Residenzialità storica, Donnarumma (Lega Mirandola): “Neppure il Pd riesce più a difendere sè stesso”
MIRANDOLA - A margine dell’ultimo Consiglio comunale, riunitosi a Mirandola lo scorso martedì 30 gennaio, il capogruppo della Lega Marco Donnarumma ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Si è votato nello scorso Consiglio Comunale un Ordine del Giorno presentato dal nostro gruppo consigliare, che impegna il Sindaco ad intervenire contro quello che è un vero e proprio scempio amministrativo, firmato Bonaccini. La Giunta Regionale ha infatti deciso di proporre all’Assemblea legislativa una modifica volta ad impedire ai Comuni di “inserire la residenzialità storica all’interno dei criteri scelti e dettagliati nei propri regolamenti ai fini della determinazione delle graduatorie ERP”. In poche semplici parole, il criterio della residenzialità storica è quello strumento essenziale che fornisce ai Comuni, nella formulazione della graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, la facoltà di attribuire maggior punteggio a chi è residente in quella città da più tempo.
Si tratta di un principio fondato sul puro buon senso, che non discrimina in alcun modo le persone sulla base della loro provenienza, ma che, al contrario, stabilisce semplicemente che chi per anni e anni ha lavorato e pagato le tasse per i servizi del proprio Comune, non può vedersi sorpassato da chi è appena arrivato, italiano o straniero che sia. In aggiunta a tutto ciò, ancor più grave è la violazione della stessa normativa regionale che pone in capo ai singoli Comuni la potestà regolamentare circa l’individuazione della modalità di assegnazione degli alloggi popolari. Si tratta dunque di una competenza puramente comunale sulla quale la Regione, a prescindere dal proprio pensiero, non dovrebbe minimamente interferire.
Se passasse il principio secondo cui il Presidente regionale di turno può intervenire pesantemente nell’autonomia regolamentare di ogni amministrazione a proprio piacimento, non potrebbe che derivarne caos e perdita di democrazia. Parliamo dunque di un fatto estremamente grave, al punto tale da mettere persino il PD mirandolese nelle condizioni di astenersi dal voto, senza alcun intervento in difesa. Ancora una volta emerge l’inadeguatezza di un Presidente di Regione e di un Partito sempre più frammentato, diviso al proprio interno e lontano dalle reali esigenze dei cittadini, non soltanto Mirandolesi, ma dell’intera Bassa modenese. Ringraziamo dunque anche tutti quei consiglieri, anche di minoranza, che con profonda onestà intellettuale si sono espressi con parole di condanna nei confronti di una proposta da fermare ad ogni costo, in nome del semplice buon senso che ogni amministratore dovrebbe avere”.
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