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03 Maggio 2026
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La Bassa non dimentica la Strage di Crevalcore – La commemorazione

"Quella nebbia fittissima, ci furono tre giorni di nebbia: poi l'immagine di quel vagone che si spingeva verso il cielo: credo che rimarranno negli occhi di tutti per sempre".

Così il sindaco di Crevalcore, Marco Martelli, ha commemorato la tragedia della Bolognina, 17 vittime e 80 feriti. 

Sono passati 19 anni da quel drammatico 7 gennaio 2005 in cui si consumò  una delle più importanti tragedie ferroviarie del nostro Paese.. La Bassa non dimentica, e alla commemorazione organizzata domenica nel bolognese c'erano anche i rappresentanti dei nostri Comuni coinvolti, Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro  Proprio da qui partirono Donatello Zoboli, Diana e Claudia Baraldini di Finale Emilia, Anna Martini di San Martino in Spino, Andrea Soncini  e Daniel Burali di Mirandola. 

Alla cerimonia di domenica per l'Unione Area Nord erano presenti diversi esponenti: il presidente Alberto Calciolari, l'assessora di Finale Emilia Elisa Cavallini e l'assessore di San Felice Giorgio Bocchi. 

 

Il giorno della tragedia

In quel giorno maledetto, alle 12.53 l’interregionale 2255 diretto a Bologna si scontrò con il treno merci 59308, carico di putrelle.
 
Le cause del disastro sono principalmente da ricercarsi dal ritardo, rispetto ai tempi previsti, di un nuovo sistema di controllo. Sul binario unico inoltre non era presente neppure il sistema di ripetizione dei segnali di macchina. Il posto di movimento era telecomandato dalla stazione di San Felice sul Panaro.
Nonostante i segnali fossero regolarmente disposti, come previsto dal regolamento, non furono rispettate le prescrizioni imposte e ciò fu la causa dell'incidente frontale dei due treni.

Nei processi che seguirono vennero assolti dieci dirigenti delle Ferrovie dello Stato: gli accertamenti giudiziari stabilirono che la causa dello scontro fu l'errore di un macchinista che non vide il segnale rosso. La linea era sprovvista del sistema di controllo marcia, che blocca i treni in caso di mancato rispetto dei segnali: solo dopo la tragedia si investì in questo senso e nel raddoppio della linea.

Il futuro

Alla vecchia stazione di Bolognina c’è un cippo oggi che ricorda Ciro, Equizio, Matteo, Mauro, Vincenzo, Paolo, Francesco, Donatello, Diana, Claudia, Andrea, Daniel, Alberto, Bruno, Banca, Mario ed Anna, le 17 vittime. 

La vecchia linea ferroviaria è stata nel frattempo trasformata in una ciclabile, la Ciclovia del Sole, e il tracciato della Bologna-Verona è stato raddoppiato.  
"Intendiamo continuare a onorare gli impegni presi nei momenti successivi al disastro - sottolinea il sindaco Martelli - collaborando e sostenendo sempre più azioni volte ad aumentare la sicurezza nella mobilità sostenibile e intermodale, ovvero treno e bicicletta. Da quella immane tragedia, grazie alle molteplici volontà degli amministratori di allora, oltre al raddoppio della ferrovia, è nata la Ciclovia del sole. Una bellissima scommessa che vogliamo continuare a sostenere".

Il Comune di Crevalcore ha inteso rinnovare la propria commemorazione, in particolare in questo anniversario che precede il ventennale dal tragico evento, tramite l’istituzione di un Comitato d’Onore. A tale Comitato hanno aderito importanti personalità istituzionali civili e religiose della comunità bolognese ed emiliano-romagnola, anche al fine di manifestare ed esprimere la propria solidarietà e sostegno nei confronti dei familiari delle vittime, ed è composto dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore; dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini; dal magnifico rettore dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Giovanni Molari, prefetto di Bologna, Attilio Visconti e dal cardinale di Bologna, Matteo Zuppi.

 

Assessori e sindaci, i rappresentanti istituzionali nel giorno del 19° anniversario

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