture che richiedono meno utilizzo di acqua come cactus o fichi d'india. Se questo è il futuro che il centrosinistra regionale ha in mente noi faremo di tutto per impedire che ciò accada".
A intervenire su quanto discusso e votato nell'aula della Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, sono i consiglieri di Rete Civica Marco Mastacchi e Simone Pelloni.
"La risoluzione approvata ieri prevede dodici impegni per la giunta regionale al fine, certamente nobile, di salvaguardare la risorsa idrica - continuano Mastacchi e Pelloni -. Si va dalla realizzazione di una rete di piccoli bacini idrici passando all’incentivare le multiutility presenti in regione per limitare al minimo le perdite nella rete idrica regionale. Fin qui tutto bene, ma il nono impegno mette, nero su bianco, la ‘promozione di politiche per la graduale sostituzione delle colture altamente idroesigenti’. Abbiamo chiesto esplicitamente alla maggioranza di stralciare questo passaggio, ma è stato inutile: i partiti che sostengono la giunta Bonaccini hanno votato convintamente a favore. Insomma, mentre assistiamo alle proteste degli agricoltori, mentre i trattori invadono le piazze italiane per chiedere rispetto e tutela del proprio lavoro, la maggioranza vota una risoluzione di questo tenore. Un impegno che mortifica un settore vitale per l’economia italiana e che rischia nel medio-lungo periodo di privare il nostro Paese di eccellenze agroalimentari fondamentali”.
“La promessa della Regione sul fronte della costruzione di invasi in grado di trattenere l’acqua per prevenire i fenomeni alluvionali e per salvaguardare l’agricoltura nei momenti siccitosi, da anni è rimasta lettera morta – chiudono i due consiglieri di Rete Civica -. In compenso ora per salvaguardare la risorsa idrica si chiede di abbandonare coltivazioni che hanno fatto la storia dell’economia, del territorio e della cultura stessa del nostro Paese”.
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