A Cavezzo un progetto per educare gli studenti al riuso dei tessuti
CAVEZZO- Insegnare ai ragazzi il valore del riuso, partendo magari da un abito: spiegando loro cosa c'è dietro alla produzione di una maglietta, le risorse impiegate partendo dall'ambiente per arrivare alla forza lavoro. Esempi concreti di riciclo creativo, mostrando ad esempio come un paio di jeans inutilizzato possa essere donato alla Caritas ma anche trasformato grazie, appunto, a lavoretti di riciclo creativo. Ed ecco che i nostri vecchi jeans diventano all'improvviso bellissimi portachiavi.
Il centro di educazione alla sostenibilità Tutti per la terra ha portato presso la scuola secondaria di primo grado di Cavezzo un progetto educativo sui temi della moda circolare, di una moda più attenta all'ambiente. Nel corso di due incontri dedicati infatti alle seconde i ragazzi hanno preso parte a laboratori educativi che li ha visti protagonisti. Alla base del progetto la convinzione che i cittadini stiano diventando un po' tutti 'consumatori compulsivi', acquistando talvolta capi che mai saranno indossati. Ma quando svuotiamo gli armadi, dove vanno questi abiti? Come possiamo riciclarli? Si stima che ogni anno vengano buttati via dai nostri armadi cumuli di vestiti destinati all'inceneritore o alla discarica ma gli alunni delle tre seconde classi coinvolte nel progetto hanno appreso tante nuove idee per ridare vita ai tessuti. Infatti durante gli incontri gli studenti hanno realizzato portachiavi, anche con tessuti industriali, a partire appunto da tessuti destinati ad essere buttati. I ragazzi hanno sperimentato con mano la trasformazione di un rifiuto in qualcosa di nuovo. Dona, ricicla, scambia, riusa: questo l'importante messaggio del progetto."I ragazzi hanno prestato molta attenzione ai temi trattati, ne sono incuriositi perchè sono tematiche che riguardano tutti – afferma Sonja Marchesi, del servizio Ceas- Siamo rimasti sorpresi da cosa sono riusciti a creare, cucendo e sperimentando. Se la sono cavata davvero bene grazie anche alla loro incredibile fantasia e pazienza nel creare qualcosa di nuovo e bellissimo".Ad esprimere soddisfazione anche Michele Soffritti, responsabile del settore ambiente: "Siamo contenti che le scuole seguano i percorsi organizzati da Ceas, un progetto che va avanti da due anni. E' essenziale poter mostrare, già a partire dalle scuole medie, il non spreco dei prodotti che usiamo quotidianamente".
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