Contro la lotta al randagismo è nata “The Dog’s Bridge”: l’associazione del finalese Paolo Roglia
FINALE EMILIA- Gli animali randagi, soprattutto cani, in alcuni territori del paese rappresentano un’emergenza. Vagano in cerca di cibo e di un riparo, ma spesso sono oggetto di violenza e quando vengono catturati rischiano di finire ammassati in canili lager dove la possibilità di trovare una famiglia che possa accoglierli rischia di rimanere un sogno.
Il fenomeno del randagismo è particolarmente grave nel Sud Italia dove mancano campagne di sensibilizzazione per sterilizzare gli animali, oltre a strutture idonee ad ospitarli. Il risultato è che molti cani e gatti vengono abbandonati a sé stessi e, nel peggiore dei casi, trovati senza vita.
Paolo Roglia, 27enne di Finale Emilia, ha sempre avuto un grande amore per gli animali. Attualmente lavora in un bar a Pavullo, ma in passato si è trasferito per alcuni mesi in Sicilia per stare accanto alla compagna che doveva seguire un corso.
Qui ha visto con i suoi occhi la grave situazione di randagismo e ha deciso di mobilitarsi per cercare di trovare una sistemazione ai tanti cani che vengono abbandonati: "Ho vissuto in Sicilia per circa 8 mesi – spiega Roglia – e ho visto la drammatica situazione dei cani randagi. L’ho anche documentata sui social. Ho conosciuto tanti volontari che, tra mille difficoltà, si danno da fare per salvarli. Magari aprendo le loro case, perché le strutture sono poche".
"Ma c’è anche un problema di cultura: servirebbe sensibilizzare sull’importanza della sterilizzazione ed educare le persone: perché un cane che viene abbandonato è un pericolo in primis per sé stesso. Quando ero in Sicilia ho accolto cani salvati dalla strada in attesa di trovargli una casa. Le storie sono tante, come per esempio quella di Rocky, trovato davanti ad un supermercato. Era debole e denutrito. Ospitavo già dei cani in casa, ma non ho potuto rimanere indifferente e l’ho salvato".
Quando Roglia è tornato nella Bassa ha deciso di creare una rete di collaborazione con i volontari siciliani per trovare una casa ai cani salvati per strada. Per organizzarsi al meglio, ha fondato l’associazione di volontariato The Dog’s
Bridge: "Siamo una realtà nata qualche mese fa, composta da una decina di volontari tra i 20 e i 30 anni, tra i quali la mia compagna – spiega Roglia - Il nome scelto per l’associazione non è casuale perché l’obiettivo è creare un ‘ponte’ per portare i cani dalla Sicilia al nord. Pian piano ci stiamo organizzando sempre di più".
"Per esempio, uno dei nostri volontari ha uno spazio che ci ha fornito come stallo fisso, inoltre abbiamo comprato dei box per ospitarli. Tramite le staffette di volontari, dalla Sicilia fino a noi, sono arrivati già una quarantina di cani, tutti dotati di microchip, vaccinati e con certificato di buona salute, molti dei quali hanno trovato una famiglia amorevole".
"Naturalmente rispettiamo tutta la procedura e i controlli previsti affinché i cani siano affidati a persone che possano dargli tutto l’affetto che finora non hanno ricevuto"- conclude il giovane finalese.
The Dog’s Bridge è una piccola realtà che, grazie ai volontari, si sta dando da fare per aiutare i cani randagi della Sicilia, ma qualche aiuto in più serve sempre.
Per saperne di più è possibile visitare la pagina Facebook dell’associazione, oppure contattare i volontari ai numeri 349 8418037 e 3488866599.
In particolare, i volontari lanciano un appello per cercare urgentemente casa per 5 giovani cani di taglia media e grande: tutti i dettagli sui profili social dell'associazione.
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