Cispadana e Pedemontana veneta, il Coordinamento: “Due facce della stessa medaglia”
Nota stampa del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce:
"Come si legge nell’articolo de IL FATTO QUOTIDIANO.IT del 28 dicembre 2023, la Pedemontana veneta (superstrada a pagamento) sta per raggiungere un altro record: la settima inaugurazione (ne servirà un’altra per completarla). Ma intanto dei record ne ha già macinati ed in particolare quello dei costi: 2,3 miliardi di euro sulla carta ma che diventeranno complessivamente 12 alla fine della concessione visti i canoni che la Regione veneto si è impegnata a pagare alla concessionaria SIS con botte da 300/400 milioni l’anno (vedi anche BRE.BE.MI.) a causa di una sensibile rivalutazione al ribasso dei passaggi che erano previsti in 33.000/giorno nel 2017 passati poi a 18.000/20.000 secondo le stime della Regione stessa. Ma la cosa non è una sorpresa perché negli ultimi 11 mesi, per ben due volte, la Corte dei Conti ha messo in dubbio la sostenibilità finanziaria dell’opera. In tutto questo l’unica cosa certa è che saranno i cittadini veneti (tutti) a pagare per questa insensata scelta.
A ben guardare il tutto non è altro che l’anticipazione di quanto sta succedendo e succederà negli anni futuri con la Cispadana autostradale: lievitazione esorbitante dei costi di realizzazione passati da un miliardo e 179 milioni di euro a un miliardo e 700 milioni (stime ARC del 2022); dai zero capitali pubblici del 2006 agli attuali 479 (279 dalla Regione e 200 dallo Stato a cui bisogna aggiungere oltre 400 milioni per le opere di adduzione sempre a carico regionale); elargizione di questi finanziamenti in 5 anni anziché i 10 previsti in convenzione; rinuncia da parte della Regione degli oneri di concessione per rientrare dai capitali investiti (in sostanza i finanziamenti ad ARC sono a fondo perduto); e se non bastasse c’è un articolo della convenzione che prevede la possibilità che il concedente (Regione) subentri al Concessionario (ARC) nel rapporto con gli istituti di credito.
Ovvero: rischiamo di dovere pagare gli insoluti che si produrranno a causa della sensibile riduzione dei passaggi (pedaggi)/giorno che dai 58.000 previsti inizialmente da uno studio prodotto dalla Regione nel 2005 agli attuali 20.000 (stime prudenziali) previsti da ARC. In sostanza un pesante debito annunciato che i cittadini emiliano-romagnoli, tutti, dovranno sobbarcarsi grazie alla insensata caparbietà della classe dirigente regionale. Invece per la realizzazione dei tratti mancanti di Strada a scorrimento veloce (C1), reale risposta alle esigenze del territorio insieme alla realizzazione di una piattaforma intermodale (intermodalità intelligente gomma-ferro come recentemente affermato dalla Regione stessa), sarebbero sufficienti tra i 250 e i 300 milioni di euro (stima sul costo previsto nel 2002 dalla Regione di 85 mnl rivalutati ad un tasso inflazionistico prudenziale). Come recita il proverbio: cittadino avvisato mezzo salvato".
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