Mirandola, Ganzerli (Pd): “Occorre una visione innovativa e strategica per risolvere la crisi dei centri storici”
La sala consigliare, gremita in occasione dell’iniziativa aperta al pubblico sul centro storico, di giovedì 14 dicembre, promossa dal PD e dal suo gruppo consigliare, è la testimonianza di quanto i mirandolesi amino il cuore della propria città. Imprenditori, commercianti, dirigenti dell’associazionismo di settore e del volontariato ma anche semplici cittadini hanno partecipato attivamente alla serata attraverso un dibattito intenso e competente.
Importante il contributo, in particolare, dell’assessore Corsini “padre” della nuova legge regionale sulla economia urbana che ha l’ambizione di aiutare i centri storici in crisi delle nostre città. La legge introduce un approccio innovativo ai temi dei centri storici fatto di una visione delle azioni attivabili non più settoriale, a compartimenti stagni, (commercio, servizi, riqualificazione, mobilità,) ma cercando di integrare in maniera sinergica questi aspetti fra loro.
Difficile sintetizzare in poche righe tutto quello che è stato trattato in serata ma su una cosa il giudizio è unanime: occorre una visione innovativa e strategica per risolvere la crisi dei centri storici.
Occorre prendere atto che abbiamo avuto tre fenomeni principali che hanno messo recentemente in crisi il concetto di centro storico; uno locale e cioè i terremoti del 2012 e due globali: la pandemia e la rilevante affermazione dell’e-commerce, fenomeni che hanno determinato cambiamenti significativi negli stili di vita collettivi segnando la fine di un’epoca, inutile quindi replicare modelli su situazioni che non esistono più.
La fase storica che attraversiamo richiede di mettere a sistema una strategia di breve, medio e lungo termine e dare una risposta collettiva, di tutta la città, con un cambiamento di paradigma e mentalità, che richiede la focalizzazione dei punti di forza e di debolezza e la costruzione di un Patto pubblico-privato condiviso fra l’Amministrazione e tutti gli attori in campo.
Per fare questo occorre una strategia complessa ma fattibile che manca dall’insediamento della giunta leghista. Serve al più presto “riaccendere” la macchina della ricostruzione degli edifici pubblici ferma in molti casi da quasi 5 anni per recuperare funzioni e occasioni di rientri di servizi pubblici e privati come ade esempio l’ex GIL per le forze di Polizia o l’edifico pubblico in via Montanari per ospitare uffici del comune o l’ex Milizia come luogo di funzioni pubbliche (Carabinieri INPS) e funzioni private di commercio o residenziali ma anche facilitare il recupero di aree private come gli impianti industriali dismessi ex Goldoni ed ex Barbi.
Occorre lavorare sull’aggiornamento dei Regolamenti comunali in materia di commercio per favorire e sviluppare insediamenti di qualità.
E’ necessario un nuovo piano della mobilità per ravvivare commercio e residenziale: no alla circonvallazione a doppio senso ma più parcheggi per facilitare ingressi in centro soprattutto favorendo la mobilità dolce.
Lavorare in particolare sull’attrattività turistica del centro in vista della riapertura del teatro e del castello che si abbinerebbero alla perfezione a tutti i bellissimi edifici residenziali recuperati con la ricostruzione.
Mirandola, dopo questo periodo di isolamento forzato, a cui la giunta leghista l’ha obbligata senza prospettiva, ha bisogno di riprendere il ruolo di comune capofila dell’area nord della provincia di Modena a vantaggio di se stessa e di tutto il territorio che la circonda e uno degli elementi che farà la differenza è esattamente la rinascita del proprio centro storico che è la sintesi della città stessa, ne definisce l’anima e rappresenta il cuore pulsante dell’intera collettività.
Roberto Ganzerli capogruppo PD in consiglio comunale a Mirandola.
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