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04 Maggio 2026
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Nonantola, Castelfranco e San Cesario con Modena per gestire Villa Sorra

Il Comune di Modena dà l’ok alla gestione in forma associata del complesso Villa Sorra, come in passato, attraverso la stipula di una Convenzione con i comuni di Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro che definisca la modalità di gestione e le funzioni pubbliche da svolgere.

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 30 novembre, ha infatti approvato la delibera che definisce lo schema di convenzione tra i comuni e, una volta che tutti gli enti l’avranno approvata, impegna il Comune di Modena a versare a quello di Castelfranco un importo annuo di circa 60 mila euro. Si sono espressi a favore Pd, Sinistra per Modena, Europa Verde – Verdi, Modena civica e Movimento 5 stelle, mentre si sono astenuti Lega Modena, Gruppo indipendente per Modena, Alternativa popolare, Modena sociale (ora Modena sociale - Indipendenza!), Forza Italia e Fratelli d’Italia.

“L’esercizio in forma associata per la gestione di Villa Sorra – ha affermato l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi presentando la delibera – rappresenta l’opportunità di maggior salvaguardia, valorizzazione e promozione del complesso di rilevante interesse storico-architettonico e naturalistico, consentendo contemporaneamente efficacia, efficienza ed economicità dell’azione pubblica. Con il progetto ‘Villa Sorra – Saperi e Sapori’ abbiamo già presentato una serie di linee guida per l’attività: il complesso ha valore in termini di promozione del territorio e può diventare una cartolina vissuta e vitale per raccontare la Provincia di Modena, la sua storia, il suo sapere e il suo saper fare, partendo dalla tradizione agroalimentare ed enogastronomica ma con attenzione ai diversi linguaggi culturali, in particolare, negli spazi esterni, con interventi di arti performative e musica”.

L’assessore ha ricordato che a gennaio sono partiti i lavori per il recupero della Villa: “Gli interventi, curati dal comune capofila, Castelfranco Emilia – ha aggiunto – sono partiti dal Giardino storico e dall’edificio denominato Limonaia, interessato da un intervento di miglioramento sismico della struttura e di installazione degli impianti. A seguire, il cantiere si sposterà nella Villa, con l’intervento di riqualificazione, restauro e miglioramento sismico, con la fine lavori prevista a metà 2025”.

Nella Convenzione, che avrà durata di tre anni, viene confermato al Comune di Castelfranco Emilia il ruolo di capofila nell’attività di gestione e coordinamento del complesso immobiliare attraverso proprio personale, così come viene confermata la Conferenza dei sindaci per la definizione degli obiettivi specifici di gestione da concordare annualmente. Il costo complessivo di gestione del complesso è stimato in 192 mila 620 euro, di cui 5 mila per il personale assegnato, 13 mila 420 per le utenze, 25 mila per la gestione di eventi e 149 mila 200 per il funzionamento e la manutenzione ordinaria. Il contributo alle spese di gestione è proporzionale alle quote di proprietà di ciascun Comune: Modena concorrerà per circa 60 mila euro, Nonantola per 27 mila euro, San Cesario per circa 13 mila 500 euro e Castelfranco per la quota rimanente: il comune capofila rendiconterà le spese effettivamente sostenute così da acquisire le somme dovute dai comuni convenzionati.

 

Aprendo il dibattito per il Movimento 5 stelle, Enrica Manenti ha espresso “apprezzamento per le modifiche del progetto, come, per esempio, lo spostamento della cucina didattica dalla sede iniziale della Limonaia”. Manenti ha quindi puntualizzato che “il comparto presenta opportunità eccezionali per il territorio: è un’area che permette un utilizzo inedito e originale per ospitare iniziative di carattere innovativo”.

Motivando il voto d’astensione, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha affermato che “i progetti sono ancora abbastanza fumosi e poco delineati, soprattutto in merito alla funzione che avrà l’area”. Il capogruppo, quindi, riferendosi a future ciclovie per accedere all’area, ha puntualizzato che “non bisogna dimenticare, data la collocazione dell’area, la necessità del trasporto su auto; pertanto, pure le strade andrebbero migliorate”.

Dichiarandosi favorevole al rinnovo della convenzione, Marco Cugusi (Sinistra per Modena) ha precisato che “il progetto dovrebbe essere ampliato per avere il richiamo internazionale che merita”. Il consigliere ha puntualizzato che occorre valorizzare anche l’originaria vocazione agricola del comparto “con collegamenti con gli istituti agrari, nel contesto della formazione culinaria dello slow food e favorendo la coltura biologica”. Cugusi, infine, ha auspicato il potenziamento del trasporto pubblico “per favorire la presenza delle persone, anche incentivando il cicloturismo”.

Per Stefano Manicardi (Pd) “le azioni previste rappresentano un tassello nell’ambito di politiche di valorizzazione del territorio”. Il consigliere ha espresso favore per “la rete” con la città di Bologna, estesa a “progetti di riqualificazione che possano aiutare Modena a investire sul turismo, anche con un’apertura extra provinciale”.

Paola Aime (Europa Verde-Verdi) ha voluto precisare che “per un’area così bella non c’è sempre bisogno di iniziative e attività: spesso è sufficiente godere del luogo”. Sul tema trasporti, la consigliera ha chiarito che “bisogna cambiare prospettiva, orientandola verso una maggiore mobilità dolce”.

In replica, l’assessore Bortolamasi ha affermato che “la riqualificazione va verso la tutela degli spazi, la sostenibilità e la valorizzazione dell’area”. Parlando della necessità di fare rete con altri enti del territorio, l’assessore ha parlato di “una collaborazione col Museo civico di Modena che favorirà un’esposizione della civiltà contadina”. Sul fronte dell’accessibilità ciclo-pedonale, Bortolamasi ha sostenuto che “occorre trovare un equilibrio affinché la specificità naturalistica dell’area venga tutelata”.

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