Cispadana, Lugli (FdI): “Il presidente Bonaccini non ha più scuse”
Il consigliere comunale Fratelli d’Italia di Mirandola Marian Lugli interviene sul tema Cispadana.
Questa la nota:
"Sono trascorsi ormai due mandati per Bonaccini e il presidente della Regione non è riuscito a fare nulla di concreto per la Cispadana. In nemmeno un anno il governo Meloni è riuscito invece ad avanzare e a porre quelle condizioni per potere sperare, finalmente, nell’avvio dei lavori: cosa che il PD e i precedenti presidenti di Regione non erano riusciti a creare in 30 anni. Bonaccini, come sui punti nascita che doveva riaprire e mantenere e che invece sono stati chiusi, ha riempito di illusioni i suoi elettori. Il nostro territorio è stato abbandonato dal PD regionale ed oggi basta girare per le strade che collegano Mirandola ad altri centri per rendersene conto.
Abbiamo un distretto industriale che produce il 2 % di Pil e in cambio, in questi anni, abbiamo avuto, e ancora abbiamo, solo strade piene di curve e buche, inadeguate ai mezzi pesanti che rallentano la competitività delle nostre aziende. Ma niente Cispadana, nemmeno in progetto.
Eppure nel mese di luglio 2019 il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva annunciato il cronoprogramma dell’opera, con la presentazione del progetto definitivo entro ottobre e l’avvio dei cantieri nella seconda metà del 2020, e l’entrata in esercizio della nuova autostrada regionale entro il 2024.
Non era vero nulla, altra illusione di Bonaccini che si è scontrato con un governo che a differenza i quelli precedenti ha preso in mano la situazione e ha fissato tempi e scadenze. Ma i tempi sono lunghissimi e i costi enormi. Noi, come Fratelli d’Italia, coerentemente a ciò che abbiamo sempre sostenuto, vorremmo un percorso non autostradale ma strada a scorrimento veloce. Ciò ridurrebbe i tempi e i costi senza nulla togliere alla funzionalità del progetto. I costi del progetto autostradale sono grandissimi. Già a maggio 2018 il costo presunto dell’opera sarebbe stato aggiornato a 1,308 miliardi di euro, di cui 908 milioni già finanziati e 400 milioni da reperire: a causa delle difficoltà economiche della società aggiudicataria, nell’aprile 2019 la Regione Emilia-Romagna avrebbe stanziato risorse aggiuntive.
Un pozzo senza fondo che rischia di prosciugarsi ugualmente. Ora bisogna dire basta. Bonaccini, smascherato dal governo, non ha più scuse.
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