Domenica 31 dicembre Nonantola celebra San Silvestro
NONANTOLA - Domenica 31 dicembre 2023 sarà grande festa per tutta l’Arcidiocesi: oltre alla festa legata al termine dell’anno civile, Nonantola celebra la solennità del titolare della Basilica abbaziale e compatrono dell'Arcidiocesi, san Silvestro I papa, le cui spoglie sono custodite nella basilica abbaziale, a cui è dedicata. Accanto alle celebrazioni eucaristiche del mattino che si terranno alle ore 8:00, 10:00 e 11.15 in basilica, l’appuntamento più atteso dai nonantolani e dall’intera Diocesi vedrà la partecipazione di mons. Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola. Le celebrazioni solenni avranno luogo in basilica:
- alle ore 17.00: Secondi Vespri solenni capitolari.
- alle ore 17.30: solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Erio Castellucci con la presenza delle autorità del paese.
Durante la processione d’ingresso della Santa Messa, il priore del Capitolo abbaziale recherà il braccio del Santo Papa Silvestro (reliquiario che fa parte del Tesoro abbaziale, realizzato nel 1372 dall’orafo bolognese Giuliano da Bologna e custodito per tutto l’anno presso il Museo Benedettino e Diocesano di Nonantola) col quale, all’inizio della celebrazione, mons. Arcivescovo Abate impartirà la benedizione su Nonantola e sull’intera Arcidiocesi. L’offertorio sarà animato dai figuranti del Palio dell’Abate, antico popolo della Partecipanza Agraria, in vesti d’epoca medievale. Oltre alle offerte per il banchetto eucaristico, saranno donati a mons. arcivescovo abate i prodotti della terra della Partecipanza. Questo dono ricorda una tradizione molto antica secondo la quale, il 31 dicembre di ciascun anno, il popolo della Partecipanza rendeva grazie all’Abate per la concessione delle terre, il cui laudemio era fissato in un grasso vitello e in alcuni doppieri di cera nuova. L’ultima parte della celebrazione vedrà il canto del Te Deum, inno di ringraziamento che tutta l’Arcidiocesi riunita a Nonantola eleva come ringraziamento al Padre per i doni ricevuti durante tutto il corso dell’anno. Alla ricorrenza prenderanno parte tutte le principali autorità del paese ed i Decorati Pontifici.
Il giorno successivo, lunedì 1° gennaio 2024, il Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra sarà aperto straordinariamente alle visite dalle 14.30 alle 18. Sarà un modo per cominciare l’anno nuovo sotto il segno della cultura e della bellezza. Sarà possibile visitare il Sacro Tesoro dell’Abbazia, i codici miniati e le preziose pergamene di imperatori e papi dal medioevo all’epoca moderna, insieme ad altri dipinti provenienti dall’abbazia e da altre parrocchie della diocesi. Ingresso libero senza necessità di prenotazione.
LE RELIQUIE DI SAN SILVESTRO A NONANTOLA: UNA VENERAZIONE LUNGA 1250 ANNI
Il primo culto celebrato a Nonantola sembra essere stato un culto legato agli Apostoli: questo almeno emerge dai documenti dei primi anni di vita dell’abbazia. Quello per san Silvestro pare essere il primo culto specifico del monastero, sorto fin dai primi anni di vita dell’abbazia, quando si ebbe la traslazione delle sue reliquie: si pensa nel 756. Alla notizia di questa traslazione si oppone una contraria tradizione romana, la quale vuole il corpo di Silvestro ancora a Roma nel 761, allorché fu sepolto da papa Paolo I nel monastero di Santo Stefano da lui fondato. Resta quindi da pensare che si trattasse solo di parte del corpo, e che venisse usata la parola “corpus” per indicare la parte per il tutto. In effetti, quando fu effettuata la ricognizione delle reliquie attribuite al santo papa, nel 1914, fu ritrovato un numero limitato di ossa, oggi custodite all’interno di una teca bronzea conservata all’interno dell’altare maggiore della basilica ed esposta alla venerazione dei fedeli il 31 dicembre di ogni anno, festa liturgica di San Silvestro. Attualmente la teca è esposta sull'altare laterale dell'abside superiore della basilica. Molte fonti nonantolane conservano riferimenti, più o meno attendibili, a questo culto; la testimonianza principale è costituita dal codice denominato ”Acta Sanctorum”, conservato presso il Museo Benedettino e Diocesano d’arte sacra di Nonantola. Le reliquie di papa Silvestro I rimasero nella “confessio” della basilica romanica, cioè nell’altare centrale della cripta, fino al 22 ottobre 1444, quando l’abate Gian Galeazzo Pepoli le traslò solennemente. Fu allora che le reliquie sante furono collocate nel presbiterio della parte superiore, all’interno di un’apposita costruzione sopraelevata dell’abside di meridione, poiché l’altare maggiore già custodiva le reliquie di Sant’Anselmo e di Sant’Adriano III. Una ricognizione delle ossa fu eseguita il 24 settembre 1475, alla presenza del vescovo di Tripoli, per ordine dell’abate commendatario Gurone d’Este, a cui seguì una solenne esposizione fino al 3 ottobre dello stesso anno. Il 23 febbraio 1580, su mandato dell’abate commendatario cardinale Guido Ferreri, fu inaugurato il maestoso mausoleo di San Silvestro, eretto dietro l’altare maggiore per legato testamentario del conte Guido Pepoli. La situazione restò tale fino al 1913, quando il monumento fu scomposto durante i lavori di ripristino dell’impianto romanico della basilica, diretti da don Ferdinando Manzini. Le reliquie furono portate in sagrestia ed il 9 luglio 1914 ne fu fatta una ricognizione. In quell’occasione furono tolte dall’antica urna lapidea, oggi esposta presso le sale del Museo Benedettino e Diocesano d’arte sacra, e raccolte in una modesta urna lignea con vetri, per essere conservate nel palazzo abbaziale, nella cappella del Seminario. Successivamente, su iniziativa di monsignor Francesco Gavioli, lo scultore nonantolano Paolo Sighinolfi realizzò nel 1991 due teche di bronzo e vetri per ospitare una le reliquie di San Silvestro e l’altra le ossa degli altri santi nonantolani (papa Adriano III, Anselmo Abate, i martiri Senesio e Teopompo, le vergini Fosca e Anseride). Le teche furono poste nei due altari maggiori della basilica, quelle del papa nel presbiterio alto, e quelle dei santi nonantolani in cripta. Un avambraccio del santo papa fu prelevato nel 1372 per realizzare la lipsanoteca creata dall’orafo Giuliano da Bologna su incarico dell’abate Tommaso de’ Marzapesci, ora esposto presso il Museo. Resta da sottolineare che presso il Museo Benedettino e Diocesano è conservato il corredo funebre di San Silvestro, ritrovato fortuitamente nel 2002 in una nicchia nel muro dell’Abbazia, avvolto nel buio e nel silenzio per quasi un secolo. Si tratta in particolare di due sciamiti altomedievali (uno rosso con aquile fabbricato presso gli opifici imperiali di Costantinopoli, ora in mostra a Modena al Foro Boario, ed uno bianco con leonesse, cervi e lepri ricamati in oro) datati tra IX e X secolo, di straordinaria bellezza ed in più che buona condizione di conservazione.
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione
- Inter campione d'Italia, lo scudetto è nerazzurro: la videonews
- Iran, nuova proposta agli Usa. Trump: "Non accettabile ma parliamo". Piano Usa per liberare le navi a Hormuz














































































